giovedì 16 maggio 2013

Ormai non c'è più di niente di cui stupirsi

Beppe Grillo al comizio riportato da Servizio Pubblico: "A ottobre ce la giochiamo noi e il nano, se votate uno così vi vengo a cercare uno per uno" non credo che se la giocheranno solo loro, ma almeno ha avuto il coraggio di dire quello che tanti italiani dicono da un sacco di tempo, e quando avevo detto ai miei amici di facebook "per cortesia levatemi l'amicizia se votate silvio" ero stata criticata da tutti. Poi la stronza sono io, che scelgo gli amici in base alle idee e che non capisco, non rispetto, non blablabla. Invece normalmente in Italia le donne vengono rispettate, e gli viene notoriamente offerto un lavoro in base al loro intelletto, come nel caso delle olgettine 2500 € al mese ciascuna. E anche gli evasori, è risaputo che rispettino chi paga le tasse, c'è tanto rispetto in un evasore verso chi paga senza poter scegliere perché ha una busta paga. Davvero, non so con che coraggio lo vogliano votare, come fanno così tanti cittadini a sentirsi rappresentati da costui. Non è lui il problema, è chi lo vota dopo tutto quello che ha fatto. E' la dignità della donna andata a quel paese, un uomo politico da 20 anni sulla scena internazionale che è ricattabile da chiunque, dai fotografi dai magnacci dagli organizzatori di eventi dalle consiglieri regionali che ha messo lì lui, alle ragazzine che lo fregano dicendo di essere nipoti di chiunque e questo ci crede... poi non si chiedano perché la gente espatria. O perché la gente si vergogna di questo paese. Strauss Khan per un'ipotesi di reato si è dimesso subito, senza neanche più candidarsi e senza aspettare la sentenza del tribunale; un ministro tedesco per aver copiato parte di una tesi di dottorato si è dimessa, e qui non solo non viene neanche valutata l'ipotesi delle dimissioni ma milioni di italiani lo votano. Ancora. Vorrei andare a chiedere, uno ad uno, agli elettori di costui se fosse loro figlia, sorella, vicina di casa che prende soldi in cambio di sesso cosa penserebbe, a livello umano, di quell'uomo e di quella donna. Come li definirebbe, con parole sue. Ma quando fanno vedere in televisione che un giornalista fa questa domanda a un elettore del soggetto in questione, la risposta è sempre mancante, nessuno dice niente, ma la faccia dice tutto: la faccia schifettosa di uno che pensa che non importa, che non vuole confessare che anche lui farebbe lo stesso potendo, e che per loro quell'uomo ha dei comportamenti accettabili per questo. Se non addirittura encomiabili, perché è il mito dello stupidotto medio. Ecco poi non lamentiamoci se le giovani donne e i giovani studenti vogliono espatriare. Perché quei 9 milioni di italiani poi li si incontra in giro, ai colloqui, nei posti di lavoro, nella vita di tutti i giorni quando si trova il tizio che per risolvere un problema vuole chiarire la cosa "da uomo a uomo" e si rivolge a chi hai accanto invece che a te perché non è in grado di sostenere un discorso intelligente e portare avanti argomentazioni. Certo dopo 25 anni di tv spazzatura, non stupiamoci però. E visto che quelle donne non sono prostitute o non possono essere definite tali neanche dalla Boccassini (è un mestiere, se pagassero le tasse poi sarebbe anche riconosciuto), vorrei davvero sapere da uno di quegli imprenditori ricchi ed evasori che vedono in Silvio un mito, se gli entra un ladro in casa cosa fanno, aspettano la cassazione per definirlo ladro se no si offende?

lunedì 6 maggio 2013

Siamo tutti lavoratori imperfetti?

30 anni, laureata in architettura perfettamente in corso (non fa parte degli sfigati indicati come tali dal vice dell'ex ministro del lavoro) Simona ha fatto l'Erasmus, uno stage di 3 mesi pure all'estero e un master a Londra in architettura sostenibile. Ha scelto di fare il master dopo aver tentato di passare l'esame di stato e non averlo superato, per provare a dare un senso ai suoi studi e per trovare una nuova strada sempre nell'ambito dell'architettura, magari nell'ambito della ristrutturazione o del fotovoltaico. L'anno scorso le hanno proposto un lavoro, 300 € al mese + provvigioni, in un'azienda informatica (nulla a che fare quindi con l'architettura) che definendosi una start up può assumere con contratti fuffa di questo tipo. Il lavoro è durato un mese, perché Simona ha diverse qualità, è una donna estremamente intelligente, brillante, propositiva ed energica, molto portata per il lavoro non solo nel campo dell'architettura ma anche del design e di altri settori vicini che io non conosco sufficientemente bene per parlarne, ma non intenzionata a vendere a qualsiasi prezzo un prodotto in cui non crede a clienti che non lo vogliono. Io che la conosco, ci metterei la mano sul fuoco che una cosa non puoi metterla a vendere, forse in un colloquio di un quarto d'ora perché il selezionatore non ci arriva. E' tanto grave, non voler fregare il cliente o intortarlo? Ora lavora in una pizzeria qualche ora a settimana. 

30 anni, laureata in lingue, Francesca ha fatto l'Erasmus e uno stage di 6 mesi in Germania. Poi è tornata e ha iniziato a lavorare in diverse aziende della Brianza, un paio anche di quelle che ti vendono come bellissime. Quelle con la mensa interna e lo stipendio come da CCNL, insomma di quelle rare. Ha avuto un paio di contratti come segretaria, poi un altro diverso ma nella nuova azienda ha rischiato un esaurimento nervoso, cosa che dopo averla psicologicamente provata è riuscita a superare, grazie al compagno, a una terapia psicologica e alla possibilità di coltivare nuovi interessi per liberare la mente. Poi si è trasferita a vivere col compagno, cosa che le ha permesso di non vivere più a stretto contatto con la madre tutto il giorno, perché dopo un anno e mezzo abbondante all'estero la possibilità di tornare a vivere con i genitori può essere valutata solo se si lavora 9 o 10 ore al giorno e la comunicazione è al minimo, nel suo caso invece ha acuito la depressione. Alla fine, ne è venuta fuori. Trasferendosi dall'altra parte di Milano col compagno, così ha anche cambiato il giro delle agenzie interinali, che ancora non la conoscono e non possono giudicare negativamente le sue esperienze passate, e quindi è riuscita piano piano a affrontare la possibilità di andare di nuovo ad un colloquio. Detta così sembra una storia a lieto fine, ma ancora il lieto fine non c'è. Il mese scorso ha fatto il primo colloquio in azienda (non in agenzia interinale) da quando è tornata ad essere felice e sorridente, insomma pronta per una nuova vita lavorativa. Il tizio del colloquio non capiva niente di risorse umane, era il classico capo di un'azienda a conduzione famigliare dove non sanno nulla di rapporti con le donne giovani. Le fumava in faccia, parlava nervosamente in modo molto poco accogliente. Si trattava di un contratto di 2 mesi in un piccolo spedizioniere. Trasporti e logistica? Uno dei migliori CCNL in assoluto, con 14esima già prevista? No, 800 € al mese a progetto, e un sacco di pettegolezzi su perché le ragazze prima erano state licenziate e su come la disponibilità oraria dovesse essere totale. Per fortuna, Francesca, per ora ripresasi dalla crisi è riuscita a mandare a quel paese, in modo diplomatico, il soggetto in questione. Ma quando me lo ha raccontato, mi è venuta voglia di scrivere questo post. Solo perché a volte mi piacerebbe che anche gli altri si rendessero conto che hanno di fronte una persona imperfetta, e che se è disoccupata in genere non è al massimo per quanto riguarda l'autostima e il buonumore.

29 anni, laureata in psicologia alla Cattolica di Milano, triennale + specialistica, Eleonora ha deciso dopo il termine dei suoi studi di non esercitare la professione di psicologa. Forse non voleva tentare l'esame di stato, o forse non si sentiva adeguata alla professione. Allora, ha scelto di provare la strada delle risorse umane, apparentemente adatta a una psicologa. E dal momento che la conosco, anche secondo me avrebbe potuto essere adatta a lei. Peccato che dopo 3 mesi in un'agenzia interinale l'abbiano lasciata a casa perché non portata per quel lavoro. In pratica, riassumendo quanto accaduto, lei doveva fare la selezione del personale ma non era abbastanza "commerciale". In teoria il ruolo del commerciale sarebbe distinto dalla selezione del personale all'interno dell'agenzia, ma chiaramente non è così, perché per l'agenzia il candidato non è una persona da valorizzare e quindi far rendere sul posto di lavoro, ma una risorsa, diciamo pure un prodotto da piazzare sul mercato, cioè presso il loro cliente. La famosa "azienda utilizzatrice" del contratto. Quindi non serve nessuno psicologo, servono solo persone con predisposizione alla vendita. Ma la nostra amica non si è scoraggiata, e ha tentato un'altra strada, quella dell'educatrice d'infanzia. Ora per fortuna sta lavorando, con contratti di cooperativa di sostituzione delle malattie altrui, ma il lavoro le piace. Piccolo particolare: prende uno stipendio indegno di essere qui riportato, e spesso si trova con colleghe e tempo indeterminato fancazziste che non hanno più l'energia per lavorare e non vedono l'ora di andare in pensione. Ma questo, si sa, capita ovunque, anche negli uffici. Il particolare che veramente mi ha fatta imbestialire quando me lo ha raccontato. Una volta, nel sostituire una malattia in un asilo che stava passando dalla gestione pubblica a cooperativa per ragioni economiche, si è trovata circondata da vecchie, affaticate dal lavoro, che non avevano più nessuna voglia di gestire i bambini, e che non volevano assolutamente passare sotto cooperativa perché credevano di aver vinto al lotto essendo dipendenti pubbliche. E costoro, pretendevano la sua solidarietà. In pratica passavano il tempo a lamentarsi della loro situazione lasciandole la sola alternativa di essere d'accordo con loro (anche perché si sa altrimenti finisce in mobbing, già visto), senza minimamente preoccuparsi della sua laurea quinquennale e del fatto che se a giovani persone brillanti vengono richiesti dei sacrifici, forse forse voi anziane non potete pretendere di essere trasferite in un ufficio comunale, e che forse una che si sveglia tutte le mattine alle 7 senza neppure sapere se lavorerà  in attesa di una telefonata, non è il miglior interlocutore a cui dire che voi sotto cooperativa non potete certo lavorare. In pratica le vecchie signore avrebbero voluto essere trasferite in un ufficio comunale (!) pur non avendone assolutamente i requisiti pur di mantenere il loro lauto stipendio. Inutile precisare che normalmente per lavorare in comune o in una biblioteca ci sono concorsi in cui si iscrivono in 150 e ne assumono 1, non si capisce perché dovrebbero metterci una che a 50/55 anni non ha un diploma, non sa neppure usare il pc e non ha molti margini di miglioramento.

