venerdì 23 febbraio 2018

Giorgio Gori sul tema della mobilità nel vimercatese

Il Comitato Mobilità Ecosostenibile (CO.M.E) del vimercatese a gennaio ha inviato ai candidati presidente della regione Lombardia una lettera nella quale si chiede quale sia la posizione in merito ai seguenti punti:
1. Inquinamento;
2. TPL (Trasporto pubblico locale);
3. Prolungamento della Metro 2 da Cologno Nord a Vimercate;
4. Ciclabili (percorsi regionali ed inter-regionali);
5. Trenord e proposte;
6. Pedemontana.
Infine abbiamo domandato se ritengono che, per attuare alcune delle opere sopra citate, vi siano le necessarie coperture finanziarie o in caso contrario come intendono recuperarle.

Riporto le risposte del candidato alla presidenza di Regione Lombardia che intendo sostenere, Giorgio Gori. 




1.    Inquinamento – quali sono le proposte secondo Lei più consone per gestire le tante “emergenze inquinamento” che periodicamente si verificano e quali i cittadini. Possiamo ottenere risultati molto migliori con un grande piano di prevenzione e una nuova stagione di investimenti sull’ambiente, visto come una leva di competitività possibili interventi di lungo periodo. 

Previsti interventi per incentivare il ricambio del parco mezzi circolante, con incentivi che anticipino di un triennio il divieto di circolazione per i mezzi più inquinanti e modulazione progressiva del bollo auto. Obiettivo avere entro il 2025 il 20% del parco mezzi circolante composto da auto elettriche, ibride o a metano, istituire aree a zero emissioni nelle principali aree urbane entro il 2030 e vietare la circolazione di auto a diesel e metano a partire dal 2035. Previsti anche interventi per favorire riqualificazione energetica degli edifici e misure per accompagnare l’agricoltura verso pratiche più sostenibili.

2.  TPL – quali misure pensa si potrebbero mettere in atto per potenziare il trasporto pubblico locale e renderne l’utilizzo più “appetibile” ai cittadini in luogo del trasporto privato.
Possiamo e dobbiamo governare la domanda di mobilità, tornando ad investire fortemente sulla qualità del servizio pubblico, puntando a ridurre la congestione determinata dal traffico veicolare privato, incrementare il trasporto collettivo e la mobilità dolce.
Sarà una vera “riforma regionale” in cui verrà posta particolare attenzione tra le sinergie che si possono creare tra politiche urbanistiche e strategie per la mobilità, stanziando fondi per co-finanziare l’attuazione dei PUMS – piani per la mobilità sostenibile dei Comuni e garantendo risorse stabili per il finanziamento del trasporto pubblico locale, garantendo collegamenti più frequenti, stazioni e mezzi più sicuri, maggiore integrazione tra servizi ferroviari e sistemi di mobilità locale.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico su gomma nell’ultimo decennio è’ mancata  l'attenzione in fase di pianificazione e non sono stati correttamente seguiti gli affidamenti dei servizi, con il risultato di avere oggi un concorrenza al ribasso tra operatori che sono in sofferenza. Il rilancio del settore passa per:
        Una maggiore integrazione con i servizi scolastici locali ed un potenziamento delle linee che si integrano con il ferro, quelle che dobbiamo potenziare se vogliamo consentire una reale alternativa all’utilizzo dell’auto privata.
        Un radicale rinnovamento del parco mezzi circolante, definendo scadenze precise e vincolanti per la dismissione dei mezzi più inquinanti.
       Revisione e consolidamento delle Agenzie di Bacino (occorre far coincidere il perimetro del bacino dell’area milanese con quello della città metropolitana e rafforzare il ruolo degli enti locali all’interno delle Agenzie).
        investimenti in tecnologie per bigliettazione elettronica ed integrazione tariffaria tra ferro e gomma.
       creando un sistema di adduzione ferro/gomma   e, quindi di linee automobilistiche che intersecano il servizio suburbano in grado di  “battere il tempo” dei treni.

3.  Prolungamento della Metro 2 da Cologno Nord a Vimercate – questo progetto è attualmente fermo allo studio di fattibilità. Le chiediamo se ritiene importante la realizzazione di tale progetto, per snellire il traffico della zona verso Milano e favorire nello stesso tempo la mobilità dei cittadini verso la città. E’ in grado di dare un impegno in tempistica per quanto di competenza della Regione Lombardia.

Per l'importante progetto del prolungamento della metropolitana M2 da Cologno Nord a Vimercate al  momento è stato promosso, di concerto con le amministrazioni locali del territorio, uno studio di fattibilità che valuti i costi e benefici collegati a tre scenari: metropolitana tradizionale, metro tranvia e BRT (bus rapid transit). Lo studio verrà completato a giugno 2018 e solo in quel momento si potranno trarre delle conclusioni sulla opzione da perseguire. Quel che è certo è che  si tratta di  un progetto molto sentito nella zona, perchè il vimercatese non è raggiunto da ferro, ed il trasporto pubblico su gomma risente dei tagli degli ultimi anni. Proprio per questo motivo Regione dovrà seguire queste evoluzioni con grande attenzione ed essere al fianco del territorio nelle interlocuzioni con il Governo, fondamentali per garantire i fondi necessari alla effettiva realizzazione di questo intervento.

4.  Ciclabili (percorsi regionali ed inter-regionali) -  lo sviluppo della rete ciclabile è uno degli aspetti importanti nell’ambito della mobilità sostenibile. Quale il suo impegno sul tema.
Per gli spostamenti in città, favoriremo l’utilizzo delle biciclette, l’estensione di piste ciclabili, la diffusione del bike sharing free floating, la realizzazione di velo-stazioni, la proliferazione di ciclofficine e la diffusione di percorsi di sensibilizzazione nelle aziende, anche con incentivi economici a cittadini che acquistano di nuovi mezzi sostenibili, a commercianti che decidono di attrezzare spazi pubblici per le biciclette, a enti locali che realizzano interventi per la ciclabilità e ad aziende che facilitano l’utilizzo della bicicletta negli spostamenti casa lavoro, contribuendo a favorire il benessere psico fisico delle persone e il contrasto a obesità, diabete e malattie cardiovascolari.
 Coinvolgendo gli enti locali, definiremo un piano di investimenti in piste ciclabili di raccordo tra diversi Comuni.
Un reale investimento sull’intermodalità sarà il necessario complemento a questi investimenti. Sarà potenziato il trasporto bici sulle reti ferroviarie regionali, con l’introduzione di vagoni aggiuntivi adatti a questi funzione, interventi a favore dell’accessibilità per chi viaggia con la bicicletta e di un abbonamento annuale bici+treno che consenta l’accesso a tutte le linee regionali.

5.  Trenord – Secondo Lei ci sono margini di miglioramento e di più efficiente funzionamento del sistema di trasporto ferroviario in generale e di Trenord in particolare. Quali sono le sue proposte.

