martedì 29 gennaio 2013

Orientarsi nel caos

Per orientare un po' amici e conoscenti indecisi sul voto ho raccolto qui tutti i link che rimandano ai vari programmi elettorali dei principali partiti in corsa per le elezioni del 24-25 febbraio 2013. Non sapendo in che ordine creare l'elenco, ho guardato l'ultimo sondaggio di ieri e ho messo i vari partiti in ordine come sono nei sondaggi, da quello che si suppone avrà più preferenze a quello che ad oggi si ritiene che ne avrà di meno. Vi ricordo comunque che alcuni partiti sono in coalizione tra loro, per esempio Lega nord, Pdl e Fratelli d'italia sostengono tutti insieme la coalizione di centro-destra e anche PD e Sel costituiscono un'unica coalizione di sinistra per il progresso del paese, infatti in occasione delle primarie hanno sottoscritto insieme l'appello "Italia per il bene comune". La differenza è che i partiti che sono parte di una coalizione possono entrare in parlamento anche col 2% mentre per esempio ciò non accadrebbe per partiti come quello di Giannino che presentadosi da solo non entra in Parlamento se non ottiene almeno il 4%. Da specificare che il minimo per il senato è invece dell'8%, per esempio se la Rivoluzione Civile non dovesse ottenere l'8% ma solo il 5% come indicano gli ultimi sondaggi non potrà essere presente al senato.
La maggioranza degli allegati sono in pdf quindi serve adobe reader per visualizzarli.

programma elettorale del PD:
http://www.partitodemocratico.it/doc/248839/il-nostro-programma.htm colonna a destra da cui si può cliccare sulle tematiche che più vi interessano oppure una versione completa in pdf:
http://www.partitodemocratico.it/Allegati/il-programma-dei-democratici-e-dei-progressisti.pdf 

programma elettorale del PDL:
http://www.ilpopolodellaliberta.it/speciali/programma-elettorale-2013.pdf

programma elettorale del Movimento 5 Stelle:
il blog di beppe grillo http://www.beppegrillo.it/ è la sede principale del movimento che contiene, oltre al programma, anche tutto lo storico degli eventi e del movimento.

programma elettorale della lista Monti, sostenuta da Casini, Fini e Montezemolo:
http://agendamonti.s3.amazonaws.com/UnAgenda-per-un-impegno-comune-di-Mario-Monti.pdf

programma elettorale del movimento arancione di Ingroia altrimenti chiamato Rivoluzione Civile (così lo troverete indicato sulle schede elettorali):
http://www.rivoluzionecivile.it/sintesi-del-programma-di-rivoluzione-civile/

programma elettorale della Lega Nord:
http://www.leganord.org/index.php/elezioni/elezioni-politiche/programma-politiche-2013
(cliccare sul link in centro pagina con scritto programma per scaricare il file).

programma elettorale di Fare per fermare il declino di Oscar Giannino:
http://www.fermareildeclino.it/ il sito viene aggiornato periodicamente ma c'è uno schema rosso con i 10 punti principali nella home page.

programma elettorale di Fratelli d'Italia:
http://www.fratelli-italia.it/ è il sito del partito, non c'è ancora un link diretto al programma definitivo.

Vi invito a riflettere sulla fattibilità di quello che è scritto nei programmi e sulla credibilità di chi li presenta, e di riflettere su chi volete che vi rappresenti e nello stesso tempo sia in grado di governare questo paese prima di scegliere. Vi invito inoltre a riflettere sul fatto che non votare non porta in ogni caso alcuno beneficio al paese, al di là delle motivazioni più o meno valide che vi porterebbero a questa scelta. A disposizione per un confronto con chiunque abbia domande, dubbi e perplessità. Buona lettura a tutti!