33 anni, laurea triennale in Economia del turismo, madre di 2 bellissimi bambini educati, Amina parla 3 lingue. Per davvero, non come quelli che scrivono sul curriculum "inglese buono" e poi li vedi che traducono le mail aziendali col traduttore di google e che non mettono la S alla terza persona singolare. Amina è nata in Eritrea, ha la doppia cittadinanza e è sposata, ha a disposizione persone che la aiuterebbero con i bambini e ha la testa piena di sogni, progetti da realizzare. Potrebbe creare un progetto per la valorizzazione del suo paese d'origine dal punto di vista turistico, oppure lavorare nella mediazione culturale, visto che parla italiano, inglese e tigrino perfettamente. Al momento è disoccupata e l'unico lavoro che ha trovato negli ultimi anni è stato da un commercialista, per qualche mese, tramite un aggancio.

31 anni, diplomata, ha iniziato l'università senza poi terminarla, Giovanna ha un bambino ormai di 2 anni. E' stata lasciata a casa da un call center al 6° mese di gravidanza, alla scadenza del suo contratto interinale. Niente di illegale, la scadenza del contratto non era all'interno della maternità obbligatoria e non c'è stato alcun licenziamento. Non si è potuto fare nulla. Da 2 anni fa colloqui, quasi ogni mese, ma nessuno la assume, nonostante sia automunita, libera da subito e disponibile a straordinari come si esige in ogni colloquio. Il compagno lavora per 700 € al mese circa, con un contratto a progetto. Per fortuna ci sono i genitori che aiutano, ma si sa, questo causa una serie di compromessi a cui si deve sottostare perché non c'è alternativa, quando non si hanno soldi. Il bambino intanto cresce felice, ancora inconsapevole della situazione in cui si trova. I genitori della ragazza per esempio, pressavano per far battezzare il bambino, e abitando nella stessa casa è difficile dover ripetere ogni giorno "io non sono credente, mio figlio sceglierà da grande la religione da seguire", perché chiaramente questo elemento non piace agli anziani di famiglia, e in una situazione del genere si dipende dagli anziani di famiglia, sia economicamente che psicologicamente. Per ora resistono, poi si vedrà. Intanto, Giovanna continua a fare colloqui.

31 anni, laureato in filosofia col massimo dei voti, Ivan insegnava italiano agli stranieri come volontario da anni. Anche come insegnante di sostegno nella scuola pubblica, di pomeriggio, ma sempre come volontario. Un lavoro bellissimo, una passione, questa infatti è una storia diversa dalle altre precedenti, perché Ivan a differenza degli altri casi analizzati in precedenza sapeva cosa voleva fare e non ha mai sbagliato strada.  Ora Ivan insegna italiano in un'università in Australia da circa 3 anni. E lo pagano quanto meritano i suoi studi e la passione che ci mette nel suo lavoro.

(Trovate le differenze).

Chissà se un giorno il nostro mercato del lavoro troverà un posto anche per questi lavoratori imperfetti. Per quanto riguarda i lavoratori perfetti, quelli che a quanto pare non possono assolutamente rinegoziare il loro stipendio, non possono essere giudicati se sono informaticamente analfabete, quelli che possono arrivare in ritardo di mezz'ora o darsi malate ad agosto e possono permettersi doti relazionali di dubbia qualità, ne parliamo in un prossimo post.

Ps: le storie sono tutte reali e tutte di mie amiche, i nomi sono stati volutamente sostituiti con nomi fittizi. Ogni riferimento a cose, persone, aziende o agenzie interinali è puramente casuale.

sabato 20 aprile 2013

Houston, abbiamo un problema (ma dai?)

Stavo scrivendo questo post ieri sera, a caldo, dopo l'inizio dello sfascio. Poi quando ho sentito delle dimissioni della Bindi e di Bersani ho aspettato, perché ho pensato che ancora non avessero toccato il fondo. Infatti. Prodi era una bella opportunità. Ieri pensavo non potesse andare peggio, evidentemente mi sbagliavo. C'è una questione che da superare urgentissimamente: c'è una parte di loro (parlamentari del PD) che vede Grillo allo stesso modo in cui la nostra parte (altri parlamentari del PD da cui mi sento rappresentata) vede Silvio. e come per noi non c'è partita, con Silvio mai, per loro è lo stesso: con Grillo mai. E non vogliono saperne di Rodotà per principio, non perché non sia di sinistra ma perché l'ha candidato Grillo. il punto è che Giorgio è stato implicitamente per 2 mesi dalla parte loro. O anche esplicitamente. D'Alemiani? Non saprei, forse una corrente più ampia, di persone che di fronte al passaggio dalla seconda alla terza repubblica vogliono a tutti i costi rimanere attaccati ai loro privilegi e alle loro poltrone. Persone che vivono su un altro pianeta a quanto pare, che considerano il popolo dei social network come gente a parte, marziani. Sentendo alcune interviste di ieri, parlano come se i mezzi di comunicazione non fossero una straordinaria opportunità di acquisire velocemente nuove informazioni e testare il polso del partito e dell'elettorato, ma una specie di pericolo che può far allontanare i rappresentanti da noi eletti dagli intrighi di palazzo e farli sentire orgogliosi di rappresentare i propri elettori. Pensa, che stranezza, per persone come la serissima rappresentante del nostro popolo che giovedì sera, intervistata dal programma di Santoro, ha detto: "quale base? io la base non la sento". Ecco forse dovresti. Anche perché la base non è una faccenda di social network. La base era lì intorno a te, erano quelli che stracciavano le tessere mentre stavate facendo la riunione per candidare Marini. O forse i "franchi tiratori" di ieri sono solo persone che hanno perso la propria dignità e moralità e quindi considerano Silvio accettabile, quindi in realtà non volevano Prodi perché Prodi era un candidato veramente di sinistra e hanno voluto giocare un brutto scherzo a Bersani per affossarlo. O hanno già in mente un altro nome improponibile con cui cercare di riportare la linea politica dalla loro parte. Mentre aspettano l'inciucio con Silvio, essendo lontano dalla base non riescono più neanche a capire perché la gente ha votato 5 stelle e come aiutarci, da soli, a riconquistare quei voti. Va svecchiato il partito, cambiata la cordata che sale. Spero non venga in mente a qualcuno di mettere alla prova D'Alema o Amato perché farebbe la fine di Marini e Prodi. C'è qualcosa che perdono i leader o aspiranti tali dopo un tot di anni che si frequentano tra di loro e non vivono più vicino ai problemi del popolo: perdono la capacità di ascoltare. Non è troppo tardi, ascoltateci, ascoltatevi tra di loro, ragionate insieme. Date una nuova linea al partito, nessuno ci perderà, e lo dico da convinta elettrice del PD: mai come oggi capisco i grillini. Non li voterei, ma li capisco pienamente nelle loro motivazioni e in tutte le urlate contro il sistema e la casta che hanno spopolato sul web, in tv e tra la gente negli ultimi mesi. State consegnando il paese a Grillo. Spero che una volta portato a termine il disastro decidiate, almeno, di passare finalmente il testimone a chi è lì che ha mille proposte da fare, leggi Civati & co., e che non è parte della squadra che ha mandato a picco questo partito.

martedì 16 aprile 2013

La Gabanelli: bravissima giornalista, lasciatela dov'è

La Gabanelli come presidente della Repubblica non ce la vedo. Non perchè non sia brava, ma chiediamoci: brava in politica? è una giornalista bravissima e una gran donna con coraggio da vendere. "Le querele ricevute da certi personaggi sono come medaglie da esporre" è la sua frase che meglio rappresenta la stima che ho per lei. Ma oggettivamente, togliere una così brava giornalista alla televisione italiana per farle fare un altro mestiere non mi sembra una grande idea. Il giornalismo ci perde, la Rai ci perde, i telespettatori ci perdono e di conseguenza il paese nel suo complesso, perchè il suo modo di fare informazione fa bene al paese. E' una di quelle giornaliste troppo brave per fare altro, perchè nel suo campo ha dato il massimo, quindi togliendola dal suo campo e portandola in politica non sarà mai la stessa cosa. Come con Monti che prima era una professore, e tutto il suo entourage, e poi in politica non ha dimostrato le stesse capacità che aveva come docente. Come con imprenditori prestati alla politica, o magistrati. Le persone che mettono impegno e passione nel proprio lavoro e così facendo raggiungono livelli alti vanno lasciate dove sono perchè da quel ruolo possono migliorare il paese e da quel ruolo possono anche influenzare positivamente le giovani generazioni, insegnando loro il mestiere.O almeno questo è il mio parere. Togliere la Gabanelli dal giornalismo sarebbe come togliere Mentana dal giornalismo, la Boccassini dal tribunale di Milano o Saviano dal fare lo scrittore. E' il paese che ci perde, in qualunque altro luogo li si mandi.