Un sistema di trasporto ferroviario regionale la cui qualità non è ormai più paragonabile a quella dei collegamenti nazionali, che si caratterizza per scarsa manutenzione dei mezzi, impostazione anacronistica dei servizi offerti, mancanza di puntualità ed incapacità di rispondere alle esigenze dei pendolari lombardi. In questo contesto, la Giunta a guida leghista ha ben pensato di premiare la scarsa capacità di gestione di Trenord estendendo il suo contratto di servizio sino al 2020, senza gara e con il paradosso di non poter investire neanche le risorse che potrebbe rendere disponibili per aumentare la quantità dei servizi, perché Trenord non è in grado di farlo.
Nell’ambito dei trasporti, la nostra  priorità  sarà , al contrario, il potenziamento dei collegamenti ferroviari regionali ed interregionali.
L'obiettivo deve essere una maggiore frequenza e velocità dei collegamenti tra Milano e i principali capoluoghi di Provincia e tra i capoluoghi di Provincia stessi, raddoppiando le linee dove necessario , potenziando le stazioni di incrocio tra le linee e minimizzando le interruzioni di linea.
Concerteremo con Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e con RFI un piano decennale di interventi, garantendo processi decisionali più trasparenti e maggior coinvolgimento del territorio.
Gli investimenti in nuove infrastrutture (come l’ipotesi del secondo passante ferroviario a Milano) e nel potenziamento ed efficientamento della rete ferroviaria (raddoppio di alcune linee, interventi su passaggi a livello e scambi, interventi per consentire l’utilizzo di vetture tram/treno) saranno sempre preceduti ed accompagnati da investimenti in competenze gestionali, tecnologie e attività di manutenzione che consentano di saturare e ottimizzare l’utilizzo delle reti esistenti.
Un cambio di passo è ineludibile e deve passare dalla messa a gara dei servizi oggi gestiti da Trenord.
Compito del centrosinistra sarà rivedere questa situazione, preparando il terreno per i rinnovi delle concessioni attraverso una gara europea, che consenta di richiedere al vincitore precisi impegni sul totale rinnovamento del parto treni, sull’attività di manutenzione, sui livelli di servizio e l’introduzione della metodologia dei costi standard. Nel nuovo contratto di servizio sarà richiesto un potenziamento delle linee cadenzate (circolazione più frequente, per un orario più esteso), la loro estensione ai collegamenti con i principali capoluoghi di provincia della fascia pedemontana (Varese, Como, Bergamo, Brescia). Prevista anche l’introduzione di collegamenti espressi tra Milano-Varese e Milano Bergamo.
Un particolare fondo sarà dedicato agli investimenti relativi alla sicurezza dei treni e stazioni e alla loro accessibilità inserendo specifiche richieste all’interno del contratto di servizio (presenza di personale di sicurezza anche a bordo dei treni, migliore gestione dei treni in fascia notturna con apertura delle carrozze successive alla prima solo in base alla reale presenza), che interloquendo con i soggetti gestori delle stazioni , con Polfer (per una razionalizzazione dei turni di servizio, oggi concentrati in fascia diurna) e attivando misure di cofinanziamento di piani per la sicurezza presentati dagli enti locali.
 Le stazioni devono tornare ad essere luoghi di aggregazione, riempiendosi di funzioni e servizi, grazie ad accordi con soggetti pubblici e privati (prevedendo condizioni particolarmente vantaggiose per le stazioni ad oggi abbandonate).

6.  Pedemontana – Questa grande opera rappresenta l’esempio di una storia infinita. Un’opera molto discussa. Lei la ritiene un’opera di viabilità fondamentale e/o di grande importanza oppure pensa che il territorio ne possa fare a meno. In questo caso quali le possibili politiche alternative considerando altre opere messe in campo, tipo la Brebemi la cui realizzazione ha fatto molto discutere e altrettanto il suo insuccesso.

Una task force sugli investimenti in infrastrutture riprogetterà gli investimenti in grandi arterie viarie, con un’operazione trasparenza sulla reale fattibilità di progetti che in alcuni casi ad oggi rimangono sulla carta. Operazioni partite in project financing sulla base di previsioni troppo ottimistiche hanno sino ad oggi prodotto debiti miliardari, ripianati da soggetti pubblici. Occorre riprendere il controllo di questa situazione, per non precludersi la possibilità di effettuare investimenti futuri di maggiore importanza.
La Pedemontana va completata, ma rivedendo significativamente il progetto (può essere rivisitato e alleggerito dal punto di vista dei costi; è assolutamente rinunciabile la realizzazione dell’ultimo tratto, quello che va dalla Tangenziale Est/A51 all’autostrada A4) e le modalità di gestione e tariffazione ipotizzate.

 

mercoledì 14 febbraio 2018

Giorgio Gori a Vimercate con il ministro Carlo Calenda

Tappa a Vimercate per il candidato alla presidenza di Regione Lombardia Giorgio Gori, accompagnato dal ministro Carlo Calenda. Nella splendida cornice della Cascina Lodovica di Oreno, un momento di incontro con gli imprenditori del territorio: proposte, prospettive, modalità di approccio futuro da cambiare per la nostra regione, proposte per l’imprenditorialità e la formazione professionale. “Il futuro oggi è veramente una grande incognita” secondo il ministro e prosegue “l’innovazione tecnologica sembra per la prima volta guidare l’uomo e non essere guidata dall’uomo. Dentro di noi ci sono paure legittime, perché la modernità fa paura, e le paure nell’opinione pubblica guidano più di tutto il resto, più dei dati positivi della crescita. E uno dei grandi errori della politica è stato in qualche modo di spiegare che questa paura non aveva diritto di cittadinanza”. Una presa in carico dei bisogni dei cittadini dunque da parte del ministro, che specifica di non essersi candidato perché il parlamentare non è il suo mestiere e che ciascuno deve fare ciò che sa fare. Fornisce alcuni dati concreti della ripresa, e intenzioni future: recuperare 5 punti di PIL e 18 punti di crescita economica persi, e tutto un pezzo di tessuto economico.
Molto concreto anche Giorgio Gori, un riferimento al candidato della controparte che non si presenta mai ai confronti, la necessità per la Lombardia di mettersi in gioco come sa fare e di non essere lasciata in mano a degli incompetenti. E poi il lavoro, le donne, spesso non adeguatamente valorizzate, e la necessità di far incontrare domanda e offerta del mondo del lavoro: “ad ogni incontro a cui partecipo ci sono giovani che mi dicono che non trovano lavoro, poi vado ad incontrare gli imprenditori e gli artigiani di ogni settore e mi dicono che gli manca personale specializzato: voglio trovare una soluzione a questo problema”.
Una Lombardia che sappia rapportarsi alle regioni più sviluppate d’Europa, sul piano produttivo e culturale, è negli obiettivi di Giorgio Gori:  “Abbiamo un indicatore della competitività in Lombardia: siamo al 143° posto in Europa. Eravamo 5 anni fa al 128°, abbiamo fatto qualche passo indietro. Investimenti sulla formazione, sulle competenze digitali, sulla formazione continua non soltanto in una fase della vita, sono indispensabili allo sviluppo economico. Oggi noi non sappiamo quali saranno i mestieri che faranno i nostri figli fra 10 o 15 anni, perché i mestieri cambiano. E’ quindi necessario che esista una dote formativa che ci accompagna lungo tutta la vita”

In sala il capogruppo PD uscente Enrico Brambilla e i candidati al consiglio regionale della lista PD Giacomo Biffi e Jamila Abouri, oltre ad alcuni esponenti delle liste civiche. 

Sul mio profilo Facebook, parte della diretta streaming: https://www.facebook.com/cccricri/videos/10159872507400109/ 

venerdì 2 febbraio 2018

Gori su imprese e lavoro

Mercoledì 14 febbraio 2018 dalle ore 8.30 alle ore 19.30, il candidato alla Presidenza della Regione Lombardia, Giorgio Gori, insieme al Ministro Carlo Calenda affronteranno un tour attraverso le storie, le sfide e le opportunità di una Lombardia che vuole fare meglio.