venerdì 18 gennaio 2013

Caos pre-elettorale

Ultimamente ne leggo di ogni. Credo che dovrei smettere di seguire la campagna elettorale fino alla data del voto, mantenendo la mia scelta originale e che idealmente mi appartiene dal momento che credo in una sinistra che in futuro, forse, sarà migliore, rinnovata e ringiovanita, altrimenti viene voglia di votare scheda nulla. Ora pure Pannella che si allea con Storace. Il PD invece di combattere per vincere prepara l'inciucio con Monti, poi qualcuno deve avergli spiegato che così facendo si perdebbe l'elettorato di Vendola che si sposterebbe su Ingroia & co e allora hanno smentito tutto, nessun compromesso col centro. O forse sì, Monti non è un avversario ma un competitor. Se un ragazzino di 14 anni leggesse sommariamente i programmi elettorali e i capisaldi di SEL e di Italia Futura capirebbe nel giro di 5 secondi che un governo così non reggerebbe più di un anno, ma a quanto pare ci è voluto un consulente per spiegarlo ai promotori della campagna elettorale e ritrattare la dichiarazione. La visione del lavoro, della differenza di genere e diritti civili delle coppie di fatto, il trattamento degli immigrati e il rapporto con le banche della sinistra e dell'agenda Monti c'entrano tra loro come i cavoli a merenda. Poi Fini è diventato di centro; un ex MSI di centro? Insieme a ex democristiani e a esuli del PD?
Tra l'altro, nessuno si pone il problema di come un elettore della sinistra laica possa sentirsi tradito all'idea di trovarsi rappresentato da una maggioranza comprendente Casini nè di come un elettore della Lega potrebbe, per esempio, sentirsi tradito dalla rinnovata alleanza col più famoso B. d'Italia. La maggior parte delle persone di sinistra che conosco sono restie a votare il PD e gli ex-elettori della Lega che conosco sono indirizzati a Grillo o alla scheda nulla, ma io non faccio la sondaggista e non uso raffinate tecniche di metodologia della ricerca sociale. Diciamo che per la maggior parte ci saranno voti dati controvoglia, forse nell'ingenua speranza che stavolta vada meglio, che si siano resi conto di come è veramente questo paese e del fatto che il cittadino che manda te in parlamento a rappresentarlo sta compiendo un gesto di fiducia.
Sì, un gesto di fiducia. Io voto chi rappresenta al meglio le mie idee e modus vivendi, e siccome mi fido che porterà avanti un percorso simile a quello che avrei portato avanti io, lo voto. Ma mi fido veramente?
Mi viene in mente il principe di Salina, quello del Gattopardo: bisogna che tutto cambi, perchè tutto rimanga uguale. Non è che anche stavolta vogliono rifilarci ore e ore di campagna elettorale per venderci un prodotto che è esattamente uguale al precedente e neanche tanto confezionato meglio?
Intanto che continuo a pormi domande inutili su quanto mai potrà stare in piedi un governo così caoticamente composto e presumibilmente senza maggioranza al Senato, vi invito tutti a sottoscrivere l'appello contro la corruzione: http://www.riparteilfuturo.it/
Serve a chiedere a tutti i candidati alle elezioni politiche di sottoscrivere 5 impegni fondamentali al rinnovamento del nostro paese:
  1. Potenziare la legge anticorruzione entro i primi 100 giorni di governo, inserendo l'obiettivo nel programma elettorale
  2. Rendere pubblico il Curriculum Vitae con tutti gli incarichi professionali ricoperti
  3. Dichiarare potenziali conflitti di interesse
  4. Dichiarare eventuali procedimenti giudiziari in corso e/o passati in giudicato
  5. Rendere nota la propria condizione patrimoniale e reddituale
Vi invito a prendere visione dell'appello e contribuire a diffondelo tramite facebook, twitter e altri mezzi di comunicazione a voi congeniali. Per firmare è semplice non servono username o password solo nome, cognome e indirizzo email. Richiede 10 secondi ma insieme possiamo contribuire a rendere più trasparente la cosa pubblica.

domenica 13 gennaio 2013

Perchè la sentenza della cassazione sull'affidamento di un bambino alla madre lesbica fa tanto scalpore?

