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mercoledì 18 luglio 2018

La lettura come mezzo di crescita per i detenuti

La lettura è fondamentale in ogni fase della vita per mantenere attiva la capacità critica e per sviluppare costantemente nuovi strumenti culturali.
In seguito alla visita al carcere di Lecco del 23 giugno, il senatore Roberto Rampi ha rilevato la mancanza, nella biblioteca del carcere, di libri in lingua originale per i detenuti stranieri. Stamattina ha pertanto consegnato al carcere un plico di libri: "Le lettura è un'abitudine positiva che ha un alto valore formativo e culturale e pertanto va favorita anche durante il periodo di detenzione. - sostiene Rampi - Due ragazzi di origine nigeriana durante la visita hanno espresso desiderio di ricevere anche una copia della Bibbia in inglese, che abbiamo consegnato insieme agli altri libri".
La direttrice della casa circondariale ringrazia per il gradito pensiero.

martedì 10 luglio 2018

Audizione del ministro della cultura Bonisoli di fronte alle commissioni Cultura di Camera e Senato (AgCult)

Bonisoli, commenta la deputata dem Anna Ascani, “ha esordito con una mezza verità, ovvero la contentezza di non avere più il turismo, cosa smentita dai fatti perché più di metà del suo intervento è stato incentrato sulla promozione del patrimonio culturale italiano ovviamente legata al turismo. Sarà quindi molto complicato gestire tutto questo con una delega ad un altro ministero e ad un altro ministro. Secondo dato negativo è che manca il foglio del ‘come’: ci sono tante dichiarazioni di intenti, alcune apprezzabili altre difficili da capire, ma manca comunque la sostanza. Positiva è la volontà di aumentare le risorse, e noi quando sentiamo di più risorse per la cultura ovviamente siamo felicissimi. Non vediamo l’ora di capire come saranno spese. Stesso discorso per le assunzioni, ovviamente c’è bisogno di personale”. Tra i temi non toccati anche i decreti attuativi sullo spettacolo e la Convenzione di Faro e qui, spiega la Ascani, “ci dovrà spiegare come convincerà la Farnesina a metterla tra le sue priorità”.
Rispetto al contratti di governo, ha aggiunto Flavia Piccoli Nardelli, “abbiamo avuto elementi su come intende muoversi. Ci sono alcuni temi che non ha trattato e che sono stati particolarmente felici nella passata legislatura, come l’art bonus e quei provvedimenti che vanno a toccare il turismo culturale, quindi l’Anno dei borghi, i cammini, le capitali italiane della cultura. Questo è stato completamente cancellato”.

Una mano tesa arriva dal senatore Pd Roberto Rampi che tuttavia non può fare a meno di notare nella relazione del ministro “una discontinuità rispetto all’opposizione nella passata legislatura e una continuità con il ministero Franceschini. Noi – ha aggiunto – saremo disposti a dare una mano nella battaglia che, immagino, non sarà semplice sulla legge di Bilancio. se si vogliono mantenere le risorse che noi abbiamo aumentato ed aumentarle ancora bisognerà combattere. E noi per la cultura combattiamo volentieri”.

mercoledì 4 aprile 2018

Diritto d'autore: quale futuro?

Il prossimo 23 aprile si celebra la 22^ edizione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, l’obiettivo di questa Giornata, nata nel 1996 e patrocinata dall’UNESCO (28 C/Resolution 3.18 del 15 novembre 1995), è quello di valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell’umanità.

A.I.D.A. - Associazione Intermediari del Diritto d’Autore - promotrice lo scorso anno, insieme all’UNESCO Giovani, di questa giornata nella splendida location nel teatrino di corte della  Villa Reale di Monza, rinnova per il 2018 il suo impegno in quelle che sono state le promesse della scorsa edizione: promuovere i nuovi creativi e i promotori di cultura, nonché proseguire il programma di sensibilizzazione a partire dalle scuole, dove nascono i futuri autori e fruitori del Diritto d’Autore; perché l’educazione civica e il rispetto della legalità, così come la tutela di ogni forma d’arte è e deve essere un diritto imprescindibile e l’unico antidoto al contrasto di disinformazione e malcostume sul tema.

570 anni fa, con l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, nasceva il diritto d’autore, oggi, dopo aver attraversato oltre 5 secoli di innovazione tecnologica siamo nell'era digitale, in cui è meravigliosamente semplice la divulgazione dell’arte, intesa in ogni sua forma, ma proprio per questo altrettanto terribile e pericolosa la violazione del Diritto d’Autore. Per questo è fondamentale lavorare insieme per la sua difesa a partire da sensibilizzazione e informazione costante.