La giornata partirà da Milano e terminerà a Brescia, con il seguente programma:

1 TAPPA: GIORGIO GORI
Ore 8.30 MILANO: SPAZIO COWORKING AVANZI, via Ampère 61/a, Milano - Visita e incontro con imprenditori e startupper

2 TAPPA: GIORGIO GORI E CARLO CALENDA
Ore 10.30 VIMERCATE (MB): LA LODOVICA, via Lodovica 5, Vimercate - Incontro con gli imprenditori e gli esponenti delle associazioni di rappresentanza

3 TAPPA: GIORGIO GORI E CARLO CALENDA
Ore 13.00 MONZA: BLUEIT, via Gerolamo Borgazzi 27, Monza -
Light lunch e incontro con gli amministratori, i dipendenti e una rappresentanza del settore Information Technology

4 TAPPA: GIORGIO GORI E CARLO CALENDA
Ore 14.45 BERGAMO:LOVATO ELETRIC SPA, via Don Emilio Mazza 12, Bergamo - Incontro con dirigenti e dipendenti e visita all’azienda

5 TAPPA: GIORGIO GORI E CARLO CALENDA
Ore 16.15 ADRO (BS): STREPARAVA SPA, via Zocco 13, Adro (BS) - Incontro con dirigenti e dipendenti e visita all’azienda

6 TAPPA: GIORGIO GORI E CARLO CALENDA
Ore 17.30 BRESCIA: Auditorium Capretti, via Piamarta 6, Brescia -
FARE IMPRESA, MEGLIO. Incontro con gli imprenditori e gli esponenti delle associazioni di rappresentanza.

INTERVERRANNO:
-Emilio Del Bono (Sindaco di Brescia)
-Cecilia Nostro (Friendz – settore Digital)
-Marco Porcaro (Cortilia – Food)
-Davide Peli (Techne - Robotica)


lunedì 22 gennaio 2018

Scegli il Partito Democratico, scegli il lavoro

Rivendichiamo con orgoglio il lavoro fatto dal Partito Democratico in questi 5 anni di governo. Perché per la prima volta nella storia, si è provato ad intendere il lavoro non solo nella sua dimensione contrattuale, ma soprattutto nella sua dimensione retributiva ed identitaria intervenendo sui redditi più bassi per esempio con il bonus di 80 € e provando a dare una risposta di senso a chi ha scelto di avere una partita iva (penso alla legge Grìbaudo in proposito); si è parlato di lavoratori della cultura, 300.000 lavoratori che non sono riconducibili ad un unico inquadramento ma sono persone ciascuna con la propria storia, le proprie scelte, la propria passione e soprattutto la propria professionalità, che oggi hanno finalmente maggiori tutele. Penso anche alla difficile battaglia contro il caporalato, una delle grandi piaghe del mondo dell'agricoltura e così difficile da sradicare alle fondamenta perché fa leva sulle maggiori fragilità di chi è ai margini della società. A questo link http://www.deputatipd.it/fatticoncreti?tid=177 trovate 17 schede sul tema del lavoro e su quanto fatto dal nostro PD in questi anni, vi invito a leggere i singoli dossier in modo da essere informati sui contenuti, nel merito e non solo "per sentito dire" su quanto è stato fatto: prima di scegliere, informatevi. Chi fa politica vendendo semplificazioni e soluzioni a portata di mano, vi sta truffando. Chi racconta quanto fatto e fa delle proposte su cosa c'è da migliorare, può rappresentarvi con più consapevolezza e con più maturità perché vuole ascoltare il vostro mondo e farsi carico delle vostre istanze. Per questo il 4 marzo scegli il Partito Democratico. 

domenica 21 gennaio 2018

Stati uniti d'Europa: perché ci crediamo

La sfida della sovranità europea è la sfida della nuova sovranità italiana, fuori da questo spazio c'è un ripiegamento verso vecchi meccanismi del '900 e chi porta avanti questa idea di chiusura sta immaginando un destino declinante sia per l'Italia come Paese sia per la cultura europea stessa. Serve fare un lavoro popolare per portare a terra questa sfida, tra la gente, nel quotidiano, nelle imprese, in chi cerca una risposta di senso: non una battaglia di convegni ma di strada, che ci permetta di raccontare tra la gente la nostra visione di società e come immaginiamo l'Italia in Europa tra 5, 10, 15 anni. Io credo nella generazione Erasmus, perché ne faccio parte: l'identità europea si costruisce anche così, con scambi culturali per i nostri giovani che rafforzino il senso di appartenenza e mettano da parte i muri e le distanze tra i diversi territori.

“Se noi non sapremo farci portatori di un ideale umano e moderno nell'Europa d'oggi, smarrita ed incerta sulla via da percorrere, noi siamo perduti e con noi è perduta l'Europa” (Luigi Einaudi)

venerdì 29 dicembre 2017

Bellezza: recuperiamo i luoghi culturali dimenticati

Il Governo Renzi aveva stanziato 150 milioni di euro per recuperare i luoghi culturali dimenticati d’Italia nel progetto: "Bellezza: recuperiamo i luoghi culturali dimenticati".
I cittadini hanno avanzato le loro proposte e idee consegnando al governo più di 8000 email, a distanza di una anno e mezzo e dopo un lungo lavoro di analisi e approfondimento la Commissione istituita dal Governo ha stabilito a quali progetti assegnare le risorse.
Qui la mappa con tutti i 273 progetti finanziati.
Nella mia provincia di Monza e Brianza sono stati finanziati tre progetti:
1) Il restauro di palazzo Rezzonico a Barlassina, per un totale di 350.000 €
2) Il restauro dell'antico organo e antiquarium di Ronco Briantino, per un totale di 160.000 €
3) La ristrutturazione dell'oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso, per un totale di 25.742 €
Soddisfatto l'on. Roberto Rampi, in Commissione Cultura alla Camera: "In questi anni è cambiato il paradigma. Si è tornato ad investire in cultura e a riconoscerne il valore. Questo progetto nasce proprio per sostenere qui progetti di bellezza anche piccoli più sentiti dai cittadini. Perché la bellezza è un valore popolare". 



giovedì 28 dicembre 2017

Ci saranno tempi migliori per lo ius soli?

Prendiamo atto che i numeri per lo ius soli al Senato non ci sono? La legislatura volge al termine in modo ordinato e ordinario, dopo un lavoro unico nella storia sui diritti civili. Trovo illusorio pensare che dopo aver fermato la legge sullo ius soli per due anni si possa ora trovare una quadra in aula senza fare ulteriori modifiche: il rischio è solo quello di un 140-160 se tutto va bene, che metterebbe in un angolo per molti anni la possibilità di lavorare sul tema. Più serio ora pensare di produrre nel prossimo mandato un nuovo testo di legge, che partendo dal nome spieghi ai cittadini la differenza tra diritto acquisito alla nascita e maturato dopo un ciclo di studi, per esempio. Che faccia un confronto tra come è ora e come sarà poi, spiegandone i benefici per la comunità tutta.
E che non arrivi a mandare in aula una proposta a fine dicembre per poi capire che i numeri non ci sarebbero comunque. Continuiamo la battaglia per i diritti ma facciamolo in modo realistico e concreto e che tenga conto dei dati di realtà e dei numeri, non proponendo rivoluzioni inesistenti ma un lento e progressivo cambio delle norme accompagnato, e se possibile preceduto, da un cambiamento culturale e da una comunicazione chiara, efficace e fruibile anche sull'iter parlamentare.