Un paio di giorni fa la Corte di Cassazione si è pronunciata in favore dell'affidamento alla madre di un bambino conteso dai genitori. La notizia che potrebbe passare sotto silenzio ha invece destato scalpore e lo sdegno dei vertici della Chiesa in quanto la madre convive con un'altra donna, un'educatrice. Inoltre la Cassazione ha tenuto conto del fatto che il padre, musulmano, si è rifiutato di seguire un corso di educazione alla genitorialità come richiesto dagli assistenti sociali nonostante il bambino avesse assistito a episodi di violenza, il che dimostra che non aveva alcuna intenzione di crescere il figlio con un affidamento congiunto sano e basato su un rapporto di rispetto reciproco tra i due genitori naturali del bambino e che non aveva alcuna intenzione di riconoscere che un bambino non può e non deve mai assistere ad episodi di violenza per nessun motivo.
L'avvocato Raffaella Richini, che ha assistito la madre nel processo, ha dichiarato: "La mia assistita si è battuta per dimostrare di essere una buona madre". Ora, onestamente, a quante madri viene richiesto di dimostrare in 3 gradi di giudizio di essere una buona madre per poter mantenere la custodia del proprio figlio?
Leggendo vari commenti sul web ho più che altro l'impressione che si cerchi di portare avanti una battaglia ideologica più che per il bene stesso del piccolo, infatti i giudici hanno dichiarato che "si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino". Anche qui, rimane il fatto che in molti altri casi in cui i genitori sono violenti o tossicodipendenti o alcolizzati o che entrano ed escono dal carcere non viene tolto l'affidamento ma piuttosto si chiede al genitore di consentire la presenza di educatori e assistenti sociali che affianchino il processo di crescita sano ed equilibrato del bambino.
Quindi se nel momento in cui al padre viene chiesto di seguire un corso di genitorialità e di permettere l'affiancamento di un esperto nel costruire il rapporto con suo figlio egli si rifiuta, che cosa dobbiamo dedurre?
E altra domanda: siamo sicuri che in altri casi in cui non viene chiamata in causa l'omosessualità la Chiesa sarebbe così sollecita nel preoccuparsi dello sviluppo psicologico del bambino? Quante donne ci sono ancora in Italia che pur subendo violenza fisica o psicologica di fronte ai loro figli non possono porre fine facilmente al loro matrimonio o allontanare in qualche modo il padre dei loro figli dai bambini perchè le persone che frequentano la parrocchia locale non vedono di buon occhio le separazioni o a causa del perbenismo bigotto di alcuni piccoli paesi?
Durante un matrimonio in chiesa a cui ho assistito recentemente ho sentito dire dal prete durante l'omelia che il divorzio non è previsto per il sacramento che si compie davanti a Dio, e che l'impegno preso davanti a Dio è per sempre e che dal momento che la coppia diviene una cosa sola è poi indivisibile, in pratica ha spaventato gli sposi facendogli capire che sarebbero stati incastrati a vita. In quel caso dal momento che la sposa era cattolica praticante sul momento non si è spaventata, probabilmente si aspettava un'omelia di quel tipo.
Ok, ad un primo sguardo parrebbe molto romantico come pensiero, nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia etc etc. Ma all'atto pratico, qualora il comportamento di uno dei due coniugi dovesse non rivelarsi sano per lo sviluppo del bambino per esempio se uno dei due commette violenza, o si rifiuta di curarsi se malato psichico magari perchè alcolizzato o spacciatore (quindi sicuramente non educativo per il figlio) o se sperperasse tutti i suoi soldi nel gioco d'azzardo invece che utilizzarli per mantenere i figli in una sana crescita e negli studi, come mai la chiesa non interviene con altrettanta sollecitudine per promuovere un intervento che stabilisca qual è il male minore per il bambino? Diciamo la verità, la differenza di genere per la Chiesa è ancora un tabù, così come lo è il superamento di una società basata sul patriarcato.
Dal mio modesto punto di vista, se un bambino ha di fronte uno o 2 genitori felici, soddisfatti della propria vita ed entusiasti, è sempre la soluzione migliore anche se non tutti i bambini hanno l'opportunità di crescere con modelli di persone adulte felici, forti e piene di vita. Un genitore che ama la vita e conserva lo stupore per le cose anche in età matura, un genitore che svolge il suo lavoro con passione e sa ridere e sorridere con sincerità e non per finta è il miglior modello in assoluto qualunque siano il suo credo, il suo conto in banca e le sue preferenze sessuali.