lunedì 15 aprile 2013

La truffa della solidarietà Telecom

Il paese rischia lo sfascio, abbiamo 2000 miliardi di debito pubblico, la crisi morde, siamo senza governo, le piccole e medie aziende chiudono, e la più grande azienda italiana di telecomunicazioni, con 53000 dipendenti, ha trovato la soluzione all'italiana: sguazzare nella crisi e vedere dove e come si riesce ad approfittarsene, e recuperare soldi. E non perchè sono in crisi anche loro, ma per pagare i dividendi agli azionisti (Generali, Mediobanca, Intesa San Paolo) e i bonus ai manager.  Il 27 marzo è stato approvato un accordo per la solidarietà dopo una lunga trattativa. A volte sarebbe bello vedere queste trattative in streaming, sia mai che prendano il caffè tutti insieme allo scopo di far notte e poi dichiarare che la trattativa è stata difficile. Comnque, l'accordo prevede il 7,8% di ore di solidarietà (in media) per 32000 dipendenti. In pratica, tenendo conto che lo stipendio medio di un dipendente Telecom è di 44000 € all'anno, togliendo il 7,8% delle ore a ciascuno x 32000 persone, si risparmiano 110 milioni di €. Un po' di fondi arriveranno dall'INPS, che ha già una situazione finanziaria pessima dopo aver acquisito tutti i pensionati ex pubblici (baby-pensioni & co.) e un po' arriveranno dallo stato, per la precisione la tranche annuale prevista è di 22 milioni di €. Il fatto oltre a essere a dir poco vergognoso e passato sotto silenzio dai media, stupisce perchè il rappresentante della CGIL che ha firmato l'accordo (sì persino la CGIL) ha dichiarato di non aver avuto alternative perchè altrimenti l'azienda avrebbe licenziato 2500 persone. Non credo proprio. Si prendevano le carte, bilanci alla mano, e si dimostrava che i soldi per i manager c'erano e anche quelli per i dividendi dei grossi azionisti. E settimana scorsa si parlava persino di una scalata all'H3G (con conseguente rialzo in borsa), che poi non si farà perchè a quanto pare saranno i cinesi a comprare Telecom e non viceversa. A volte, ingenuamente, vorrei dire a questi appassionati sindacalisti che fanno del loro mestiere una missione di vita, che l'alternativa c'è. Un'azienda grande come Telecom, se licenzia 2500 persone finisce su tutti i giornali, e il braccio di ferro non finisce lì. E sicuramente i licenziamenti non sarebbero andati a buon fine se il sindacato li avesse portati in tribunale dimostrando che i soldi per pagare gli stipendi c'erano eccome. Meno ingenuamente, a volte mi piacerebbe che facessero davvero le trattative in straming per capire che cosa veramente si sono detti e come hanno fatto a convincere il sindacato che in un momento di crisi come questo si possano pagare gli extra e non i salari. Con che parole hanno spiegato che i soldi guadagnati col lavoro hanno un potere contrattuale inferiore rispetto a quelli della finanza. E soprattutto in che punto della trattativa il potere contrattuale dei lavoratori si è perso. Con la conoscenza si impara. E i prossimi che si dovranno occupare di questa faccenda, conoscendo veramente i fatti e chi c'è dietro, potranno fare meglio.

giovedì 11 aprile 2013

La questione dei prefabbricati per i rom a Milano

Ultimamente su facebook e non solo vedo un sacco di articoli-post-critiche sulla scelta di Pisapia di fare un investimento per dei prefabbricati per la popolazione Rom di Milano. 1 prefabbricato costa 30000 €. Ragazzi non scadiamo nella guerra tra poveri con la scusa della crisi, e non facciamo diventare lo straniero un nemico come se noi italiani fossimo migliori o diversi, siamo tutti cittadini del mondo. Avere una casa, seppur prefabbricata, serve come prevenzione alla criminalità, serve a dare una dignità alle persone e a far sì che possano avere una vita più simile alla normalità. Che possano mandare a scuola i loro figli senza che siano considerati diversi dai compagni di classe perchè non si lavano e vivono in condizioni di degrado. Serve a dare un indirizzo a queste persone, perchè possano presentarsi dignitosamente ad un colloquio di lavoro. 
E non dare nulla con la scusa che non ci sono soldi non è un modo per risolvere il problema, cacciare le persone da una città grande come Milano significherebbe solo scaricare il problema su altri comuni più piccoli di periferia e non risolverlo. La proposta di Pisapia rappresenta un primo, piccolo passo verso l'integrazione completa di queste persone, e questo razzismo che dilaga anche tra miei amici e conoscenti mi preoccupa, per questo ci tengo a condividere con voi la mia idea personale sul fatto che il diverso è e deve essere un'opportunità di confronto e non qualcuno da mandar via, da cacciare o da considerare cittadino di serie B. Quando ho fatto l'esame di maturità la mia versione di greco, di Epitteto, si intitolava "L'uomo è cittadino del mondo". L'ho preso per un buon augurio, per il mio futuro di studentessa di lingue e di viaggiatrice. E se mi capitasse di vivere all'estero in futuro, mi piacerebbe essere accolta con comprensione e voglia di confronto, non con rabbia. I paesi dove ho trovato più ospitalità nel corso dei miei viaggi finora sono stati i più poveri. L'importante è che la povertà non diventi criminalità, e per questo ci vuole prevenzione. E nel momento in cui il comune di Milano ha problemi di bilancio, la prevenzione alla criminalità e la tutela della dignità delle persone rimangono al 1° posto, sempre e comunque.

domenica 7 aprile 2013

Fenomeno Renzi-Meloni-Tosi e altri futuri in arrivo

I vecchi dei partiti, di qualsiasi partito, PD-Pdl-Lega o qualsiasi altro vi venga in mente, sono invidiosi dei giovani DEL LORO STESSO PARTITO perché hanno paura che i loro stessi giovani riescano a fare delle cose che loro non sono riusciti a fare, tipo: guadagnare più voti, risparmiare sui costi della politica, cambiare linea e riuscire a mantenere le promesse, dire cose nuove, essere applauditi, dimostrare con i fatti che la buona politica parte dal locale, non attaccarsi alle vecchie ideologie e alle cordate preconfezionate per le scalate interne al partito stesso. E siccome hanno invidia di questi giovani, per qualche motivo creano situazioni tali da distruggerli per tenersi le loro poltrone. Sarebbe un fenomeno da analizzare dal punto di vista psicologico, non assomigliano vagamente alle vecchie sciure invidiose delle donne giovani ed emancipate che fanno di tutto per rovinare loro la vita e spiegare che quello che vogliono è impossibile, solo perché loro non l'hanno avuto? Il fenomeno per me è simile. Che qualche psicologo o sociologo si occupi di studiarlo e scrivere qualche libro per spiegare a questi vecchi che la pensione è bella e non è una sconfitta. E che in giovani cresciuti in seno loro dovrebbero essere il loro orgoglio, come dei figli, e non il loro principale nemico.

giovedì 14 marzo 2013

Siamo sicuri che la soluzione sia nella politica?

Commento molto post-voto, diciamo più che altro che è uno sfogo per questo paese in questa situazione di incertezza. 
I politici che ci siamo scelti ci rappresentano, è inutile che ci giriamo intorno.
Sì anche i ladri che ci sono ai vertici ci rappresentano, magari non rappresentano me e te che stai leggendo, ma rappresentano una certa parte dell'Italia. Gli evasori sono ben rappresentati da un evasore, e quegli elettori che come ha denunciato Saviano hanno venduto il loro voto per 30 €, per la ricarica di un telefonino o per 2 kg di mozzarella, anche quelli sono rappresentati, dai vari Scilipoti, De Gregori e altri migranti da un gruppo all'altro. Del resto, se l'elettore "vende" il proprio voto, con che diritto poi vuole un rappresentante onesto?
Mi sono molto stupita del risultato ancora positivo di Silvio. Pensavo onestamente che dopo tutti gli episodi degli ultimi anni, soprattutto dopo la vicenda delle olgettine & co, almeno le donne non lo avrebbero più votato. O meglio speravo, credevo in questi italiani e in queste italiane miei concittadini.   
Evidentemente tanti italiani non pagano prostitute, ma poi il viale delle industrie là fuori ne è pieno. Nessuno guarda amici, uomini e donne, e altri programmi simili, ma poi fanno milioni di spettatori. Nessuno corre dietro agli status symbol perchè si dice che i valori siano altri, ma poi gli italiani sono tutti straindebitati con carte di credito in perenne rosso e rate per qualsiasi cosa di assolutamente irrinunciabile come la scavolini-l'iphone-la palestra superfiga che costa il quadruplo dell'altra ma fa le rate. Tutti sommersi di rate, e tutti che offrono da bere al bar per non "sembrare" poveri. 
A questo punto mi chiedo: ha senso scaricare tutte le responsabilità della nostra italianità sulla politica? Non è che siamo che dobbiamo cominciare a cambiare, piano piano, nei nostri comportamenti quotidiani e nel modo che abbiamo di gestire i rapporti interpersonali, spesso con ipocrisia e omertà sottese a qualsiasi nostra scelta o affermazione? 
Nella mia ingenuità, sono davvero convinta che se cominciassimo, tutti, ogni giorno e ognuno nell'ambito di vita in cui si trova, a essere noi stessi e a non vendere mai un ideale o un'immagine diversa di noi stessi per nessun prezzo, automaticamente anche i nostri rappresentanti, di sinistra o di destra che siano, sarebbero persone oneste. Cioè rappresentative del nostro popolo e della maggioranza degli italiani. Esattamente come lo sono ora, e come lo sono stati negli ultimi decenni.  