Il presente e, molto probabilmente il futuro, è segnato dall'entrata in vigore del D.L. 148 del 16/10/2017 che ha modificato la precedente legge sul diritto d’autore, ovvero ha recepito la Direttiva Europea 2014/26 sulla liberalizzazione del diritto d’autore, aprendo le porte – in maniera controversa - a nuove Società di Collecting, senza scopo di lucro o governate direttamente dagli aventi diritto.
Se con questa Direttiva si cerca un’ipotetica strategia europea della cultura nell'era digitale, è altrettanto vero che non si può e non si deve prescindere dal ruolo dell’intermediario, pertanto è indispensabile che abbiano tutti chiaro che cosa sia il Diritto d’Autore, quanto lavoro c’è dietro un’opera e perché è importante difenderlo!

A.I.D.A., nasce proprio in difesa del Diritto d’Autore, e si assume tutti i giorni l’impegno di tutelare gli autori e gli editori ma anche la categoria degli intermediari stessi, perché senza la figura di un intermediario qualificato non ci sarebbe professionalità nella delicata opera di raccolta e di difesa della creatività che non può essere demandata a strategie di un mercato che difatti non è un mercato, basti pensare che proprio l’UNESCO ha dedicato a questo Diritto una Giornata di celebrazione, cosa che non sarebbe possibile per il mercato della telefonia, del gas, delle assicurazioni, etc.

INTERVERRANNO:
il Presidente della Associazione Intermediari del Diritto d'Autore dott. LUCA CERRATO
il Relatore dott. Giulio Meduri, membro AIDA esperto in Diritto d'Autore
il Senatore Roberto Rampi già membro della Commissione Cultura della Camera, fra gli estensori del D.L. 148 del 16/10/2017
Pierpaolo D'Emilio Compositore, Produttore, Editore, CEO di Groove It e Presidente del Comitato Italiano per la Difesa del Diritto d'Autore e Connessi già Produttore Esecutivo Warner Music
I componenti della band The Rock Alchemist
Antonetta Carrabs Presidente Casa della Poesia Monza
Ettore Radice Presidente Mnemosine Monza

QUANDO:
Domenica 22/04/2018 ore 15:45.

DOVE:
MONZA, Centro Storico, SALA MADDALENA, via Santa Maddalena, 7. Parcheggio a 100mt PIAZZA TRENTO E TRIESTE. 200mt dalla Stazione di Monza.

venerdì 29 dicembre 2017

Bellezza: recuperiamo i luoghi culturali dimenticati

Il Governo Renzi aveva stanziato 150 milioni di euro per recuperare i luoghi culturali dimenticati d’Italia nel progetto: "Bellezza: recuperiamo i luoghi culturali dimenticati".
I cittadini hanno avanzato le loro proposte e idee consegnando al governo più di 8000 email, a distanza di una anno e mezzo e dopo un lungo lavoro di analisi e approfondimento la Commissione istituita dal Governo ha stabilito a quali progetti assegnare le risorse.
Qui la mappa con tutti i 273 progetti finanziati.
Nella mia provincia di Monza e Brianza sono stati finanziati tre progetti:
1) Il restauro di palazzo Rezzonico a Barlassina, per un totale di 350.000 €
2) Il restauro dell'antico organo e antiquarium di Ronco Briantino, per un totale di 160.000 €
3) La ristrutturazione dell'oratorio di Mocchirolo a Lentate sul Seveso, per un totale di 25.742 €
Soddisfatto l'on. Roberto Rampi, in Commissione Cultura alla Camera: "In questi anni è cambiato il paradigma. Si è tornato ad investire in cultura e a riconoscerne il valore. Questo progetto nasce proprio per sostenere qui progetti di bellezza anche piccoli più sentiti dai cittadini. Perché la bellezza è un valore popolare". 



giovedì 9 novembre 2017

Festival Innova di Reggio Emilia: terza edizione sabato 11 novembre 2017

Sabato 11 novembre al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia si terrà la terza edizione di Innòva.

Nella cornice del Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia avrà luogo, sabato 11 novembre la terza edizione di Innòva, l’evento promosso dalla Fondazione Ora di Reggio Emilia, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, la Provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia Romagna, Associazione Studentesca Unilife, Agenzia Nazionale per i Giovani, Impact Hub Reggio Emilia e PA Social, che tratta il tema dell’innovazione sotto tutti gli aspetti socio culturali.