sabato 23 dicembre 2017

Le misure per la cultura in legge di bilancio

NASCE IL TAX CREDIT CREATIVITÀ
Nasce il tax credit creatività per le imprese culturali e creative. Viene finalmente riconosciuta e definita per legge l’impresa culturale e creativa, alla quale è destinato un credito d’imposta del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi.
18APP. CONFERMATO IL BONUS CULTURA PER I DICIOTTENNI
290 milioni di euro annui per prorogare al 2018 e al 2019 la card da 500 euro per i giovani, residenti in Italia, che compiono diciotto anni. Con 18app i neo maggiorenni potranno acquistare libri, musica ma anche biglietti per teatri, concerti, cinema, musei, e corsi di formazione.
DIMORE STORICHE
Tornano i contributi statali per la tutela delle dimore storiche – 10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dal 2020 per gli interventi di restauro e conservazione delle dimore storiche e dei beni vincolati di proprietà privata. E 150 milioni di euro in tre anni per saldare tutti i debiti pregressi dei contributi, fermi dal 2012, alla tutela del patrimonio culturale vincolato, previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
RISANAMENTO FONDAZIONI LIRICHE
Più fondi per le Fondazioni Lirico Sinfoniche virtuose – incremento a 15 milioni di euro già dal 2018 dei contributi alle Fondazioni Lirico Sinfoniche per favorire dinamiche virtuose di reperimento di fondi privati e degli Enti Locali e proroga al 2019 dei termini per il raggiungimento del tendenziale equilibrio economico finanziario;
ASSUNZIONE DI ULTERIORI 200 PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI
Ulteriori 200 assunzioni di professionisti dei beni culturali dalle graduatorie degli idonei del concorso dei 500 tecnici per la cultura, misura che porta a un totale di 1.000 unità in entrata nell’amministrazione del MiBACT con il ritorno delle selezioni pubbliche. Proroga dei contratti a tempo determinato per i professionisti assunti negli istituti e nei luoghi della cultura statali in forza del decreto Art Bonus.
NUOVE RISORSE PER IL SISTEMA MUSEALE NAZIONALE
8 milioni di euro per incrementare le risorse a favore del sistema museale nazionale introdotto con la riforma del 2014.
FONDO PER L’ACQUISIZIONE DI BENI CULTURALI
+4 milioni di euro per acquisire opere, libri e beni archivistici al patrimonio dello Stato.
PIANO DELL’ARTE CONTEMPORANEA
2 milioni in più all’anno, 6 milioni nel triennio 2018- 2020, per il Piano per l’arte Contemporanea. Due milioni di euro in più all’anno, uno di questi al Maxxi per legge, che serviranno allo Stato per arricchire il proprio patrimonio di arte contemporanea attraverso acquisti, committenze, concorsi e premi.
FONDO PER IL LIBRO E LA LETTURA
3 milioni di euro per istituire un fondo per la promozione del libro e della lettura gestito dal Centro per il libro e la lettura (Cepel).
BIBLIOTECHE SCOLASTICHE
Più fondi per le biblioteche scolastiche – 1 milione di euro in più per il Fondo per la promozione del libro e la lettura, da destinare alle biblioteche scolastiche.
NASCE IL TAX CREDIT LIBRERIE
Approvato un aiuto fiscale per sostenere le librerie, di libri nuovi e usati, soprattutto quelle più piccole e indipendenti e per favorirne l’apertura nei comuni in cui sono assenti. Dal 2018 le librerie potranno godere di un credito d’imposta per un importo non superiore a 20.000 euro, limitato a 10.000 euro le librerie così dette “non indipendenti”. Il credito è parametrato agli importi pagati dagli esercenti quali IMU, TASI e TARI con riferimento ai locali dove si svolge l’attività dì vendita di libri al dettaglio, nonché a ulteriori spese di gestione, anche tenendo conto dell’eventuale assenza di librerie nel territorio comunale.
ACCELERAZIONE DEI LAVORI DI RICOSTRUZIONE DEL PATRIMONIO ECCLESIASTICO NELLE AREE TERREMOTATE
Nelle aree colpite dal sisma del Centro Italia le Diocesi potranno divenire soggetti attuatori per gli interventi di restauro delle chiese, nei limiti della soglia di valore europeo, accelerando così l’opera di recupero del patrimonio culturale ecclesiastico.
PIÙ SICUREZZA PER I SITI CULTURALI
Aumentato di 40 unità l’organico del Comando tutela Patrimonio culturale. Al fine di rafforzare la sicurezza nei musei e negli altri istituti e luoghi di cultura dello Stato, viene incrementato il contingente del Comando carabinieri tutela patrimonio culturale di 40 unità.
ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE
1 milione di euro per coinvolgere musei, istituti e siti archeologici su tutto il territorio nazionale nel programma previsto per il 2018 Anno europeo del patrimonio culturale, istituito dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea per promuovere la diversità culturale, il dialogo interculturale e la coesione sociale e rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini.
Maggiori risorse per la scuola del patrimonio culturale - aumentano dal 2020 di 2 milioni di euro le risorse per la scuola del patrimonio del Mibact, che avrà così a regime 3,5 milioni di euro all’anno.
LUOGHI DELLA MEMORIA
1 milione di euro per l’anno 2018 e 2,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019 per la tutela e la promozione dei luoghi della memoria della lotta al Nazifascismo, della Resistenza e della Liberazione.
SCUOLE DI ECCELLENZA MUSICALE
1 milione di euro per le Scuole di eccellenza Nazionale operanti nell’ambito della formazione musicale al fine di garantire il proseguimento della loro attività.
PROROGATO IL ‘BONUS STRADIVARI’
Prorogato il bonus per gli studenti dei conservatori e degli istituti musicali per l’acquisto di strumenti musicali.
IVA AGEVOLATA PER I CONCERTI
L’IVA per i concerti sarà agevolata al 10% come per gli spettacoli teatrali.
STATIZZAZIONE AFAM
Statizzazione e razionalizzazione delle istituzioni AFAM non statali – L’articolo 57-bis – inserito mediante l’approvazione dell’emendamento 57.0.1 (testo 3) – “integra” (al comma 1) il fondo istituito con la Manovra di giugno, con uno stanziamento di 5 milioni di euro per il 2018, 10 milioni per il 2019 e di 35 milioni a decorrere dal 2020. Ciò al fine di consentire il graduale completamento del processo di statizzazione e razionalizzazione degli istituti superiori musicali non statali e delle Accademie di belle arti non statali.

giovedì 14 dicembre 2017

I diritti civili in questi ultimi 5 anni

A tutti quelli che ... "Non avete cambiato niente" voglio ricordare che:
nel 2013 non c'erano le unioni civili.
nel 2013 non c'era il dopo di noi.
nel 2013 non c'era il reato di tortura.
nel 2013 non c'era il reddito di inclusione.
nel 2013 non c'era la legge sul caporalato.
nel 2013 non c'era una legge sul femminicidio.
nel 2013 non c'era il divorzio breve.
nel 2013 non c'era il biotestamento.
Oggi abbiamo un Paese più civile grazie al PD e al lavoro di chi ci ha creduto e dei nostri rappresentanti in Parlamento che hanno portato avanti una battaglia di civiltà.

domenica 10 dicembre 2017

100 tappe per Gori: parte il tour

Domani parte "Gori100tappe" il tour on the road di Giorgio Gori. Dall'alta Valtellina alla bassa mantovana, migliaia di cittadini da ascoltare e tante realtà da scoprire, un lungo viaggio in 100 tappe nella #Lombardia di oggi per costruire la Lombardia di domani.
Anche noi possiamo aiutare, come?
Seguendo le tappe sui social, mettendo Mi Piace e condividendo ma anche con il passaparola tra i nostri contatti.