"La democrazia non può avere successo se coloro che esprimono le proprie scelte non sono preparati a farlo con oculatezza. La vera salvaguardia della democrazia è dunque l'istruzione." (Franklin Roosevelt)

giovedì 21 febbraio 2013

La partecipazione è già possibile, se volete

"si è presentato come l'antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno stato bene ordinato e amministrato".

Uno dei punti di forza del M5s è la partecipazione di tutti alla cosa pubblica. Ma partecipazione di chi e a cosa? Perchè volendo, gli strumenti per partecipare ci sono già e ci sono sempre stati. Il punto è: chi vuole partecipare? Io, riferendomi solo ed esclusivamente alla mia esperienza personale, quando ho avuto il desiderio di dire la mia l'ho sempre fatto. Reclamando, contestando, informandomi e confrontandomi con chi di dovere.


E' facile dire: "mi fregano", quando magari tu che leggi sei il primo che quando si trova la busta paga sbagliata non va a chiedere spiegazioni perchè il sindacato no e perchè io non sono uno che protesta, già che mi hanno dato i soldi; e che quando non gli fanno lo scontrino non lo chiede neppure, se no sembra che rompo, però poi sono tutti ladri e c'è l'evasione fiscale; che quando vede gli operai sul tetto di casa che lavorano senza casco non avvisa nessuno, perchè non sono fatti miei; che quando firma il contratto telefonico non legge quello che sta firmando, perchè il venditore gli ha già detto tutto; che non paga l'assicurazione della macchina e poi va in giro tamponando le persone e sperando di "aggiustarsi" invece di firmare la constatazione amichevole; che fa le rate per tutto, dall'iphone alla cucina alla palestra perchè tutto è necessario in questo mondo consumistico, anche la borsetta a noleggio pur di avere la borsa di marca; poi però si arrabbia con la banca perchè è ladra e lo frega, e magari la banca non voleva neanche fargli il prestito perchè non aveva i requisiti e quindi si è rivolto lui a una di quelle società di prestiti che fanno tassi da usura. In che cosa è affascinante questo messaggio del "distruggiamo tutto", nel fatto che è una scorciatoia per far urlare ad altri da un palco quello che voi non siete stati in grado di chiedere gentilmente in 20 o 30 anni di vita semplicemente facendovi rispettare?

Io quando ho voluto partecipare ho sempre trovato i modi per farlo. Ho ancora il ricordo di quando 3 anni fa mandai una mail in comune, ho avuto 9 notifiche di lettura da 9 persone diverse prima della risposta.
E quando ho avuto bisogno del sindacato, ci sono stati, anche se ero interinale. Sì, certo, sono dovuta andare a chiedere, non è che mia abbiano inseguita per offrirmi assistenza. Ma ho chiesto e ho ottenuto. E mi sono state raccontate innumerevoli esperienze positive in questo senso con tutti e 3 i maggiori sindacati nazionali, alla faccia del messaggio a 5 stelle sul fatto che i sindacati non servono.

Anche la questione del ridurre l'inquinamento, parliamone. Cominciamo noi, io e te che leggi, a utilizzare una macchina che non abbia più di 1100 o 1400 di cilindrata. Cosa ve ne fate di un suv 3.0 TDI e un sacco di cavalli? Per utilizzarla come status symbol? Bene siete degnamente rappresentati già dal ricco imprenditore che ha governato l'Italia per gran parte dell'ultimo ventennio, non vi serve Grillo.
Inquinare meno non è un progetto solo politico, è prima di tutto un impegno che noi possiamo prenderci con i nostri piccoli gesti quotidiani, per esempio comprando auto meno inquinanti. Semplice. Elementare. Riduce anche il problema dell'indebitamento di un sacco di famiglie visto che le rate di un'utilitaria sono più basse di quelle di un macchinone.

Non parliamo poi del programma della candidata alla regione Lombardia: meno cemento, e fin qui ci può stare; meno energia, e qui mi piacerebbe sapere come fai a convincere veramente le persone a risparmiare sull'energia, anche adesso abbiamo la possibilità di farlo a partire dal non lasciare luci e spie inutilmente accese tutti i giorni in casa, non serviva una proposta politica per spiegarlo; e poi, meno sanità. sì avete capito bene, meno sanità. Copio direttamente la frase perchè a riassumerla rischio di travisarne il senso: "Con un obiettivo ben preciso, la Costituzione italiana ci chiede di tutelare la salute del cittadino e poi di curarlo. In Regione Lombardia abbiamo dedicato l’80% del bilancio regionale a curare i cittadini, facendoli ammalare prima e quindi dedicando poi ingenti risorse alla cura del cittadino". E quindi? Prima vediamo se tra 20 anni l'incidenza delle malattie tra i cittadini lombardi è diminuita, poi se questo sarà vero e supportato da fatti, taglieremo la sanità. Non prima. E poi la parte finale: "Meno ipocrisia e meno soldi in politica". Ok, anche questo è bellissimo sulla carta, per quanto riguarda la regione Lombardia posso anche essere d'accordo, anche se in realtà la nostra regione aveva un bilancio in attivo di 40 miliardi nonostante l'evasione fiscale quindi non credo che abbiamo un vero problema di bilancio.

Sulla questione dei "meno soldi in politica" a livello nazionale però permettetemi un appunto. Sono un'opinione personale che spero sia un timore infondato. Innanzitutto tutti i partiti hanno proposto un abbassamento dei costi dei parlamentari ed altri costi della politica perchè ora sono eccessivi, e ovviamente sono d'accordo. Ma la cifra che propone il M5s a me sembra davvero eccessivamente bassa, trattandosi di 2000 €/mese totali se non ho capito male. Onestamente, io credo che la priorità per il benessere del paese sia che un politico o in generale qualsiasi persona che si trovi in un ruolo di comando non sia in alcun modo corruttibile. E ovviamente sperando di sbagliarmi, temo che lasciare con pochi soldi delle persone che si trovano a Roma non abituate al tenore di vita di Roma e con una famiglia altrove, non sia un modo per rendere queste persone chiaramente incorruttibili. Ovviamente ci si appella all'onestà delle persone e al fatto che nessuno dovrebbe mai permettersi di "comprare" un'idea, nè un politico dovrebbe mai "vendere" i suoi ideali, perchè si tratterebbe per come la vedo io di prostituzione intellettuale. Ma si sa, siamo in Italia, e anche se non fossimo in Italia se avete visto il film Lincoln (un capolavoro) sapete di cosa sto parlando. Quindi attenzione prima di proporre tagli indiscriminati, ricordate che tante altre leggi erano state pensate ed approvate con le migliori intenzioni e poi all'atto pratico si sono rivelate fallimentari se applicate al contesto sociale in cui viviamo.

In compenso, nel programma del M5S la parola lavoro appare solo 2 volte, di cui una nella forma "telelavoro", come se avessimo bisogno di altre forme alternative di lavoro non garantite. Non si parla mai di cultura (solo due volte viene usato l'aggettivo culturale ma per parlare d'altro). La parola donna o femminile non appare nemmeno una volta, così come la parola mafia, che è uno dei principali problemi in Italia e da cui nasce tutta la questione meridionale e tante altre problematiche derivate.
Nel programma di Grillo sono presenti per un totale di 24 volte le parole divieto, vietare, proibire, proibizione, abolire. Vogliamo un paese pieno di divieti che non saranno rispettati? Perchè già lo sappiamo che in Italia fatta la legge, trovato l'inganno. E già sappiamo che proibire qualcosa porterà i cittadini a trovare lo stesso risultato in altro. Abolisci il fumo, la gente si dà all'alcol. Non hai risolto il problema alla radice. Abolisci l'IMU, poi i soldi li devi trovare da un'altra parte. Vogliamo un paese in cui tutto verrà cancellato perchè non va bene senza essere sostituito concretamente da qualcosa di meglio? O vogliamo un paese in cui si costruisca qualcosa di nuovo per il futuro? Un progetto preciso, un piano per il lavoro?

Intanto per quanto riguarda le fantastiche idee di risparmio energetico, tutela dell'ambiente, gestione dei soldi in modo consapevole e rapporto col mondo del lavoro cominciamo noi a essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, come diceva Gandhi. Facciamo la raccolta differenziata e spieghiamo al vicino di casa come farla se non è in grado, o all'amica che ancora butta i cartoni della pizza nel secco; non compriamo cose a rate ovunque se non abbiamo fiducia nelle banche o se non abbiamo tempo e voglia di leggere un contratto e valutarne i pro e i contro; non accettiamo lavori pagati 300 € al mese + provvigioni visto che non vi è chiaramente alcun guadagno, perchè il mercato del lavoro è stato inquinato anche da questo, da persone che lavorano per pagarsi la benzina e il cibo per andare al lavoro pur di passare 9 ore della giornata in qualsiasi posto ma non in compagnia di se stessi. Certo il mondo del lavoro non è stato rovinato dal sindacato.