giovedì 3 gennaio 2013

La forza delle idee

Ieri Monti ha detto "la destra e la sinistra sono ormai superate", dice che vuole lavorare insieme per le riforme (quali? quelle di destra o di sinistra?), che vuole creare un nuovo movimento popolare (ma allora sei di destra?) e ha incassato il sostegno del Vaticano però vuole unire credenti e non credenti. E sulle questioni etiche come la mettiamo? Inoltre stamattina ha ribadito il concetto sostenendo che Bersani dovrebbe tagliare le ali alla parte estrema della sinistra inglobata nel suo partito.
Eh no, apprezzo lo sforzo di riportare lo spread sotto il 287 visto che nessuno ci era riuscito dal novembre 2010, possiamo cantare vittoria ce l'abbiamo fatta, e apprezzo anche la capacità di ridare credibilità all'Italia a livello internazionale, ma le idee non sono in vendita e lo spread non è tutto ciò su cui si gioca la partita elettorale.
La sinistra ha dei valori fondanti, come suppongo li abbia la destra nonostante io non li condivida e da entrambe le parti questi valori non sono negoziabili. La sinistra crede nell'uguaglianza di diritti. Un uomo di sinistra fa propria la scritta che capeggia nelle aule dei tribunali "la legge è uguale per tutti" e ambisce ad un mondo in cui gli operai e gli imprenditori siano considerati uguali nei loro diritti umani fondamentali e nella loro dignità, così come riconosce pari dignità all'immigrato, al profugo, alle donne, agli omosessuali e a qualsiasi altra categoria di tutte quelle che le nostre leggi spesso tendono ad emarginare o considerare "il diverso", come per esempio chi non è parte di una lobby o chi non è rappresentato da un sindacato. Ok, ogni tanto si dimenticano dei precari perchè dal momento che i politici sono per lo più over 60 si sono dimenticati della nostra esistenza, ma questa è semplicemente un'altra categoria di persone che deve ancora essere rappresentata e sicuramente col tempo si lavorerà anche per aiutare noi giovani. La sinistra nel corso degli anni ha portato avanti delle battaglie che hanno equiparato le donne agli uomini nella loro possibilità di scegliere (vedi referendum sull'aborto e sul divorzio), e porterà avanti le stesse battaglie per equiparare i diritti degli omosessuali quando sarà possibile. La sinistra ha agevolato il diritto di studio per tutti aprendo le porte dell'università anche a chi non aveva fatto il liceo nel 1968, e la destra dalla sua parte ha degli ideali che non pubblicizzo dal momento che non sono i miei ma che tuttavia esistono e hanno un valore per chi si sente da essi rappresentato.
Democrazia, dal greco δῆμος = popolo e κράτος = potere, significa che chi governa è il popolo. Non la finanza, le banche o le lobby. Altrimenti sarebbe una mercatocrazia (esiste questo concetto in politica? Non ancora) o al massimo oligarchia, visto che quello a cui ambisce il centro è il governo di pochi. Ogni cittadino italiano ha il diritto di sentirsi rappresentato da qualcuno e l'esistenza di destra, sinistra, laici e cattolici, moderati ed estremi, dà la possibilità a quasi tutti i cittadini italiani leggendo il programma di governo prima del voto di esprimere una preferenza quanto meno in linea con il proprio stile di vita, con il proprio lavoro, con i propri interessi ed ideali.
Insomma, se tornassimo a vedere la destra e la sinistra come due schieramenti con idee ben distinte, e il concetto di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato come qualcosa di inderogabile e su cui non si cede a compromessi, eviteremmo tutto il moderatismo senza parte che sta in mezzo e causa incertezza e malessere in chi non si sente rappresentato in quanto portavoce solo della finanza e non del popolo. Il compromesso non deve essere la base di partenza prima delle elezioni, il compromesso deve avvenire dopo le elezioni e dovrà essere la sintesi di più voci in capitolo, in seguito all'espressione del diritto di voto da parte del popolo che potrà scegliere liberamente se è pronto per diventare più simile alla Germania e alla Gran Bretagna oppure no. Ovvio che per governare serve una mediazione, ma la mediazione si farà sulle singole leggi e affrontando una ad una le singole problematiche e discutendone insieme in parlamento.
Nella politica ci vuole prima di tutto consapevolezza della nostra storia, entusiasmo e passione per le idee che si seguono. Non è tutto solo economia, quello è un elemento. C'è il lavoro, i diritti fondamentali, la giustizia, la lotta alla mafia, le posizioni diverse in tema di bioetica e di religione. Poi sicuramente ci saranno degli italiani che la pensano diversamente e che sosterranno il centro moderato in quanto pensano che il dio denaro sia l'elemento fondamentale per la felicità delle persone. Ma sarà il voto democratico a stabilirlo, a mostrarci se davvero gli italiani ritengono superati gli ideali di uguaglianza e parità dei diritti della sinistra, non sarà certo Bersani a silenziare la voce del popolo.

mercoledì 5 dicembre 2012

Perché si ha paura del cambiamento?