Facebook
https://www.facebook.com/gori100tappe/

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https://twitter.com/GORI100tappe

100 tappe, una sfida sola:
Gori Presidente!


mercoledì 6 dicembre 2017

Mobilitarsi insieme

Mobilitarsi, insieme, in modo organizzato e facendo ciascuno un pezzetto di strada. Questa la richiesta del nostro segretario nazionale in vista della campagna elettorale per le politiche del 2018. Parlare a tutti i cittadini, anche a quelli che non ci hanno mai votato, per costruire l'Italia di domani. Chi vuole partecipare e dare il proprio contributo attivo scriva alla mail qui sotto volontari2018@partitodemocratico.it il tempo che spendete per la politica è tempo speso per il bene comune, per il futuro del nostro Paese. Inutile volere un Paese più giusto, più meritocratico, più moderno ed europeo se poi non ci mettiamo in gioco per cambiare le cose. Andiamo avanti, insieme!
https://www.partitodemocratico.it/partito/elezioni-renzi-insieme-la-piu-capillare-campagna-elettorale-litalia-ricordi/

martedì 5 dicembre 2017

Metropolitana a Vimercate: parte lo studio di fattibilità

Venerdì scorso è arrivata la conferma che lo studio di fattibilità sul prolungamento della M2 è stato finanziato da tutti i comuni coinvolti. Si tratta di un'analisi costi-benefici multiscenario che prenderà in considerazione tutte e tre le ipotesi in campo:
1) prolungamento della M2 da Cologno Nord a Vimercate
2) metrotranvia con costi più leggeri
3) BRT comunque ecosostenibile e non su gomma.
Oggi all'incontro del tavolo trasporti del PD Monza Brianza abbiamo ribadito all'assessore del comune di Milano Marco Granelli le priorità:
- valutare il carico dei mezzi soprattutto negli orari di punta da e verso Energy Park, centro direzionale Colleoni, area commerciale di Carugate.
- ricordare l'incidenza dell'eccessivo traffico in tangenziale est da e verso Linate anche sul trasporto merci
- ribadire il problema della sicurezza: qualunque soluzione, se non continuativa da Milano centro, deve prevedere un nodo di interscambio al chiuso e fermate accessibili solo a chi usufruisce del mezzo per rendere il mezzo adeguatamente attrattivo per tutte le categorie di utenti: giovani e anziani, donne e uomini, soli o accompagnati, con o senza disponibilità economiche, riposati o stanchi, diurni e notturni.
Il mezzo pubblico non deve essere una scelta di serie B ma deve essere la prima scelta per chi deve muoversi da e verso Milano e rendere attrattivo il distretto hi-tech che necessita di un rilancio nei prossimi anni. Anche di questo nuovo approccio dovrà occuparsi Regione Lombardia nei prossimi 5 anni e potrà farlo se cambieremo il governo regionale! #cambiaverso #versoLombardia2018 per Giorgio Gori presidente.
Sul giornale di Vimercate di oggi un articolo sul tema di Lorenzo Teruzzi che riporta la soddisfazione dell'on. Roberto Rampi e del COmitato Mobilità Ecosostenibile sul passo in avanti fatto.

venerdì 1 dicembre 2017

La mamma Ikea e il vero welfare che uno Stato deve garantire

Un breve pensiero sulla vicenda della mamma Ikea e del suo presunto, illegittimo licenziamento: io credo che vadano ascoltate entrambe le voci e che se effettivamente, come sostiene l'azienda, questa dipendente lavorava 7 giorni al mese, non sia di competenza dell'azienda privata garantirle il welfare. 
Io credo che sia assolutamente positivo e di sinistra sostenere che i bambini debbano essere della comunità in cui sono inseriti. Non della mamma. Purtroppo questa società scarica sulle donne compiti e responsabilità che altri non vogliono gestire. I bambini sono futuri cittadini di domani e pertanto se ne devono occupare il padre, i nonni, la scuola pubblica o privata, le baby-sitter, i vicini di casa, insomma l'intera comunità deve creare un sistema che si prenda cura della loro crescita, non la madre soltanto. Se ciò non avviene non è mai responsabilità dell'impresa privata. E soprattutto se la mamma subisce un giudizio morale quando sceglie di delegare ad altri una parte dei compiti che la società ha sostenuto essere suoi, la responsabilità è di tutti noi che lo permettiamo. Inutile che ci dichiariamo femministi e di sinistra se riteniamo che una donna alle 7 del mattino debba stare con suo figlio senza preoccuparci di offrire un'alternativa a quel bambino per crescere accolto nella nostra società. 
Preoccupiamoci di dare asili nido pubblici e con costi inferiori o gratuiti, preoccupiamoci che gli orari di asili nido e scuole materne siano più flessibili. Chiediamo formazione per le baby-sitter e ragioniamo sulla possibilità di avere anche asili nido all'interno dei condomini o baby-sitter per più bambini, ma soprattutto smettiamola di guardar male le mamme che scelgono di lavorare e che corrono tutto il giorno: un uomo che fa i turni di notte e non fa un giorno di malattia per mantenere i suoi figli è "un buon padre di famiglia", facciamo in modo che anche la donna sia considerata allo stesso modo. Facciamolo insieme nella nostra vita quotidiana e non chiediamo alla politica di introdurre regole che discriminerebbero ulteriormente le donne, ma ragioniamo su cosa sia effettivamente la parità di genere: parità di diritti e di doveri. 

giovedì 9 novembre 2017

Festival Innova di Reggio Emilia: terza edizione sabato 11 novembre 2017

Sabato 11 novembre al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia si terrà la terza edizione di Innòva.

Nella cornice del Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia avrà luogo, sabato 11 novembre la terza edizione di Innòva, l’evento promosso dalla Fondazione Ora di Reggio Emilia, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, la Provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia Romagna, Associazione Studentesca Unilife, Agenzia Nazionale per i Giovani, Impact Hub Reggio Emilia e PA Social, che tratta il tema dell’innovazione sotto tutti gli aspetti socio culturali.

Per quest’iniziativa si è scelto di porre al centro del confronto il tema dell’educazione, intesa come capacità di attraversare le trasformazioni radicali del nostro tempo.
Educazione nella scuola, alla cittadinanza, nello sport, nel lavoro e, appunto, nell’innovazione.

Il filo conduttore dell’intera edizione di Innòva, sarà, quindi, una prospettiva formativa nella direzione di sviluppare competenze innovative.

Europa, Cittadinanza Digitale, Comunicare, Cittadinanza, Millenials, Tecnopoli, Lavoro, Benessere, Smart City, Scuola, Cultura e Turismo, Classe Dirigente.

Saranno questi i dodici i tavoli tematici che si alterneranno nel corso dell’intera giornata, divisi, appunto, tra la mattina e il pomeriggio e intervallati dalla presenza di talk di diversi giovani protagonisti che presenteranno al pubblico la loro proposta e/o idea innovativa.

Si confronteranno con i giovani innovatori, diversi esponenti pubblici, accademici e onorevoli e amministratori appartenenti a diverse correnti politiche.

 Hanno confermato, con grande entusiasmo, la partecipazione ai tavoli tematici di innòva ben nove deputati tra i quali l’Onorevole Deputata del Partito Democratico Vanna Iori, sempre presente alle iniziative di Innòva, oltre che Andrea De Maria, responsabile PD formazione, Francesca Bonomo, Micaela Campana, Ernesto Carbone, Antonella Incerti, Damiano Zoffoli, Roberto Rampi, Marilena Fabbri.

Saranno presenti inoltre, il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia Romagna Andrea Rossi e l’assessore regionale dell’Emilia Romagna con delega al Bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità, Emma Petitti.

La novità di quest’anno, rispetto alle scorse edizioni, è la totale assenza di palcoscenico che rappresenta una scelta nettamente voluta. Alessio Pecoraro, principale promotore di Innòva e co- presidente della Fondazione Ora! fa sapere che: “abbiamo scelto una location senza barriere, allargando, così l’orizzonte del confronto”.