P.S: la citazione tra virgolette all'inizio del post non è tratta da un'intervista a qualche giornalista di sistema, e il giorno in cui è stata scritta non era riferita al M5s come avete tutti pensato. E' una frase di Gramsci del 1921 riferita al neonato partito fascista.

mercoledì 6 febbraio 2013

Dilettanti allo sbaraglio

In ogni mestiere ci vuole passione.
Partiamo da questo concetto basilare, che se tutti applicassero nella scelta del proprio lavoro e della strada da intraprendere nella vita sicuramente avremmo un paese migliore.

Il veterinario ama gli animali? è la conditio sine qua non, ovvio che un veterinario debba amare gli animali altrimenti non avrebbe scelto quel mestiere. Poi però studia 5 anni all'università e fa un periodo di affiancamento prima di essere lasciato da solo ad operare o eseguire diagnosi delicate. Siamo sinceri, non affiderei il mio gatto a un veterinario che non ha mai preso in mano una siringa, pur non avendo dubbi sul fatto che ami gli animali. A maggior ragione se il gatto è in fin di vita.

All'architetto interessa veramente costruire case, lo fa per passione? Spero proprio di sì, ma se dovessi scegliere una persona a cui far costruire la mia casa, quella in cui devo vivere per i prossimi decenni, non sceglierei uno studente di architettura al 1° anno, per quanto gli interessi progettare case e per quanto possa avere le migliori intenzioni di costruire per me una casa bellissima e adatta alle mie esigenze. Probabilmente sceglierei un architetto che abbia quanto meno fatto 3 anni di praticantato e superato l'esame di stato. Poi se il terreno dove voglio costruire la casa ha dei problemi, per esempio un fiume vicino che potrebbe straripare da un momento all'altro o è in zona sismica, chiederei delle referenze all'architetto per capire se è in grado di costruire su un terreno instabile una casa che stia in piedi a lungo.

L'avvocato ci mette passione quando fa un'arringa? Certo che sì, altrimenti perderebbe tutti i clienti quindi è ovvio che se una persona sceglie di fare l'avvocato, ha voglia di battersi per una causa e ha una buona capacità di problem solving. Ma se dovessi scegliere un avvocato che mi difenda, non sceglierei uno appena laureato che non ha ancora terminato il praticantato se potessi sceglierne un altro che invece ha già terminato i suoi anni di praticantato e ha superato l'esame di stato. A maggior ragione se la causa legale in cui mi imbarco è complessa e difficile da vincere.

Credo che lo stesso discorso valga per molte attività lavorative diverse e molto complesse, in cui entrano in gioco non solo le conoscenze teoriche e l'entusiasmo ma anche capacità pratiche acquisite sul campo.
A maggior ragione in politica, ora, nel 2013, con la crisi in corso, il problema dell'occupazione e la complessità della situazione economica che abbiamo ereditato nostro malgrado dai precedenti governi, se devo scegliere delle persone che lavorino per il bene del paese ho dei seri dubbi che una persona che non ha mai visto il bilancio di un comune e non ha mai portato avanti una trattativa in modo diplomatico in ambito pubblico sia in grado di fare scelte sagge e oculate in ambito legislativo a livello nazionale.
Guardando i video dei candidati al parlamento del M5s mi sono sorti dei dubbi sulla preparazione di queste persone a governare il nostro paese con un bilancio in rosso, una spesa pubblica di 800 miliardi e una corruzione che non ci invidia nessuno, per non parlare del problema della mafia, dell'interazione col Vaticano sulle tematiche etiche (hanno mai preso posizione sul tema?) e della trattativa costantemente in corso con Bruxelles e con le banche.
Non è che manderemo dei dilettanti allo sbaraglio e poi ne pagheremo le conseguenze di nuovo?

martedì 29 gennaio 2013

Orientarsi nel caos

Per orientare un po' amici e conoscenti indecisi sul voto ho raccolto qui tutti i link che rimandano ai vari programmi elettorali dei principali partiti in corsa per le elezioni del 24-25 febbraio 2013. Non sapendo in che ordine creare l'elenco, ho guardato l'ultimo sondaggio di ieri e ho messo i vari partiti in ordine come sono nei sondaggi, da quello che si suppone avrà più preferenze a quello che ad oggi si ritiene che ne avrà di meno. Vi ricordo comunque che alcuni partiti sono in coalizione tra loro, per esempio Lega nord, Pdl e Fratelli d'italia sostengono tutti insieme la coalizione di centro-destra e anche PD e Sel costituiscono un'unica coalizione di sinistra per il progresso del paese, infatti in occasione delle primarie hanno sottoscritto insieme l'appello "Italia per il bene comune". La differenza è che i partiti che sono parte di una coalizione possono entrare in parlamento anche col 2% mentre per esempio ciò non accadrebbe per partiti come quello di Giannino che presentadosi da solo non entra in Parlamento se non ottiene almeno il 4%. Da specificare che il minimo per il senato è invece dell'8%, per esempio se la Rivoluzione Civile non dovesse ottenere l'8% ma solo il 5% come indicano gli ultimi sondaggi non potrà essere presente al senato.
La maggioranza degli allegati sono in pdf quindi serve adobe reader per visualizzarli.

programma elettorale del PD:
http://www.partitodemocratico.it/doc/248839/il-nostro-programma.htm colonna a destra da cui si può cliccare sulle tematiche che più vi interessano oppure una versione completa in pdf:
http://www.partitodemocratico.it/Allegati/il-programma-dei-democratici-e-dei-progressisti.pdf 

programma elettorale del PDL:
http://www.ilpopolodellaliberta.it/speciali/programma-elettorale-2013.pdf

programma elettorale del Movimento 5 Stelle:
il blog di beppe grillo http://www.beppegrillo.it/ è la sede principale del movimento che contiene, oltre al programma, anche tutto lo storico degli eventi e del movimento.

programma elettorale della lista Monti, sostenuta da Casini, Fini e Montezemolo:
http://agendamonti.s3.amazonaws.com/UnAgenda-per-un-impegno-comune-di-Mario-Monti.pdf

programma elettorale del movimento arancione di Ingroia altrimenti chiamato Rivoluzione Civile (così lo troverete indicato sulle schede elettorali):
http://www.rivoluzionecivile.it/sintesi-del-programma-di-rivoluzione-civile/

programma elettorale della Lega Nord:
http://www.leganord.org/index.php/elezioni/elezioni-politiche/programma-politiche-2013
(cliccare sul link in centro pagina con scritto programma per scaricare il file).

programma elettorale di Fare per fermare il declino di Oscar Giannino:
http://www.fermareildeclino.it/ il sito viene aggiornato periodicamente ma c'è uno schema rosso con i 10 punti principali nella home page.

programma elettorale di Fratelli d'Italia:
http://www.fratelli-italia.it/ è il sito del partito, non c'è ancora un link diretto al programma definitivo.

Vi invito a riflettere sulla fattibilità di quello che è scritto nei programmi e sulla credibilità di chi li presenta, e di riflettere su chi volete che vi rappresenti e nello stesso tempo sia in grado di governare questo paese prima di scegliere. Vi invito inoltre a riflettere sul fatto che non votare non porta in ogni caso alcuno beneficio al paese, al di là delle motivazioni più o meno valide che vi porterebbero a questa scelta. A disposizione per un confronto con chiunque abbia domande, dubbi e perplessità. Buona lettura a tutti!

venerdì 18 gennaio 2013

Caos pre-elettorale

Ultimamente ne leggo di ogni. Credo che dovrei smettere di seguire la campagna elettorale fino alla data del voto, mantenendo la mia scelta originale e che idealmente mi appartiene dal momento che credo in una sinistra che in futuro, forse, sarà migliore, rinnovata e ringiovanita, altrimenti viene voglia di votare scheda nulla. Ora pure Pannella che si allea con Storace. Il PD invece di combattere per vincere prepara l'inciucio con Monti, poi qualcuno deve avergli spiegato che così facendo si perdebbe l'elettorato di Vendola che si sposterebbe su Ingroia & co e allora hanno smentito tutto, nessun compromesso col centro. O forse sì, Monti non è un avversario ma un competitor. Se un ragazzino di 14 anni leggesse sommariamente i programmi elettorali e i capisaldi di SEL e di Italia Futura capirebbe nel giro di 5 secondi che un governo così non reggerebbe più di un anno, ma a quanto pare ci è voluto un consulente per spiegarlo ai promotori della campagna elettorale e ritrattare la dichiarazione. La visione del lavoro, della differenza di genere e diritti civili delle coppie di fatto, il trattamento degli immigrati e il rapporto con le banche della sinistra e dell'agenda Monti c'entrano tra loro come i cavoli a merenda. Poi Fini è diventato di centro; un ex MSI di centro? Insieme a ex democristiani e a esuli del PD?
Tra l'altro, nessuno si pone il problema di come un elettore della sinistra laica possa sentirsi tradito all'idea di trovarsi rappresentato da una maggioranza comprendente Casini nè di come un elettore della Lega potrebbe, per esempio, sentirsi tradito dalla rinnovata alleanza col più famoso B. d'Italia. La maggior parte delle persone di sinistra che conosco sono restie a votare il PD e gli ex-elettori della Lega che conosco sono indirizzati a Grillo o alla scheda nulla, ma io non faccio la sondaggista e non uso raffinate tecniche di metodologia della ricerca sociale. Diciamo che per la maggior parte ci saranno voti dati controvoglia, forse nell'ingenua speranza che stavolta vada meglio, che si siano resi conto di come è veramente questo paese e del fatto che il cittadino che manda te in parlamento a rappresentarlo sta compiendo un gesto di fiducia.
Sì, un gesto di fiducia. Io voto chi rappresenta al meglio le mie idee e modus vivendi, e siccome mi fido che porterà avanti un percorso simile a quello che avrei portato avanti io, lo voto. Ma mi fido veramente?
Mi viene in mente il principe di Salina, quello del Gattopardo: bisogna che tutto cambi, perchè tutto rimanga uguale. Non è che anche stavolta vogliono rifilarci ore e ore di campagna elettorale per venderci un prodotto che è esattamente uguale al precedente e neanche tanto confezionato meglio?
Intanto che continuo a pormi domande inutili su quanto mai potrà stare in piedi un governo così caoticamente composto e presumibilmente senza maggioranza al Senato, vi invito tutti a sottoscrivere l'appello contro la corruzione: http://www.riparteilfuturo.it/
Serve a chiedere a tutti i candidati alle elezioni politiche di sottoscrivere 5 impegni fondamentali al rinnovamento del nostro paese:
  1. Potenziare la legge anticorruzione entro i primi 100 giorni di governo, inserendo l'obiettivo nel programma elettorale
  2. Rendere pubblico il Curriculum Vitae con tutti gli incarichi professionali ricoperti
  3. Dichiarare potenziali conflitti di interesse
  4. Dichiarare eventuali procedimenti giudiziari in corso e/o passati in giudicato
  5. Rendere nota la propria condizione patrimoniale e reddituale
Vi invito a prendere visione dell'appello e contribuire a diffondelo tramite facebook, twitter e altri mezzi di comunicazione a voi congeniali. Per firmare è semplice non servono username o password solo nome, cognome e indirizzo email. Richiede 10 secondi ma insieme possiamo contribuire a rendere più trasparente la cosa pubblica.