Domanda ingenua: ma noi della sinistra vogliamo veramente mandarlo a casa il nano di Arcore? perchè onestamente di occasioni ce ne sono state e tuttavia è ancora lì, e sembra persino che voglia ricandidarsi. Ho fatto 5 anni di Università dal 2001 al 2006 durante i quali il principale discorso politico tra studenti era perchè fosse necessario un rinnovamento politico e perchè il premier non fosse adatto a governare l'Italia, per non parlare del conflitto d'interessi. C'è stato l'episodio in cui B. al parlamento europeo ha detto a Schulze che lo proponeva per un film che si stava girando in Italia per il ruolo di kapo. La questione del conflitto d'interessi sembrava riguardare chiunque, insomma chi può dire che con un premier con 3 televisioni personali a disposizione l'informazione potrà essere corretta e imparziale? ovviamente nessuno, e all'epoca sembrava così scontato che non appena la sinistra fosse andata al governo la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata la legge sul conflitto d'interessi. Invece niente, in 2 anni di governo non sono riusciti a farla quella legge (o non hanno voluto?) e così il nostro rivale si è ricandidato. Nel frattempo ha definito la Merkel con aggettivi poco raffinati nei confronti di una donna e dopo la prima elezione di Obama lo ha definito "abbronzato" per non dire nero (!). Durante l'ultimo governo della destra c'è stata la questione del processo Ruby, con il bunga bunga italiano spiattellato su tutte le prime pagine dei quotidiani mondiali. Siamo stati derisi da tutti pure dai comici spagnoli. Abbiamo mostrato al mondo l'arretratezza del modello culturale italiano, dando un'immagine della donna in Italia che non corrisponde alla realtà dei fatti ma solo a una piccola fetta di popolazione che ancora tratta la donna come una prostituta.
In questi mesi si è aperta un'altra possibilità per un rinnovamento, ovvero la candidatura di Renzi a sinistra in modo che contrapponendo un candidato giovane, con ottime capacità comunicative e con 39 anni di meno dell'ex premier. 39 anni di meno che si vedono nel modo di ragionare, nel modo di trattare le donne dal momento che ha una moglie insegnante e non ex attrice di film da 4 soldi (la scelta di una donna intelligente e in grado di ragionare denota la capacità di un uomo di relazionarsi con le donne che esprimono le proprie idee) e dal momento che aveva proposto un governo con 5 ministri uomini e 5 donne. Che non sono le quote rosa, significa che è un leader capace di gestire un team misto o meglio ancora che ha capito che sia gli uomini che le donne tirano fuori il meglio del loro potenziale se messi a confronto nel modo di porsi e di parlare e pertanto vuole gestire un team misto. La maggior parte delle persone che conosco, uomini e donne, giovani all'anagrafe o nel modo di pensare, ha sperimentato personalmente che gestire un team misto, all'incirca al 50% femminile, migliora il lavoro del team stesso qualunque esso sia, che si tratti di un ufficio, di una redazione o di qualsiasi altro progetto di lavoro.
Le idee che serpeggiano tra le giovani menti erano chiare e visibili anche nei progetti di Renzi per rendere più europeo il nostro paese, per esempio aveva proposto di rifinanziare l'Erasmus in modo che fosse accessibile al 25% degli studenti universitari. Inoltre aveva spiegato chiaramente durante il dibattito televisivo su Rai1 del mercoledì precedente al ballotaggio che il motivo per cui il nostro paese deve perseguire gli standard europei non è fare un favore alla Merkel quanto piuttosto siamo noi che vogliamo essere veramente europei. O almeno, i giovani lo vogliono, forse c'è qualcuno che non lo vuole mi viene questo dubbio.
Ora che ha vinto Bersani faccio ovviamente i miei migliori auguri al vincitore e spero che tenga conto del 40% che aveva scelto Renzi nel preparare il suo progetto per il rinnovamento dell'Italia.
Tuttavia, tutti da sinistra a destra avevano intuito che se il vincitore delle primarie fosse stato Bersani, a destra avrebbero ricandidato B., mentre contro Renzi non si sarebbe mai ricandidato per l'impossibilità a vincere contro un uomo nuovo, giovane, con idee vincenti e che gli avrebbe portato via una grossa fetta di elettorato. Ma allora perchè? Io mi chiedo perchè la sinistra non è in grado di coalizzarsi con una strategia vincente per ridare credibilità a questo paese in un'era che sia veramente post-berlusconiana?
La mia domanda rimane senza risposta immagino, o forse un'ipotesi in testa ce l'ho: che la sinistra non sia in grado o non voglia costruire una campagna elettorale per proporre come rendere questo paese migliore, ma voglia solo costruire il suo progetto sul suo contrastare B. trovando tutti i difetti dei rivali ma senza poi lavorare per risolvere la situazione vincendo le elezioni con un governo forte o facendo sì che il rivale abbandoni il ring per anzianità.
E la stessa cosa vogliono fare dall'altra parte: convincere gli elettori che l'unico motivo per cui devono essere votati è per non far andare al potere gli altri. Il titolo de Il Giornale di lunedì mattina dopo il ballottaggio era eloquente: "ancora comunisti". Ma vogliamo una volta per tutte superare questa antica distinzione e traghettare finalmente il paese verso il cuore dell'Europa? Vogliamo impegnarci tutti insieme per avere uno stile di vita come la Germania o la Gran Bretagna? O ai giovani che vogliono un paese diverso toccherà espatriare?
Dove andremo a finire così?