Per quest’iniziativa si è scelto di porre al centro del confronto il tema dell’educazione, intesa come capacità di attraversare le trasformazioni radicali del nostro tempo.
Educazione nella scuola, alla cittadinanza, nello sport, nel lavoro e, appunto, nell’innovazione.

Il filo conduttore dell’intera edizione di Innòva, sarà, quindi, una prospettiva formativa nella direzione di sviluppare competenze innovative.

Europa, Cittadinanza Digitale, Comunicare, Cittadinanza, Millenials, Tecnopoli, Lavoro, Benessere, Smart City, Scuola, Cultura e Turismo, Classe Dirigente.

Saranno questi i dodici i tavoli tematici che si alterneranno nel corso dell’intera giornata, divisi, appunto, tra la mattina e il pomeriggio e intervallati dalla presenza di talk di diversi giovani protagonisti che presenteranno al pubblico la loro proposta e/o idea innovativa.

Si confronteranno con i giovani innovatori, diversi esponenti pubblici, accademici e onorevoli e amministratori appartenenti a diverse correnti politiche.

 Hanno confermato, con grande entusiasmo, la partecipazione ai tavoli tematici di innòva ben nove deputati tra i quali l’Onorevole Deputata del Partito Democratico Vanna Iori, sempre presente alle iniziative di Innòva, oltre che Andrea De Maria, responsabile PD formazione, Francesca Bonomo, Micaela Campana, Ernesto Carbone, Antonella Incerti, Damiano Zoffoli, Roberto Rampi, Marilena Fabbri.

Saranno presenti inoltre, il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia Romagna Andrea Rossi e l’assessore regionale dell’Emilia Romagna con delega al Bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità, Emma Petitti.

La novità di quest’anno, rispetto alle scorse edizioni, è la totale assenza di palcoscenico che rappresenta una scelta nettamente voluta. Alessio Pecoraro, principale promotore di Innòva e co- presidente della Fondazione Ora! fa sapere che: “abbiamo scelto una location senza barriere, allargando, così l’orizzonte del confronto”.

L’evento Innòva è stato presentato, mercoledì 8 novembre nella sala stampa della Cameradei Deputati alla presenza degli onorevoli Vanna Iori, Andrea De Maria, Roberto Rampi, Marilena Fabbri, oltre al co-presidente della Fondazione Ora Alessio Pecoraro.

“Spero che quest’iniziativa sia una bella esperienza per tanti giovani per confrontarsi.  La città di Reggio Emilia, in virtù della sua storia passata e presente sempre all'insegna dell'innovazione, si è qualificata non solo per gestire il cambiamento ma anche per generare il nuovo, nel mondo educativo come in quello tecnologico e produttivo.” Ha dichiarato l’Onorevole Deputata Iori.

Alessio Pecoraro ha affermato, inoltre, che: “continuare a lavoro sulla città di Reggio Emilia non è per niente una scelta banale perché l’amministrazione di Luca Vecchi sta puntando molto su innovazione e protagonismo giovanile”.

L’intera iniziativa sarà dedicata alla memoria di una cara amica e protagonista delle scorse edizioni di innòva Vanda Giampaoli, venuta a mancare prematuramente nella giornata del 7 novembre.

La città di Reggio Emilia, sabato 11 novembre, si appresta a diventare, quindi, capitale italiana dell’innovazione, ospitando, al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia un centinaio di giovani provenienti da diverse parti del nostro paese.

L’ evento non sarà impostato come una lezione frontale, ma come una vera e propria piazza nella quale avverrà un momento di scambio di proposte, esperienze e idee.

La piazza, inoltre, vedrà la presenza di uno speaker’s corner dal quale saranno lanciate, nel corso dell’iniziativa, ben sei messaggi contenenti proposte o idee innovative.

Per partecipare ad innòva, evento completamente gratuito, basta visitare il sito www.innovatalk.it, leggere tutte le informazioni che sono in costante aggiornamento e registrarsi ai tavoli tematici.

(Comunicato stampa di Luca Murrone)


mercoledì 21 giugno 2017

Proposta di legge C. 2950 su imprese culturali e creative: a che punto siamo?