domenica 13 gennaio 2013

Perchè la sentenza della cassazione sull'affidamento di un bambino alla madre lesbica fa tanto scalpore?

Un paio di giorni fa la Corte di Cassazione si è pronunciata in favore dell'affidamento alla madre di un bambino conteso dai genitori. La notizia che potrebbe passare sotto silenzio ha invece destato scalpore e lo sdegno dei vertici della Chiesa in quanto la madre convive con un'altra donna, un'educatrice. Inoltre la Cassazione ha tenuto conto del fatto che il padre, musulmano, si è rifiutato di seguire un corso di educazione alla genitorialità come richiesto dagli assistenti sociali nonostante il bambino avesse assistito a episodi di violenza, il che dimostra che non aveva alcuna intenzione di crescere il figlio con un affidamento congiunto sano e basato su un rapporto di rispetto reciproco tra i due genitori naturali del bambino e che non aveva alcuna intenzione di riconoscere che un bambino non può e non deve mai assistere ad episodi di violenza per nessun motivo.
L'avvocato Raffaella Richini, che ha assistito la madre nel processo, ha dichiarato: "La mia assistita si è battuta per dimostrare di essere una buona madre". Ora, onestamente, a quante madri viene richiesto di dimostrare in 3 gradi di giudizio di essere una buona madre per poter mantenere la custodia del proprio figlio?
Leggendo vari commenti sul web ho più che altro l'impressione che si cerchi di portare avanti una battaglia ideologica più che per il bene stesso del piccolo, infatti i giudici hanno dichiarato che "si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino". Anche qui, rimane il fatto che in molti altri casi in cui i genitori sono violenti o tossicodipendenti o alcolizzati o che entrano ed escono dal carcere non viene tolto l'affidamento ma piuttosto si chiede al genitore di consentire la presenza di educatori e assistenti sociali che affianchino il processo di crescita sano ed equilibrato del bambino.
Quindi se nel momento in cui al padre viene chiesto di seguire un corso di genitorialità e di permettere l'affiancamento di un esperto nel costruire il rapporto con suo figlio egli si rifiuta, che cosa dobbiamo dedurre?
E altra domanda: siamo sicuri che in altri casi in cui non viene chiamata in causa l'omosessualità la Chiesa sarebbe così sollecita nel preoccuparsi dello sviluppo psicologico del bambino? Quante donne ci sono ancora in Italia che pur subendo violenza fisica o psicologica di fronte ai loro figli non possono porre fine facilmente al loro matrimonio o allontanare in qualche modo il padre dei loro figli dai bambini perchè le persone che frequentano la parrocchia locale non vedono di buon occhio le separazioni o a causa del perbenismo bigotto di alcuni piccoli paesi?
Durante un matrimonio in chiesa a cui ho assistito recentemente ho sentito dire dal prete durante l'omelia che il divorzio non è previsto per il sacramento che si compie davanti a Dio, e che l'impegno preso davanti a Dio è per sempre e che dal momento che la coppia diviene una cosa sola è poi indivisibile, in pratica ha spaventato gli sposi facendogli capire che sarebbero stati incastrati a vita. In quel caso dal momento che la sposa era cattolica praticante sul momento non si è spaventata, probabilmente si aspettava un'omelia di quel tipo.
Ok, ad un primo sguardo parrebbe molto romantico come pensiero, nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia etc etc. Ma all'atto pratico, qualora il comportamento di uno dei due coniugi dovesse non rivelarsi sano per lo sviluppo del bambino per esempio se uno dei due commette violenza, o si rifiuta di curarsi se malato psichico magari perchè alcolizzato o spacciatore (quindi sicuramente non educativo per il figlio) o se sperperasse tutti i suoi soldi nel gioco d'azzardo invece che utilizzarli per mantenere i figli in una sana crescita e negli studi, come mai la chiesa non interviene con altrettanta sollecitudine per promuovere un intervento che stabilisca qual è il male minore per il bambino? Diciamo la verità, la differenza di genere per la Chiesa è ancora un tabù, così come lo è il superamento di una società basata sul patriarcato.
Dal mio modesto punto di vista, se un bambino ha di fronte uno o 2 genitori felici, soddisfatti della propria vita ed entusiasti, è sempre la soluzione migliore anche se non tutti i bambini hanno l'opportunità di crescere con modelli di persone adulte felici, forti e piene di vita. Un genitore che ama la vita e conserva lo stupore per le cose anche in età matura, un genitore che svolge il suo lavoro con passione e sa ridere e sorridere con sincerità e non per finta è il miglior modello in assoluto qualunque siano il suo credo, il suo conto in banca e le sue preferenze sessuali.

giovedì 3 gennaio 2013

La forza delle idee

Ieri Monti ha detto "la destra e la sinistra sono ormai superate", dice che vuole lavorare insieme per le riforme (quali? quelle di destra o di sinistra?), che vuole creare un nuovo movimento popolare (ma allora sei di destra?) e ha incassato il sostegno del Vaticano però vuole unire credenti e non credenti. E sulle questioni etiche come la mettiamo? Inoltre stamattina ha ribadito il concetto sostenendo che Bersani dovrebbe tagliare le ali alla parte estrema della sinistra inglobata nel suo partito.
Eh no, apprezzo lo sforzo di riportare lo spread sotto il 287 visto che nessuno ci era riuscito dal novembre 2010, possiamo cantare vittoria ce l'abbiamo fatta, e apprezzo anche la capacità di ridare credibilità all'Italia a livello internazionale, ma le idee non sono in vendita e lo spread non è tutto ciò su cui si gioca la partita elettorale.
La sinistra ha dei valori fondanti, come suppongo li abbia la destra nonostante io non li condivida e da entrambe le parti questi valori non sono negoziabili. La sinistra crede nell'uguaglianza di diritti. Un uomo di sinistra fa propria la scritta che capeggia nelle aule dei tribunali "la legge è uguale per tutti" e ambisce ad un mondo in cui gli operai e gli imprenditori siano considerati uguali nei loro diritti umani fondamentali e nella loro dignità, così come riconosce pari dignità all'immigrato, al profugo, alle donne, agli omosessuali e a qualsiasi altra categoria di tutte quelle che le nostre leggi spesso tendono ad emarginare o considerare "il diverso", come per esempio chi non è parte di una lobby o chi non è rappresentato da un sindacato. Ok, ogni tanto si dimenticano dei precari perchè dal momento che i politici sono per lo più over 60 si sono dimenticati della nostra esistenza, ma questa è semplicemente un'altra categoria di persone che deve ancora essere rappresentata e sicuramente col tempo si lavorerà anche per aiutare noi giovani. La sinistra nel corso degli anni ha portato avanti delle battaglie che hanno equiparato le donne agli uomini nella loro possibilità di scegliere (vedi referendum sull'aborto e sul divorzio), e porterà avanti le stesse battaglie per equiparare i diritti degli omosessuali quando sarà possibile. La sinistra ha agevolato il diritto di studio per tutti aprendo le porte dell'università anche a chi non aveva fatto il liceo nel 1968, e la destra dalla sua parte ha degli ideali che non pubblicizzo dal momento che non sono i miei ma che tuttavia esistono e hanno un valore per chi si sente da essi rappresentato.
Democrazia, dal greco δῆμος = popolo e κράτος = potere, significa che chi governa è il popolo. Non la finanza, le banche o le lobby. Altrimenti sarebbe una mercatocrazia (esiste questo concetto in politica? Non ancora) o al massimo oligarchia, visto che quello a cui ambisce il centro è il governo di pochi. Ogni cittadino italiano ha il diritto di sentirsi rappresentato da qualcuno e l'esistenza di destra, sinistra, laici e cattolici, moderati ed estremi, dà la possibilità a quasi tutti i cittadini italiani leggendo il programma di governo prima del voto di esprimere una preferenza quanto meno in linea con il proprio stile di vita, con il proprio lavoro, con i propri interessi ed ideali.
Insomma, se tornassimo a vedere la destra e la sinistra come due schieramenti con idee ben distinte, e il concetto di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato come qualcosa di inderogabile e su cui non si cede a compromessi, eviteremmo tutto il moderatismo senza parte che sta in mezzo e causa incertezza e malessere in chi non si sente rappresentato in quanto portavoce solo della finanza e non del popolo. Il compromesso non deve essere la base di partenza prima delle elezioni, il compromesso deve avvenire dopo le elezioni e dovrà essere la sintesi di più voci in capitolo, in seguito all'espressione del diritto di voto da parte del popolo che potrà scegliere liberamente se è pronto per diventare più simile alla Germania e alla Gran Bretagna oppure no. Ovvio che per governare serve una mediazione, ma la mediazione si farà sulle singole leggi e affrontando una ad una le singole problematiche e discutendone insieme in parlamento.
Nella politica ci vuole prima di tutto consapevolezza della nostra storia, entusiasmo e passione per le idee che si seguono. Non è tutto solo economia, quello è un elemento. C'è il lavoro, i diritti fondamentali, la giustizia, la lotta alla mafia, le posizioni diverse in tema di bioetica e di religione. Poi sicuramente ci saranno degli italiani che la pensano diversamente e che sosterranno il centro moderato in quanto pensano che il dio denaro sia l'elemento fondamentale per la felicità delle persone. Ma sarà il voto democratico a stabilirlo, a mostrarci se davvero gli italiani ritengono superati gli ideali di uguaglianza e parità dei diritti della sinistra, non sarà certo Bersani a silenziare la voce del popolo.