sabato 17 novembre 2012

Il Pantheon della sinistra

Dopo il dibattito di lunedì scorso la satira si è scatenata sulle scelte dei punti di riferimento dei 5 candidati alle primarie della sinistra. Premetto che mi è piaciuta la risposta di Matteo Renzi che trova un punto di riferimento in Nelson Mandela, perché sottolinea la sua volontà di cambiamento del sistema in senso vero.
Nel mio Pantheon della sinistra metterei altri nomi: Enrico Berlinguer, Lenin, Togliatti, Willy Brandt, Rosa Luxemburg per dirne alcuni. Sicuramente, non un cardinale e un Papa, per quanto personaggi significativi. Cosa c'entrano con la sinistra? Vogliono rifondare la Democrazia Cristiana? O forse non ce ne siamo mai liberati? Troppe domande senza risposta che non mi convincono.

giovedì 15 novembre 2012

Perché non voterò Beppe Grillo

Ho avuto occasione di seguire una volta un monologo di Beppe Grillo dal vivo quando è venuto a parlare in piazza nella mia città, per la campagna elettorale delle comunali del maggio 2011. Quindi ancora in epoca non sospetta, in cui il problema principale che rilevavo in Grillo era la volgarità e la bassezza di livello delle sue urlate. Il discorso che tenne probabilmente non era ancora stato impostato in funzione di una specifica campagna elettorale perché è stato poco interessante, troppo arrabbiato per la città in cui vivo che ha un’ottima amministrazione comunale, ha usato parole eccessive. Inoltre, se ne è uscito con la classica frase populista “o ci sono i partiti o ci sono i cittadini” come se fosse un aut aut,  che non mi era piaciuta per niente.  Mi è sembrato che volesse più che altro applausi e creare casino, insomma non conosceva per niente la città dove è venuto a fare il comizio o non è stato adeguatamente informato prima dagli attivisti del movimento.
Adesso Beppe Grillo è il leader del momento, ha sostituito Berlusconi che ormai è fuori gioco con tutti gli elementi classici per attrarre l’italiano medio: carisma, invettive, unione di tutti contro un nemico e personalizzazione del movimento (addirittura Grillo risulta proprietario del movimento 5 stelle). Berlusconi regnava in tv, lui ha internet come cavallo di battaglia.  Il nemico di Berlusconi erano i giudici, i comunisti, i sindacati e chiunque volesse in qualche modo controllare come aveva accumulato l’enorme ricchezza in suo possesso. Il nemico del Movimento 5 stelle? Qualsiasi cosa serva a raccattare voti e a raccogliere lo scontento delle persone. Un nemico è il tuo nemico? Allora sarà anche il nemico di Grillo. Ce l’ha con le banche, col debito, con il governo di prima e con quello di poi, con i tecnici, con chi cementifica e con chiunque altro se criticato possa strappare un applauso. Ottima strategia per prendere voti, ma certo non il mio voto.
Come si fa a pensare che sia democratico un movimento che invece di permettere di confrontarsi al suo interno espelle tutti coloro che violano delle regole imposte dall’alto?  Il caso Salsi e Favia sono emblematici, chi non dice signorsì è fuori. A me sembra più che altro il preludio di una dittatura. O di un disastro in parlamento, visto che Grillo vuole mandare 80 o 90 deputati senza esperienza politica a decidere di questioni nazionali, o peggio ancora a rappresentare l’Italia in Europa. Visto come hanno reagito le borse dopo la rielezione di Obama, non voglio sapere come reagirebbero all’elezione di un pazzo comico che urla in modo volgare e maleducato, e come potrebbe poi andare a trattare per conto nostro in Europa, o con le banche. Mi immagino i poveri interpreti che devono tradurre i suoi discorsi velocissimi e la Merkel che lo ascolta… Un politico deve avere capacità diplomatiche, di mediazione, di trattativa. Che non significa inciucio, attenzione. Significa che la lingua italiana ha uno straordinario potenziale di esprimere la rabbia, la disaffezione alla vecchia politica, le perplessità sulle scelte economiche e la delusione per la classe dirigente attuale senza scadere nell’illazione, nella volgarità, nella maleducazione, a volte anche nell’aggressione verbale, e sto facendo riferimento ad alcuni commenti di attivisti del movimento 5 stelle dopo l’episodio Salsi.