Venerdì 23 Giugno alle ore 15 ad ArtLab 17 Milano ci sarà un incontro in cui verrà presentato un aggiornamento sulla proposta di legge sulle imprese culturali e sullo stato di avanzamento del suo iter parlamentare, in coerenza con il percorso intrapreso lo scorso anno con l’audizione della Commissione Cultura a Mantova. Interviene l'onorevole Roberto Rampi, membro della VII Commissione Cultura alla Camera dei deputati. 

giovedì 30 marzo 2017

Con il Partito Democratico la cultura riparte


È innegabile che in questi anni di lavoro del Governo Renzi e del Parlamento vi sia stata un’inversione di rotta in ambito culturale. Dopo anni bui, in cui la cultura era considerata la cenerentola degli investimenti – quando non un costo vero e proprio – finalmente si è tornati ad investire: Art Bonus, bonus 18app, il cinema del mercoledì a 2 €, i musei statali gratuiti la prima domenica del mese, le assunzioni al Mibact. Tutti provvedimenti che tracciano un percorso di medio-lungo periodo che guarda alla cultura come motore del Paese, come base della democrazia.

Mozione Renzi-Martina: la cultura al centro

Nella mozione congressuale a sostegno di Matteo Renzi ho ritrovato l’intenzione chiara e viva di continuare su questa strada: una strada che guarda al futuro dell’Italia come un futuro in cui i beni, ma anche le attività culturali, sono al centro dello sviluppo sociale ed economico. Un futuro aperto al turismo e all’incontro con l’altro, all’identità che è prima di tutto cambiamento, mettersi in gioco. Ho ritrovato un’idea di cultura come strumento di crescita personale, come mezzo per trovare nuove soluzioni ai problemi, perché sempre più cittadini sviluppino la capacità di pensare in modo nuovo e sappiano essere interpreti attivi del cambiamento.

Contro la povertà educativa

In cammino per la cultura dunque, in un’ottica che certamente deve essere europea: è necessario togliere gli investimenti in cultura e ricerca dalle regole di bilancio, in sinergia con l’Europa, ed è indispensabile che si combatta la povertà educativa di alcune aree d’Italia in particolare attraverso un lavoro comune europeo, volto a far sì che le nuove generazioni crescano sempre più in un’ottica di cittadinanza europea e abbiano nuove opportunità di allargare i propri orizzonti.

Investire in cultura per non lasciare indietro nessuno

Perché – a differenza di quanto sostenuto da tanti che criticano l’operato del Partito Democratico di questi anni – sono convinta che per non lasciare indietro nessuno, in questa delicata fase storica, la strada da percorrere sia proprio questa: investire in cultura, credere nell’Europa, e combattere insieme il populismo. Dare a quanti più cittadini possibile, indipendentemente dalla classe sociale a cui appartengono, gli strumenti culturali per interpretare la complessità, dare loro gli stimoli per sviluppare curiosità e la capacità di cambiare punto di vista, affinché possano compiere scelte più consapevoli e mettere sempre in discussione ciò che altre forze politiche, in modo poco democratico, cercando di trasmettere come verità assolute.

martedì 28 marzo 2017

Workshop: Merate del Futuro, per una città condivisa

Prendersi cura dei Beni Comuni per costruire comunità e liberare energie - sabato 1 aprile a partire dalle 9 c/o sala civica F.lli Cernuschi, viale Lombardia 14 

L’evento, che si svolgerà nell’intera giornata di sabato a partire dalle ore 9 alle ore 16.30 è organizzato dal Circolo PD di Merate con la partecipazione di numerosi relatori, sarà suddiviso in due “tavoli di lavoro” :
1) la mattinata avrà come argomento “Cittadinanza attiva”
2) il pomeriggio “Cultura e territorio volano dell’economia“.

Le motivazioni che hanno indotto il Circolo PD di Merate ad organizzare questo specifico momento di incontro sono da ricercare nel particolare momento storico che stiamo vivendo, in cui la politica sembra aver perso le sue peculiari funzioni, in una società in profonda trasformazione.
Negli ultimi anni, complice anche la crisi internazionale, si parla sempre di più di società “liquida “, in cui alcuni valori e ideali, dati per scontati dalle generazioni nate nel dopoguerra appartenenti alla cosiddetta società “solida”, sono ormai diventati obsoleti ed estranei ai tempi moderni. Quindi crisi delle ideologie e della “vecchia” politica, ovvero quale potrà essere una nuova politica? L’alternativa è l’antipolitica e ciò che ne consegue in termini di populismo e affermazione di estremismi.