L’evento Innòva è stato presentato, mercoledì 8 novembre nella sala stampa della Cameradei Deputati alla presenza degli onorevoli Vanna Iori, Andrea De Maria, Roberto Rampi, Marilena Fabbri, oltre al co-presidente della Fondazione Ora Alessio Pecoraro.

“Spero che quest’iniziativa sia una bella esperienza per tanti giovani per confrontarsi.  La città di Reggio Emilia, in virtù della sua storia passata e presente sempre all'insegna dell'innovazione, si è qualificata non solo per gestire il cambiamento ma anche per generare il nuovo, nel mondo educativo come in quello tecnologico e produttivo.” Ha dichiarato l’Onorevole Deputata Iori.

Alessio Pecoraro ha affermato, inoltre, che: “continuare a lavoro sulla città di Reggio Emilia non è per niente una scelta banale perché l’amministrazione di Luca Vecchi sta puntando molto su innovazione e protagonismo giovanile”.

L’intera iniziativa sarà dedicata alla memoria di una cara amica e protagonista delle scorse edizioni di innòva Vanda Giampaoli, venuta a mancare prematuramente nella giornata del 7 novembre.

La città di Reggio Emilia, sabato 11 novembre, si appresta a diventare, quindi, capitale italiana dell’innovazione, ospitando, al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia un centinaio di giovani provenienti da diverse parti del nostro paese.

L’ evento non sarà impostato come una lezione frontale, ma come una vera e propria piazza nella quale avverrà un momento di scambio di proposte, esperienze e idee.

La piazza, inoltre, vedrà la presenza di uno speaker’s corner dal quale saranno lanciate, nel corso dell’iniziativa, ben sei messaggi contenenti proposte o idee innovative.

Per partecipare ad innòva, evento completamente gratuito, basta visitare il sito www.innovatalk.it, leggere tutte le informazioni che sono in costante aggiornamento e registrarsi ai tavoli tematici.

(Comunicato stampa di Luca Murrone)


martedì 7 novembre 2017

I prossimi mesi nel Partito Democratico

I mesi che ci attendono sono i più difficili di un percorso politico: la ricerca e la formazione del consenso in vista delle prossime elezioni politiche. Il racconto di quanto fatto di positivo dai nostri rappresentanti in questi anni, e il tentativo di renderlo fruibile a tutti, anche ai più critici. 
E' giunto quindi il momento di ritrovare e rinforzare il senso del nostro impegno nel Partito Democratico, in un progetto comune che vuole dare al nostro Paese la speranza del futuro e lavorare concretamente per uscire dalla crisi.
Non credo ci sia bisogno in questa fase di linguaggi violenti e di semplificazioni - che peraltro ho sempre ritenuto estranei al linguaggio che è proprio di una democrazia - ma è necessario contribuire a rendere il Partito Democratico il miglior interprete dei bisogni reali dei cittadini, ed è necessario farlo insieme in modo plurale ed unitario, mettendo da parte le divisioni interne e i rancori personali che purtroppo ancora oggi segnano il nostro percorso dentro e fuori dai circoli. 
Il nostro segretario Matteo Renzi ha iniziato in questi anni un percorso che forse non è eccessivo definire rivoluzionario, che rimette al centro la bellezza, la cultura e l’Europa. Che porta avanti una Politica che guarda a come vorremmo l’Italia per la prossima generazione e poi operativamente vuole trasformare questo sogno in un progetto concreto: il progetto di un’Italia giusta, meritocratica, che sappia rimettere il bene comune davanti all’individuo includendo tutti, e che contribuisca con la sua funzione pedagogica a superare il trentennio in cui si è investito più sul soddisfacimento di bisogni individuali e sulla cultura dell’apparenza.
Personalmente sono orgogliosa di far parte di un partito che, come l’equipaggio di una nave, cerca una rotta pur sapendo che l’obiettivo è lontano, e si ricompatta nei momenti di tempesta per rimanere a galla e per trovare la posizione giusta delle vele. Sono sicura che insieme possiamo farcela e possiamo essere una squadra vincente, valida, affiatata. Come vorrei l'Italia fra 10 o 20 anni? la vorrei democratica, inclusiva, meritocratica e proiettata al futuro, sempre con la cultura al centro e l'Europa come grande casa comune e sono certa che il Partito Democratico abbia gli strumenti necessari per guidare i cittadini verso una comprensione della complessità della situazione economica in cui siamo ed includerli nei processi decisionali rendendoli parte attiva del cambiamento.
Per questo, oggi come domani, avanti insieme con Matteo Renzi segretario! 