Grillo parla di democrazia partecipativa, ma la democrazia partecipativa non esiste! La partecipazione dei cittadini si esprime attraverso la rappresentanza. Io non sono un politico, quindi non ho la possibilità né le competenze per prendere decisioni politiche. Non che i politici che ci sono al potere adesso ne abbiano, tutt’altro. Ma cambiare non significa distruggere, se mai cercare di costruire qualcosa di nuovo.
Ho letto il programma di Grillo e mi sembra un insieme di tantissime idee potenzialmente buone ma assolutamente irrealizzabili. Vivendo nel mondo della flessibilità, ho imparato a conoscere diversi lavori e ogni volta che imparavo un lavoro nuovo mi stupivo nel conoscere da dentro un mondo che avevo sempre visto da fuori. Ogni volta, nessuna esclusa. Quando ho lavorato nelle spedizioni, mi sono stupita di conoscere determinate procedure di esportazione e regole doganali di cui ignoravo l’esistenza, e di scoprire quanto queste possano influire nelle scelte di vendita aziendali. Lavorando in un call center, ho imparato a capire chi sta dall’altra parte, che pensava che noi avessimo un pulsante per sistemare l’adsl, e invece non c’era, c’era invece un percorso da fare insieme al cliente per capire qual era il problema. Lavorando con i bambini ho scoperto quanto sono paranoiche le mamme e quanto i papà siano invece molto più easy. Lavorando a riordinare un archivio, mi sono stupita di quanto disordine possa esserci in un’azienda di più di 500 dipendenti. Cercando di contrattare il prezzo da un fornitore a 22 cent/pezzo invece che a 40, ho scoperto che se voglio occuparmi di sapere come vengono trattati i lavoratori cinesi prima di insistere per compare a 22 cent non ho un futuro come buyer, perché quel posto di lavoro non sarà più mio. E così via in tutte le diverse attività che ho svolto, evito di citare esempi di scoperte alquanto peggiori sulle modalità di trattativa col cliente. Quindi sono sicura che persone senza esperienza politica che si trovano ad andare in parlamento vivranno, una volta che sono lì, situazioni che ora non sono immaginabili e che porranno un ostacolo alla realizzazione dei loro piano, perché il loro progetto è pensato da fuori, da semplici cittadini, non da dentro la politica. Per esempio il dover far quadrare i bilanci, la mediazione con forze diverse da quelle con cui si confronta direttamente il cittadino tutti i giorni, la reazione dei mercati alle scelte. A meno che, ovviamente, il loro piano non sia quello di distruggere tutto il sistema e creare l’anarchia, alla quale si sostituirebbe ben presto una dittatura, considerata la personalità del leader in questione e considerato che l’anarchia non funziona neppure nel mondo animale.
Per non parlare poi delle sue dichiarazioni come “io non vedo mafia qui” relativamente alla Sicilia, o che la mafia non ha mai ucciso nessuno lo stato sì. Che si studi qualcosa sulla nostra storia, abbiamo esportato la mafia in tutto il mondo USA compresi, ed è uno dei freni più grossi allo sviluppo del Mezzogiorno. Chi paga il pizzo non paga le tasse, è evidente. Cavour è morto 2 mesi dopo la riunificazione del regno d’Italia, che si fosse spaventato di quello che ha visto? Purtroppo la mafia è ancora un male da estirpare in Italia, il lavoro è lungo e faticoso ma per poter risolvere un problema  bisogna innanzitutto essere consapevoli che il problema c’è.
Molte persone che osservano il fenomeno Grillo distrattamente da fuori si chiedono da dove prende tutti questi consensi. Dal mio punto di vista, da 2 categorie di persone:
1) persone arrabbiate col mondo e già distruttive di loro, abituate a ragionare per slogan tipo frasi condivise su facebook, citazioni di personaggi che chi condivide neppure sa chi sono. Non mi dite che non avete mai condiviso una frase con tra parentesi il nome di qualcuno che non sapevate chi fosse. Ecco no, io non l’ho mai fatto in genere cerco prima su google chi sia l’autore quindi è possibile che non l’abbiate mai fatto neanche voi, ma vi garantisco che un buon 70% dei miei amici di facebook condivide frasi a caso e si nota parecchio. Grillo fa slogan arrabbiati, quindi funziona sempre nel raccogliere la gente arrabbiata intorno a sé, quelli che credono nel “voto di protesta” come se la crisi si risolvesse protestando.
2) persone giovani, che sostengono come lui che la televisione è finita e che ora tutto si decide e si fa tramite internet. Bene, internet è un ottimo strumento per fare qualsiasi cosa, lavorare, guadagnare, esprimere opinioni, ma vogliamo vedere un po’ COME viene utilizzato? Per urlare la propria rabbia in malo modo, maleducatamente, senza rispetto per l’altro, magari discriminando le donne o facendo proposte da incompetenti, protetti da un nickname e/o da un avatar e riempiendo i propri post di parolacce e strafalcioni linguistici e ortografici? Perché la metà dei post di giovani arrabbiati che trovo sul web sono sostanzialmente così.
E’ questo l’elettorato in cui va a pescare Grillo? Bene, basta saperlo e anche se sono sia giovane sia arrabbiata non voterò il Movimento 5 stelle, forse sto invecchiando o sono un po’ meno arrabbiata del solito?
Il mio sospetto è che stiano cercando di fare con internet quello che Berlusconi ha fatto con la televisione: sedurre alcune grandi categorie di persone appartenenti al popolino e disposte a correre dietro ad un leader per ottenere la maggioranza. Berlusconi ci è riuscito con le veline e la tv commerciale, portando l’intrattenimento facile gratuitamente (in cambio della pubblicità che ci ha portati ad un consumismo sfrenato) a casa dell’italiano medio, ora Grillo vuole riuscirci sdoganando il vaffa dappertutto e illudendo le persone con un basso livello culturale che anche loro possono cambiare il sistema e fare tutto quello che vogliono senza le regole del vivere civile, dicendo un sacco di cavolate e non avendo alcuna consapevolezza della nostra storia, e con mezzi che non sono quelli della rappresentanza democratica ma pura demagogia, come l’idea del rimettere il mandato nelle mani degli elettori ogni 6 mesi: chissà che idea di stabilità diamo al mondo, ogni sei mesi rischia di cadere un pezzo di parlamento. Ogni cittadino ingenuamente crede così di essere portavoce di tutti gli altri e che le sue esigenze uniche siano sacrosante e legittime: non tutte le esigenze sono sacrosante e legittime ma soprattutto in un sistema democratico capita talvolta di essere in minoranza. E quando si è in minoranza non si può ovviamente sentirsi rappresentati al 100%. Anzi, dal momento che ognuno di noi ha una situazione personale, famigliare e lavorativa unica, direi che in ogni caso non ci sarà mai un politico che ci rappresenta al 100%. Ci può essere una corrente politica che mi rappresenta all’80%, in alcuni periodi storici magari al 90%, ma dal momento che sono una persona unica con problemi e necessità uniche rivendico la mia unicità e la mia indipendenza dall’essere al 100% parte di qualsiasi movimento politico.
A me personalmente piace il modello Obama: è stato eletto, l’avversario ha accettato la sconfitta e gli ha stretto la mano e ora per 4 anni può lavorare, con un confronto parlamentare di opposizione certo, ma comunque lavorare indipendentemente da quello che succede e dalla crisi in corso. Altro che rimettere il mandato ogni 6 mesi.
Ma noi italiani siamo un popolo di pecoroni, si sa. Pare che l’italiano medio abbia sempre bisogno di un leader autoritario e non autorevole altrimenti si sente perso.