mercoledì 5 dicembre 2012

Perché si ha paura del cambiamento?

Domanda ingenua: ma noi della sinistra vogliamo veramente mandarlo a casa il nano di Arcore? perchè onestamente di occasioni ce ne sono state e tuttavia è ancora lì, e sembra persino che voglia ricandidarsi. Ho fatto 5 anni di Università dal 2001 al 2006 durante i quali il principale discorso politico tra studenti era perchè fosse necessario un rinnovamento politico e perchè il premier non fosse adatto a governare l'Italia, per non parlare del conflitto d'interessi. C'è stato l'episodio in cui B. al parlamento europeo ha detto a Schulze che lo proponeva per un film che si stava girando in Italia per il ruolo di kapo. La questione del conflitto d'interessi sembrava riguardare chiunque, insomma chi può dire che con un premier con 3 televisioni personali a disposizione l'informazione potrà essere corretta e imparziale? ovviamente nessuno, e all'epoca sembrava così scontato che non appena la sinistra fosse andata al governo la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata la legge sul conflitto d'interessi. Invece niente, in 2 anni di governo non sono riusciti a farla quella legge (o non hanno voluto?) e così il nostro rivale si è ricandidato. Nel frattempo ha definito la Merkel con aggettivi poco raffinati nei confronti di una donna e dopo la prima elezione di Obama lo ha definito "abbronzato" per non dire nero (!). Durante l'ultimo governo della destra c'è stata la questione del processo Ruby, con il bunga bunga italiano spiattellato su tutte le prime pagine dei quotidiani mondiali. Siamo stati derisi da tutti pure dai comici spagnoli. Abbiamo mostrato al mondo l'arretratezza del modello culturale italiano, dando un'immagine della donna in Italia che non corrisponde alla realtà dei fatti ma solo a una piccola fetta di popolazione che ancora tratta la donna come una prostituta.
In questi mesi si è aperta un'altra possibilità per un rinnovamento, ovvero la candidatura di Renzi a sinistra in modo che contrapponendo un candidato giovane, con ottime capacità comunicative e con 39 anni di meno dell'ex premier. 39 anni di meno che si vedono nel modo di ragionare, nel modo di trattare le donne dal momento che ha una moglie insegnante e non ex attrice di film da 4 soldi (la scelta di una donna intelligente e in grado di ragionare denota la capacità di un uomo di relazionarsi con le donne che esprimono le proprie idee) e dal momento che aveva proposto un governo con 5 ministri uomini e 5 donne. Che non sono le quote rosa, significa che è un leader capace di gestire un team misto o meglio ancora che ha capito che sia gli uomini che le donne tirano fuori il meglio del loro potenziale se messi a confronto nel modo di porsi e di parlare e pertanto vuole gestire un team misto. La maggior parte delle persone che conosco, uomini e donne, giovani all'anagrafe o nel modo di pensare, ha sperimentato personalmente che gestire un team misto, all'incirca al 50% femminile, migliora il lavoro del team stesso qualunque esso sia, che si tratti di un ufficio, di una redazione o di qualsiasi altro progetto di lavoro.
Le idee che serpeggiano tra le giovani menti erano chiare e visibili anche nei progetti di Renzi per rendere più europeo il nostro paese, per esempio aveva proposto di rifinanziare l'Erasmus in modo che fosse accessibile al 25% degli studenti universitari. Inoltre aveva spiegato chiaramente durante il dibattito televisivo su Rai1 del mercoledì precedente al ballotaggio che il motivo per cui il nostro paese deve perseguire gli standard europei non è fare un favore alla Merkel quanto piuttosto siamo noi che vogliamo essere veramente europei. O almeno, i giovani lo vogliono, forse c'è qualcuno che non lo vuole mi viene questo dubbio.
Ora che ha vinto Bersani faccio ovviamente i miei migliori auguri al vincitore e spero che tenga conto del 40% che aveva scelto Renzi nel preparare il suo progetto per il rinnovamento dell'Italia.
Tuttavia, tutti da sinistra a destra avevano intuito che se il vincitore delle primarie fosse stato Bersani, a destra avrebbero ricandidato B., mentre contro Renzi non si sarebbe mai ricandidato per l'impossibilità a vincere contro un uomo nuovo, giovane, con idee vincenti e che gli avrebbe portato via una grossa fetta di elettorato. Ma allora perchè? Io mi chiedo perchè la sinistra non è in grado di coalizzarsi con una strategia vincente per ridare credibilità a questo paese in un'era che sia veramente post-berlusconiana?
La mia domanda rimane senza risposta immagino, o forse un'ipotesi in testa ce l'ho: che la sinistra non sia in grado o non voglia costruire una campagna elettorale per proporre come rendere questo paese migliore, ma voglia solo costruire il suo progetto sul suo contrastare B. trovando tutti i difetti dei rivali ma senza poi lavorare per risolvere la situazione vincendo le elezioni con un governo forte o facendo sì che il rivale abbandoni il ring per anzianità.
E la stessa cosa vogliono fare dall'altra parte: convincere gli elettori che l'unico motivo per cui devono essere votati è per non far andare al potere gli altri. Il titolo de Il Giornale di lunedì mattina dopo il ballottaggio era eloquente: "ancora comunisti". Ma vogliamo una volta per tutte superare questa antica distinzione e traghettare finalmente il paese verso il cuore dell'Europa? Vogliamo impegnarci tutti insieme per avere uno stile di vita come la Germania o la Gran Bretagna? O ai giovani che vogliono un paese diverso toccherà espatriare?
Dove andremo a finire così?

sabato 17 novembre 2012

Il Pantheon della sinistra

Dopo il dibattito di lunedì scorso la satira si è scatenata sulle scelte dei punti di riferimento dei 5 candidati alle primarie della sinistra. Premetto che mi è piaciuta la risposta di Matteo Renzi che trova un punto di riferimento in Nelson Mandela, perché sottolinea la sua volontà di cambiamento del sistema in senso vero.
Nel mio Pantheon della sinistra metterei altri nomi: Enrico Berlinguer, Lenin, Togliatti, Willy Brandt, Rosa Luxemburg per dirne alcuni. Sicuramente, non un cardinale e un Papa, per quanto personaggi significativi. Cosa c'entrano con la sinistra? Vogliono rifondare la Democrazia Cristiana? O forse non ce ne siamo mai liberati? Troppe domande senza risposta che non mi convincono.