Intervento in aula di Roberto Rampi sul codice dello spettacolo

Qui il video 


Quello che oggi andiamo ad affrontare è un tema veramente importante, lo dimostra anche il numero significativo di disegni di legge che sono abbinati al provvedimento in esame, a dimostrazione che le diverse forze politiche e diversi colleghi parlamentari hanno voluto su questo provare a legiferare in materia. È da un certo numero di legislature che si cerca di arrivare ad una conclusione, che noi vediamo oggi finalmente prossima. Noi crediamo che questo disegno di legge, così come è stato elaborato dal Senato, così come abbiamo avuto modo di contribuire a svilupparlo lavorando con i colleghi del Senato, davvero contenga quello che serve al mondo dello spettacolo. Vorrei veramente che, attraverso le mie parole, da quelle porte potessero entrare in quest'Aula le donne e gli uomini che tutti i giorni lavorano nel settore dello spettacolo.
I viaggiatori della luna, una delle immagini più belle che ho imparato in questo lungo percorso di quasi due anni di confronto con queste persone, quelli che, tutte le settimane, tutti i giorni, tutti i fine settimana, nelle feste di paese, nelle nostre piazze, fanno sorridere una bambina o un bambino. Penso ai commedianti, a quelli che sul palco ci tendono la mano e ci trasportano con una parola in una foresta o in un oceano, senza bisogno nemmeno di un effetto speciale. Penso a tutti quei musicisti che, con la loro arte, accompagnano la nostra vita e, facendoci incrociare una canzone, sono in grado di cambiarci l'umore della giornata. Ai danzatori. Ecco, una democrazia ha bisogno di questo, ha bisogno di loro e ha bisogno di tutti quelli che stanno dietro a loro; ha bisogno dei tecnici delle luci, ha bisogno dei tecnici del suono, dei grafici che raccontano queste storie, di chi organizza le date, di chi le promuove, di chi le vende, dei luoghi dove realizzare lo spettacolo. Perché - e questo è il nodo dell'articolo 1 di questo provvedimento - la Repubblica dovrebbe riconoscere chi lavora in questo settore? Perché noi sappiamo che la democrazia è nata con il teatro, la democrazia vive con la cultura diffusa, la democrazia si sviluppa se ci sono i luoghi dello stare insieme e i luoghi dove si vivono delle emozioni condivise, non solitarie, non solipsistiche, ma condivise, dove nello stesso momento si vive la stessa emozione; questa è la prima base di un'aggregazione, che poi diventa democrazia, in tante forme, si trasforma nel corso del tempio, prende strade differenti. La cultura è il sale di una democrazia.
Per questo il Parlamento italiano, oggi, innanzitutto riconosce - tra l'altro, con un impegno che abbiamo preso, colleghi, in quest'Aula, tanto tempo fa, quando abbiamo votato una mozione e abbiamo provato a ipotizzare di fare finalmente un intervento - a queste persone che svolgono questo lavoro il fatto di essere, al tempo stesso, persone che, lavorando, provano ad ottenere il loro reddito e anche un guadagno. Perché sottolineo questa cosa? Perché per tanto tempo questo è stato un tabù, come se operare nella cultura dovesse essere necessariamente separato dalla dimensione economica, come se le due cose non dovessero mai incrociarsi, come se la cultura fosse un che di angelico che, quando incontra il denaro, perde la sua dimensione spirituale e qualificante. E invece non è così, anzi, la dimensione economica - il mercato dello spettacolo, la possibilità di far tornare i conti, di guadagnarci, di vivere dignitosamente - è una dimensione rilevante e oggi è una strategia di politica economica e di politica di sviluppo di questo Paese. Noi pensiamo, con questo disegno di legge, di sostenere un pezzo dell'economia del Paese e un pezzo delle attività industriali e produttive di questo Paese che sono collegate all'industria dello spettacolo. Però, come dicevo, quest'industria non produce solo economia, la produce ed è importante; non produce solo lavoro, e anche quello è importante. Questa industria produce - guardate, è un termine non mio, ma che in uno dei tanti incontri è emerso - felicità, è l'industria della felicità, cioè produce, appunto, quelle emozioni condivise e prova a creare le condizioni per stare bene, per vivere meglio, per avere degli effetti positivi nella vita delle persone di ogni giorno. Qualcuno ha studiato - io sono convinto di questo - come ci sia anche un elemento collegato alla salute, e in questo tempo in cui siamo diventati così bravi a curare le malattie del corpo, ma in cui emergono sempre con più forza le malattie dell'anima, una delle cure fondamentali delle malattie dell'anima è esattamente la cultura e in particolare lo spettacolo, che produce qualche cosa di unico ogni volta, di unico e irripetibile. Pensate quanto abbiamo bisogno, in questo tempo in cui tutto rimbalza e in cui tutto si ripete, di qualche cosa di unico e di irripetibile: questo è lo spettacolo dal vivo.
Ed è questa la ragione per cui, nell'articolato di legge noi ci organizziamo per dare sostegno a questo settore e, quindi, pensiamo, ad esempio, con le deleghe al Governo, di rivedere tutto l'articolato normativo per la prima volta, perché questo è un settore che subisce il fatto di essere normato in modo indiretto e, quindi, in alcuni campi, di avere la normativa che riguarda il trasporto, come se trasportare i pomodori e trasportare il palco per uno spettacolo fossero la stessa cosa, oppure subisce le normative dell'edilizia, perché montare un palco è considerato nient'altro che un cantiere, ma noi sappiamo che non è così, oppure subisce - e questo è molto importante - il testo unico di pubblica sicurezza, cioè delle normative ancora valide e create durante un regime per evitare che lo spettacolo diventasse il luogo per l'incontro e, quindi, per l'adunanza sediziosa. Guardate, non è un caso che durante un regime, cioè nel momento in cui viene sospesa la democrazia, si sia intervenuti  esattamente sullo spettacolo per mettere nel controllo delle forze di pubblica sicurezza la possibilità o meno delle persone di riunirsi e di incontrarsi, perché, è chiaro, questo fa capire che è l'essenza della democrazia. Noi pensiamo che oggi tutto questo vada superato e che questo settore possa avere, come previsto dalle deleghe al Governo, una sua legislazione ordinata, dedicata, che tenga veramente presente qual è la sua realtà; tra l'altro, producendo un aggiornamento di legge che, nella migliore delle ipotesi, riguarda quarant'anni e, nella peggiore, ne riguarda addirittura ottanta, quindi la possibilità di parlare del contemporaneo e di dare a queste persone quella semplificazione normativa, quel sostegno normativo, che permetta di fare il loro lavoro in maniera semplice, senza che lo Stato sia qualche cosa che complica loro la vita, ma, anzi, diventando qualcuno che tende loro una mano; e da qui, tutte le norme di semplificazione previste nel provvedimento. Ma c'è poi - ne citerò solo qualcuna - una delle deleghe che io ritengo particolarmente fondamentali, che è quella che riguarda i lavoratori di questo settore e che dice in maniera molto chiara, delegando al Governo l'attuazione di questo principio, che questi lavoratori hanno una specificità nella loro attività, che sta nella discontinuità del loro lavoro, perché è evidente che, non solo un musicista - noi pensiamo sempre a chi sta sopra il palcoscenico, a chi sta sotto i riflettori, ma io vorrei ricordare anche tutti quelli che stanno dietro -, ma tutti svolgono la loro attività non solo nel momento finale realizzativo, quello che vediamo tutti, ma svolgono un'attività importante in tutta la fase di preparazione; anzi, i professionisti dello spettacolo, la qualità dello spettacolo è data esattamente da quel lavoro oscuro dietro le quinte, che, però, è tutto il lavoro di preparazione. Noi riteniamo che questo lavoro vada riconosciuto ai fini pensionistici, che vada riconosciuto sostenendo i periodi di non lavoro, i periodi di non attività. Riteniamo che questo sia possibile perché, in realtà, questo settore oggi contribuisce in maniera significativa alla tenuta del sistema pensionistico così come occorre intervenire sulle normative di sicurezza sul lavoro, dove esistono delle disomogeneità importanti, ad esempio, tra i lavoratori autonomi e quelli subordinati; disomogeneità che vanno sicuramente superate, e questo disegno di legge ci permette di farlo. Seconda cosa che citerò velocemente: il tema della relazione con la scuola. Noi introduciamo con una norma, quella del 3 per cento del FUS dedicato a questo, un principio che avevamo già introdotto nella legge n. 107 - quindi i due provvedimenti si incrociano - che dice però qualcosa di fondamentale: mettendo a disposizione delle risorse concrete, finalmente diciamo che l'arte non è una perdita di tempo nella scuola, che l'obiettivo della scuola non è solo quello di trasferire delle conoscenze. Vorrei citare qui Luigi Berlinguer, che su questo ha fatto una battaglia nella sua giovanissima età e continua a farla, una battaglia straordinaria per ribadire questo principio: l'arte nella scuola è un elemento fondamentale e, mentre la cultura razionale è quella che produce l'obbedienza, l'omogeneità e l'omologazione, l'arte favorisce la differenza, produce il pensiero critico, quindi diventa un elemento davvero fondamentale per la democrazia, per l'emancipazione di ognuno, e anche un elemento che permette ai ragazzi, nelle loro differenze, come arrivano nella nostra scuola, di