Programma:
ore 9.00-9.15 apertura e accoglienza partecipanti
Luciano Ballabio - moderatore del workshop
Enrico Mazzucchelli - segretario del PD Merate
Fausto Crimella - segretario provinciale federazione provinciale PD Lecco
Patrizia Riva - presentazione del workshop

UNA POLITICA PER LA POLIS con on. Gianmario Fragomeli, parlamentare PD
CITTADINANZA ATTIVA COME NUOVA FORMA DI PARTECIPAZIONE POLITICA con Giovanni Moro, presidente di Fondaca e docente di sociologia politica all'Università Gregoriana di Roma
AMMINISTRAZIONE PARTECIPATA: L'ESPERIENZA DEL COMUNE DI SAN DONATO MILANESE con Gianfranco Ginelli assessore del comune di San Donato Milanese
URBANISTICA CONDIVISA NELLA CITTA' DI MILANO con Alessandro Balducci, docente di pianificazione e politiche urbane al Politecnico di Milano
ESPERIENZA POLITICA, PARTECIPAZIONE E CULTURA con Virginio Brivio, sindaco di Lecco

SEGUE DIBATTITO
ore 12.45-14.00 BUFFET

LA BELLEZZA COME OPPORTUNITA' DI CRESCITA SOSTENIBILE DEL TERRITORIO, con on. Veronica Tentori, parlamentare del Partito Democratico
RIGENERAZIONE URBANA E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO: PARADIGMI POSSIBILI con Laura Visigalli, architetto
VISIONE, CULTURA E TURISMO con Simona Piazza assessora alla cultura del Comune di Lecco
CULTURA E TERRITORIO, UN VOLANO PER L'ECONOMIA
con on. Roberto Rampi, parlamentare in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati

SEGUE DIBATTITO CON LA CITTADINANZA, I COMITATI, LE ASSOCIAZIONI CULTURALI E DI VOLONTARIATO

ore 16.30 chiusura con Alessandro Alfieri, segretario regionale del PD Lombardia



L’antidoto all’antipolitica è la politica.
E questo laboratorio di idee, assieme a voi, è una grande soluzione comune!
Vi aspettiamo numerosi e carichi di idee!

Per info:
pdmerate@gmail.com

Evento promosso da:
Circolo PD Merate - www.facebook.com/PDMerate

con la collaborazione di:
Circolo GD Merate - www.facebook.com/GDMerate

mercoledì 1 febbraio 2017

#18app quanto siete soddisfatti?

Un breve questionario sul bonus 18enni: quali sono le difficoltà riscontrate, quali i punti migliorabili sia nella fase di registrazione sia nella fase di utilizzo dei buoni. Per tutti i nati nel 1998 e/o per chi li sta aiutando nella registrazione e nell'utilizzo del bonus #18app https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeZNxcPnh63toaiuVnvZ7uIFXdlArjTT6jnaBUdqOkr33RCeA/viewform?c=0&w=1 


martedì 10 gennaio 2017

Il Nettuno di Bologna: un'opera d'arte incompresa dal software?

Da mesi segnalo decine di account fake ed ogni volta Facebook mi risponde gentilmente ed in tempi rapidi che il profilo non viola gli standard della comunità, poi una giovane scrittrice cerca di sponsorizzare una foto con la statua di Nettuno di Bologna e non gliela accettano perché "esplicitamente sessuale" ... I misteri degli "standard della comunità Facebook". Nello stesso tempo un quesito che si pone: può la macchina, il software, l'automatismo, sostituire il cervello umano? 
la statua di Nettuno così come proposta a Facebook
la notifica ricevuta dalla scrittrice
Questo caso pare dirci di no. L'uomo ha una mente che non "rileva il nudo" come accade con un automatismo di Facebook ma sa discernere l'opera d'arte dal corpo fisico, la persona dalla sua rappresentazione, il sexy dal porno, il nudo artistico dal nudo volgare. La macchina rileva forme, ma non può conoscere il contesto in cui tali forme sono inserite. Il "sessualmente esplicito" è definizione vaga in quanto tende ad oggettivare un elemento come il nudo che viene percepito in modo differente a seconda di chi osserva e non può pertanto essere oggettivo. O almeno non può esserlo in relazione alla possibilità che tale nudo sia "esplicitamente sessuale" nel momento in cui si tratta di un'opera d'arte.  
Non è un tema da poco. E non si applica solo all'arte e alle sponsorizzazioni Facebook: il tema è ben più ampio e porta a chiedersi fin dove la risposta automatica di una chat di assistenza clienti possa sostituire la persona fisica che assiste il cliente, fin dove il robot può compiere gli stessi gesti dell'uomo. Non nei contenuti, ma nella effettiva capacità di calare il gesto nel contesto. Un uomo non considererebbe una statua di un centro storico come elemento che viola gli standard della comunità: non si porrebbe neppure il problema. E' chiaro che trattasi di opera d'arte, di manifestazione di bellezza e pertanto viene protetta e accolta dalla comunità tanto che si trova in una piazza cittadina in bella vista. 
Che vadano ripensate le tecniche di giudizio di Facebook? Spesso anche la segnalazione di video violenti non porta ad una risposta del social network concreta ma solo ad una risposta automatica. Probabilmente il rilevatore di nudo-violenza-fake e la capacità di discernere cosa urta l'animo umano e viene percepito come fastidioso dallo sguardo di chi osserva sono da ricalcolare, o da "umanizzare". 
Dunque il problema è che l'opera d'arte non è compresa dal software o che non dovremmo delegare ad un software la nostra capacità critica di analisi, osservazione, decriptazione delle immagini? 