giovedì 15 novembre 2012

Perché non voterò Beppe Grillo

Ho avuto occasione di seguire una volta un monologo di Beppe Grillo dal vivo quando è venuto a parlare in piazza nella mia città, per la campagna elettorale delle comunali del maggio 2011. Quindi ancora in epoca non sospetta, in cui il problema principale che rilevavo in Grillo era la volgarità e la bassezza di livello delle sue urlate. Il discorso che tenne probabilmente non era ancora stato impostato in funzione di una specifica campagna elettorale perché è stato poco interessante, troppo arrabbiato per la città in cui vivo che ha un’ottima amministrazione comunale, ha usato parole eccessive. Inoltre, se ne è uscito con la classica frase populista “o ci sono i partiti o ci sono i cittadini” come se fosse un aut aut,  che non mi era piaciuta per niente.  Mi è sembrato che volesse più che altro applausi e creare casino, insomma non conosceva per niente la città dove è venuto a fare il comizio o non è stato adeguatamente informato prima dagli attivisti del movimento.
Adesso Beppe Grillo è il leader del momento, ha sostituito Berlusconi che ormai è fuori gioco con tutti gli elementi classici per attrarre l’italiano medio: carisma, invettive, unione di tutti contro un nemico e personalizzazione del movimento (addirittura Grillo risulta proprietario del movimento 5 stelle). Berlusconi regnava in tv, lui ha internet come cavallo di battaglia.  Il nemico di Berlusconi erano i giudici, i comunisti, i sindacati e chiunque volesse in qualche modo controllare come aveva accumulato l’enorme ricchezza in suo possesso. Il nemico del Movimento 5 stelle? Qualsiasi cosa serva a raccattare voti e a raccogliere lo scontento delle persone. Un nemico è il tuo nemico? Allora sarà anche il nemico di Grillo. Ce l’ha con le banche, col debito, con il governo di prima e con quello di poi, con i tecnici, con chi cementifica e con chiunque altro se criticato possa strappare un applauso. Ottima strategia per prendere voti, ma certo non il mio voto.
Come si fa a pensare che sia democratico un movimento che invece di permettere di confrontarsi al suo interno espelle tutti coloro che violano delle regole imposte dall’alto?  Il caso Salsi e Favia sono emblematici, chi non dice signorsì è fuori. A me sembra più che altro il preludio di una dittatura. O di un disastro in parlamento, visto che Grillo vuole mandare 80 o 90 deputati senza esperienza politica a decidere di questioni nazionali, o peggio ancora a rappresentare l’Italia in Europa. Visto come hanno reagito le borse dopo la rielezione di Obama, non voglio sapere come reagirebbero all’elezione di un pazzo comico che urla in modo volgare e maleducato, e come potrebbe poi andare a trattare per conto nostro in Europa, o con le banche. Mi immagino i poveri interpreti che devono tradurre i suoi discorsi velocissimi e la Merkel che lo ascolta… Un politico deve avere capacità diplomatiche, di mediazione, di trattativa. Che non significa inciucio, attenzione. Significa che la lingua italiana ha uno straordinario potenziale di esprimere la rabbia, la disaffezione alla vecchia politica, le perplessità sulle scelte economiche e la delusione per la classe dirigente attuale senza scadere nell’illazione, nella volgarità, nella maleducazione, a volte anche nell’aggressione verbale, e sto facendo riferimento ad alcuni commenti di attivisti del movimento 5 stelle dopo l’episodio Salsi.
Grillo parla di democrazia partecipativa, ma la democrazia partecipativa non esiste! La partecipazione dei cittadini si esprime attraverso la rappresentanza. Io non sono un politico, quindi non ho la possibilità né le competenze per prendere decisioni politiche. Non che i politici che ci sono al potere adesso ne abbiano, tutt’altro. Ma cambiare non significa distruggere, se mai cercare di costruire qualcosa di nuovo.
Ho letto il programma di Grillo e mi sembra un insieme di tantissime idee potenzialmente buone ma assolutamente irrealizzabili. Vivendo nel mondo della flessibilità, ho imparato a conoscere diversi lavori e ogni volta che imparavo un lavoro nuovo mi stupivo nel conoscere da dentro un mondo che avevo sempre visto da fuori. Ogni volta, nessuna esclusa. Quando ho lavorato nelle spedizioni, mi sono stupita di conoscere determinate procedure di esportazione e regole doganali di cui ignoravo l’esistenza, e di scoprire quanto queste possano influire nelle scelte di vendita aziendali. Lavorando in un call center, ho imparato a capire chi sta dall’altra parte, che pensava che noi avessimo un pulsante per sistemare l’adsl, e invece non c’era, c’era invece un percorso da fare insieme al cliente per capire qual era il problema. Lavorando con i bambini ho scoperto quanto sono paranoiche le mamme e quanto i papà siano invece molto più easy. Lavorando a riordinare un archivio, mi sono stupita di quanto disordine possa esserci in un’azienda di più di 500 dipendenti. Cercando di contrattare il prezzo da un fornitore a 22 cent/pezzo invece che a 40, ho scoperto che se voglio occuparmi di sapere come vengono trattati i lavoratori cinesi prima di insistere per compare a 22 cent non ho un futuro come buyer, perché quel posto di lavoro non sarà più mio. E così via in tutte le diverse attività che ho svolto, evito di citare esempi di scoperte alquanto peggiori sulle modalità di trattativa col cliente. Quindi sono sicura che persone senza esperienza politica che si trovano ad andare in parlamento vivranno, una volta che sono lì, situazioni che ora non sono immaginabili e che porranno un ostacolo alla realizzazione dei loro piano, perché il loro progetto è pensato da fuori, da semplici cittadini, non da dentro la politica. Per esempio il dover far quadrare i bilanci, la mediazione con forze diverse da quelle con cui si confronta direttamente il cittadino tutti i giorni, la reazione dei mercati alle scelte. A meno che, ovviamente, il loro piano non sia quello di distruggere tutto il sistema e creare l’anarchia, alla quale si sostituirebbe ben presto una dittatura, considerata la personalità del leader in questione e considerato che l’anarchia non funziona neppure nel mondo animale.
Per non parlare poi delle sue dichiarazioni come “io non vedo mafia qui” relativamente alla Sicilia, o che la mafia non ha mai ucciso nessuno lo stato sì. Che si studi qualcosa sulla nostra storia, abbiamo esportato la mafia in tutto il mondo USA compresi, ed è uno dei freni più grossi allo sviluppo del Mezzogiorno. Chi paga il pizzo non paga le tasse, è evidente. Cavour è morto 2 mesi dopo la riunificazione del regno d’Italia, che si fosse spaventato di quello che ha visto? Purtroppo la mafia è ancora un male da estirpare in Italia, il lavoro è lungo e faticoso ma per poter risolvere un problema  bisogna innanzitutto essere consapevoli che il problema c’è.
Molte persone che osservano il fenomeno Grillo distrattamente da fuori si chiedono da dove prende tutti questi consensi. Dal mio punto di vista, da 2 categorie di persone:
1) persone arrabbiate col mondo e già distruttive di loro, abituate a ragionare per slogan tipo frasi condivise su facebook, citazioni di personaggi che chi condivide neppure sa chi sono. Non mi dite che non avete mai condiviso una frase con tra parentesi il nome di qualcuno che non sapevate chi fosse. Ecco no, io non l’ho mai fatto in genere cerco prima su google chi sia l’autore quindi è possibile che non l’abbiate mai fatto neanche voi, ma vi garantisco che un buon 70% dei miei amici di facebook condivide frasi a caso e si nota parecchio. Grillo fa slogan arrabbiati, quindi funziona sempre nel raccogliere la gente arrabbiata intorno a sé, quelli che credono nel “voto di protesta” come se la crisi si risolvesse protestando.
2) persone giovani, che sostengono come lui che la televisione è finita e che ora tutto si decide e si fa tramite internet. Bene, internet è un ottimo strumento per fare qualsiasi cosa, lavorare, guadagnare, esprimere opinioni, ma vogliamo vedere un po’ COME viene utilizzato? Per urlare la propria rabbia in malo modo, maleducatamente, senza rispetto per l’altro, magari discriminando le donne o facendo proposte da incompetenti, protetti da un nickname e/o da un avatar e riempiendo i propri post di parolacce e strafalcioni linguistici e ortografici? Perché la metà dei post di giovani arrabbiati che trovo sul web sono sostanzialmente così.
E’ questo l’elettorato in cui va a pescare Grillo? Bene, basta saperlo e anche se sono sia giovane sia arrabbiata non voterò il Movimento 5 stelle, forse sto invecchiando o sono un po’ meno arrabbiata del solito?
Il mio sospetto è che stiano cercando di fare con internet quello che Berlusconi ha fatto con la televisione: sedurre alcune grandi categorie di persone appartenenti al popolino e disposte a correre dietro ad un leader per ottenere la maggioranza. Berlusconi ci è riuscito con le veline e la tv commerciale, portando l’intrattenimento facile gratuitamente (in cambio della pubblicità che ci ha portati ad un consumismo sfrenato) a casa dell’italiano medio, ora Grillo vuole riuscirci sdoganando il vaffa dappertutto e illudendo le persone con un basso livello culturale che anche loro possono cambiare il sistema e fare tutto quello che vogliono senza le regole del vivere civile, dicendo un sacco di cavolate e non avendo alcuna consapevolezza della nostra storia, e con mezzi che non sono quelli della rappresentanza democratica ma pura demagogia, come l’idea del rimettere il mandato nelle mani degli elettori ogni 6 mesi: chissà che idea di stabilità diamo al mondo, ogni sei mesi rischia di cadere un pezzo di parlamento. Ogni cittadino ingenuamente crede così di essere portavoce di tutti gli altri e che le sue esigenze uniche siano sacrosante e legittime: non tutte le esigenze sono sacrosante e legittime ma soprattutto in un sistema democratico capita talvolta di essere in minoranza. E quando si è in minoranza non si può ovviamente sentirsi rappresentati al 100%. Anzi, dal momento che ognuno di noi ha una situazione personale, famigliare e lavorativa unica, direi che in ogni caso non ci sarà mai un politico che ci rappresenta al 100%. Ci può essere una corrente politica che mi rappresenta all’80%, in alcuni periodi storici magari al 90%, ma dal momento che sono una persona unica con problemi e necessità uniche rivendico la mia unicità e la mia indipendenza dall’essere al 100% parte di qualsiasi movimento politico.
A me personalmente piace il modello Obama: è stato eletto, l’avversario ha accettato la sconfitta e gli ha stretto la mano e ora per 4 anni può lavorare, con un confronto parlamentare di opposizione certo, ma comunque lavorare indipendentemente da quello che succede e dalla crisi in corso. Altro che rimettere il mandato ogni 6 mesi.
Ma noi italiani siamo un popolo di pecoroni, si sa. Pare che l’italiano medio abbia sempre bisogno di un leader autoritario e non autorevole altrimenti si sente perso.