emergere dove meglio sono capaci, dove il loro talento si applica meglio. Questo è un elemento fondamentale che è contenuto nella legge, tra l'altro è una miglioria importante portata dal Senato. Naturalmente, se vogliamo sostenere tutto questo, è necessario anche un aumento delle risorse, e qui è previsto un aumento delle risorse del FUS. Per tanti anni questo settore è stato oggetto di tagli, perché si riteneva che fosse un settore improduttivo, uno spreco, ma per tanto tempo, anche in una cultura diffusa in tutte le parti politiche, è stato considerato un settore sovrastrutturale: l'economia è ciò che è importante e la cultura è qualche cosa di sovrastrutturale. Noi non la pensiamo così, e con questo provvedimento diciamo che non è più così: diciamo che la cultura è un elemento fondamentale su cui è necessario investire. Certo, il cammino è lungo. Noi abbiamo trovato un baratro, abbiamo trovato dei tagli che avevano prodotto - l'ho detto in un'altra occasione - qualche cosa di simile al Gran Canyon, scavato non dal Colorado ma da chi ha governato precedentemente questo Paese, e stiamo invertendo la rotta rimettendo risorse, ma soprattutto stiamo facendo passare un principio che è fondamentale dal punto di vista culturale, cioè l'importanza di questo settore e l'idea - voglio usare una parola precisa - che questo settore è un investimento. Che cos'è un investimento? Un investimento in economia è quel concetto secondo cui, quando metti una risorsa, quella risorsa non solo ti ritorna ma tendenzialmente ti ritorna aumentata. Questo, nel settore dello spettacolo, è vero da un punto di vista economico, è vero anche da un punto di vista economico, ma soprattutto è vero perché davvero ogni euro investito in cultura produce sicurezza, produce democrazia, produce arricchimento delle persone, produce arricchimento dei cervelli. E su cosa deve investire un Paese, se non sul cervello dei suoi cittadini? In particolare, il nostro Paese, l'Italia, che davvero è una superpotenza culturale, che ha vissuto negli anni - questa è un'altra cosa che ritengo fondamentale sottolineare - il peso del proprio straordinario patrimonio culturale per cui per tanto tempo c'è stato un disequilibrio tra il patrimonio culturale e le attività culturali, perché il patrimonio, richiamando così tanta attenzione su di sé proprio per la sua assoluta straordinarietà, sottraeva però attenzione e risorse alle attività culturali; ma le due cose vanno insieme. Tutto è stato davvero, a suo tempo, contemporaneo, ed è davvero fondamentale che anche il nostro patrimonio viva attraverso lo spettacolo e che attraverso lo spettacolo si realizzi quella cultura che è la cultura del nostro tempo.
Se noi vogliamo essere - come siamo - quella superpotenza culturale che siamo nel mondo, se vogliamo produrre quella diplomazia della cultura che ci ha portato negli anni a scommettere sul tema dei Caschi blu della cultura, ad essere quelli che producono relazioni con gli altri Paesi e con le culture differenti proprio attraverso la fascinazione e il rispetto che la nostra cultura produce. Pensate che cos'è oggi un universo di Paese come la Cina, e guardate come la Cina guarda all'opera italiana, alla musica italiana, cioè con rispetto, perché, proveniente da una cultura millenaria, riconosce a noi una dignità culturale altrettanto rilevante. Siamo uno dei pochi Paesi che ha questa possibilità, siamo uno dei pochi Paesi che può confrontare il proprio teatro con la straordinaria tradizione del teatro indiano o la propria cultura della danza con le danze dei Paesi del mondo che di questo fanno uno degli elementi centrali. Noi siamo questo, quindi investire vuol dire davvero mettere risorse, come facciamo con l'aumento del FUS, ma come facciamo con gli sgravi fiscali, come facciamo con la scelta fondamentale di applicare anche a questo settore il concetto dell'art bonus, che non è solo - lo è rilevantemente - risorse concrete (65 per cento di sgravio fiscale), ma è la possibilità reale di dire: se tu investi in cultura stai già sostanzialmente pagando un pezzo delle tasse, perché ogni investimento in cultura è un investimento che fa bene al Paese, quindi il 65 per cento di quello che investi in cultura io te lo sgravio perché ti riconosco che hai già contribuito alla leva fiscale con la tua azione.
Io credo che tutti questi elementi e tanti altri che sono contenuti nel provvedimento fanno sì che questa norma possa essere davvero, come è stato in parte al Senato, una norma ampiamente condivisa, naturalmente condividendola nelle forme più diverse. Molti diranno - ho avuto modo di vedere le proposte emendative - gli elementi che si potevano migliorare, che provo a riassumere così. Sono migliorie di tre tipi, e alcune di esse vanno a specificare gli indirizzi che noi diamo al Governo. Nella gran parte di queste specifiche, devo dire sono assolutamente d'accordo, credo che si possa specificare, credo che vadano nella stessa direzione. Ho suggerito ai colleghi, proprio perché la legislatura si avvia alla conclusione, proprio perché in tante legislature si è tentati di arrivare a questo traguardo ma non lo si è mai tagliato, di contribuire al taglio di questo traguardo e di trasformare quegli emendamenti in ordini del giorno, che hanno un valore in una legge che contiene delle deleghe, perché specificano ulteriormente degli indirizzi, peraltro molto ben contenuti in questa legge. Naturalmente esiste qualche proposta emendativa che propone giustamente anche degli aumenti di risorse, e figurarsi se noi non saremmo favorevoli, ma riteniamo di essere arrivati ad un traguardo importante con quello che abbiamo fatto. Abbiamo combattuto anche al Senato, naturalmente, è sempre un braccio di ferro per provare ad aumentare alcune risorse, per introdurre sgravi ulteriori, crediamo di aver raggiunto un punto di mediazione, un punto di caduta particolarmente rilevante. A me ha colpito che tutte le proposte emendative, però, riconoscano il tracciato di questa legge, l'importanza fondamentale che questa legge rappresenta, allora dico: diamo a questo settore la possibilità di ripartire, non dal 1965, non dal 1985, ma dal 2017, andando a dare concretamente, da dopodomani, quegli sgravi fiscali, quell'art bonus, quell'aumento del Fondo unico dello spettacolo, andando a dare quelle deleghe che permetteranno il riordino normativo, la semplificazione e una maggior tutela della professionalità dei lavoratori di questo settore, e andando ad attuare poi insieme queste deleghe; e chissà, qualunque sia la maggioranza della prossima legislatura, qualunque sia il Governo, anche eventualmente intervenendo su questa legge con ulteriori elementi. Ma finalmente - finalmente! - possiamo dire a questo settore: guardate che il Parlamento italiano, la politica, non è indifferente al lavoro che voi fate, si è accorta dell'importanza del settore che voi rappresentate e vi produce una normativa contemporanea rispetto ai tempi. Concludo, Presidente, dicendo che il testo di questa legge l'hanno scritto i senatori, l'ha scritto la Commissione cultura del Senato; hanno contribuito a scriverla molti di noi, interloquendo con quei colleghi, ma l'hanno scritto concretamente migliaia di persone che davvero, in alcune centinaia di incontri in tutto il Paese, nel territorio, nelle notti passate a discutere, hanno dato la loro opinione. Questo elemento di metodo, questo elemento di confronto è un elemento importante: questa è una legge che non partorisce dall'idea o dal sogno di qualcuno ma dal lavoro comune di un intero settore. Questo è particolarmente rilevante, perché finalmente davvero la fotografia che è contenuta in questa legge corrisponde alla realtà fuori da quest'Aula; cioè la ricostruzione di una relazione positiva tra quello che succede qui dentro e quello che succede fuori nel Paese è uno degli elementi fondamentali. Per queste ragioni, chiedo ai colleghi, propongo ai colleghi di fare un lavoro ordinato nella discussione di oggi, nel voto dei prossimi giorni, ma di provare tutti insieme a superare questo traguardo e a dare a queste donne e a questi uomini che davvero lavorano, come hanno detto loro, per la nostra felicità, gli strumenti di farlo in maniera adeguata e forte.

venerdì 3 novembre 2017

la politica come progetto e costruzione di futuro

Credo che in questi ultimi mesi prima del voto sia più che mai necessario abbandonare le divergenze interne e le diatribe sui cavilli per dedicare l'entusiasmo e la passione politica a realizzare concretamente un progetto di miglioramento del Paese e di rinnovamento di Regione Lombardia. 
Lo scorso weekend ho avuto modo di partecipare alla conferenza programmatica di Napoli e di incontrare persone che, da ogni parte d'Italia, hanno scelto di mettere il proprio tempo, le proprie energie e le proprie competenze al servizio di un progetto e di un futuro da costruire insieme provando a confrontarsi sui temi chiave dell'oggi: dalla cultura al lavoro, dall'Europa alla legalità, sono emersi tanti strumenti di analisi della società e della situazione attuale e tanti spunti di riflessione. Piccoli mattoncini su cui progettare tante nuovi percorsi possibili. Qualcuno si realizzerà, qualcuno no, altri saranno idee che non muoiono mai e che ritroveremo altrove, ma credo che i rapporti umani e le relazioni siano quanto di più prezioso la politica possa darci. Ecco quella passione e quell'energia credo che ora più che mai vadano unite, raccolte, spese bene.