sabato 24 dicembre 2016

Assassinio a Montecitorio un bel giallo di Roberto Rampi


Un consiglio di lettura per questo periodo di festa: 
Assassinio a Montecitorio di Roberto Rampi, il suo primo racconto giallo uscito a dicembre 2016. A Vimercate lo trovate a Il Gabbiano Libreria, a breve nelle altre librerie della brianza, o potete ordinarlo online sul sito ibs dove trovate una mia recensione. 
Buone feste a tutti voi! 

domenica 18 dicembre 2016

Spazio Teatro Invito: l'auditorium di Via Foscolo rimesso a nuovo per fare spazio alla cultura

Un lungo percorso partecipato ha portato all'inaugurazione dello Spazio Teatro Invito ieri sera a Lecco. Quando l'amministrazione comunale di Lecco ha iniziato ad amministrare la città 6 anni fa, questa sala c'era già: dopo 6 anni si è finalmente trovato un utilizzo coerente con le sue potenzialità, esplicitate nel progetto di Teatro Invito. La sfida è ambiziosa perché lo spazio ha tante caratteristiche diverse da quelle di un classico teatro, come dimensioni, come struttura e come inserimento: è al piano terra di un condominio in un contesto che ha già vissuto un forte cambiamento. 
Il bando del Comune ben spiegava che la sala era un'opportunità ma che aveva anche dei limiti e quindi il progetto doveva in qualche modo essere calibrato e ripensato, un progetto insomma dove contenitore e contenuto sono chiamati ad una continua contestualizzazione.
Teatro Invito, il sindaco di Lecco Virginio Brivio, l'assessora alla cultura Simona Piazza e l'on. Roberto Rampi

Teatro Invito non è nuovo a tutto ciò, perché nei 30 anni di attività - ad esempio con l'Ultima Luna d'estate - la sfida era anche quella di ambientazioni atipiche dove fare i conti con un pubblico diverso ed era anch'essa un pezzo dello spettacolo. Nel progetto di Teatro Invito emerge la funzione pubblica del teatro, con l'ambizione di farlo diventare anche un vero e proprio centro culturale, un luogo vivo di cultura, di incontro, di scambio, un laboratorio dove si può provare e un modo nuovo di coinvolgere la cittadinanza: un teatro inserito in mezzo a dove vivono le persone con il desiderio - condiviso dall'assessora alla cultura del comune Simona Piazza - di far rinascere i luoghi della cultura a Lecco. L'on. Roberto Rampi, in Commissione Cultura alla Camera, presente all'inaugurazione ha sottolineato la dimensione di comunità del nuovo spazio: 
"La cultura è democrazia, è un modo di stare insieme e di fare comunità. In questo stabile ci sono persone che vivono nella loro casa con la loro famiglia e i loro affetti e poi c'è una casa nuova che è una casa di tutti dove ritrovarsi insieme e credo che questo sia un modo di vivere anche il futuro". 
Lo spazio utilizzato non era un luogo della cultura abbandonato: era uno di quelli che vengono definiti "non luoghi" di cui non si conosce bene la destinazione, e per tanto tempo non ne è stato chiaro lo scopo e chi avrebbe potuto occuparsene. 
L'amministrazione comunale sta già lavorando ad un progetto comune con Teatro Invito che possa far vivere, conoscere e valorizzare questa nuova sala. Ci auguriamo che i cittadini lecchesi rispondano positivamente alla novità cogliendone l'opportunità per una programmazione culturale condivisa, una sinergia pubblico-privato per rivitalizzare la città.  
La stagione teatrale 2017 


giovedì 15 dicembre 2016

Il rapporto tra politica e beni culturali oggi nel convegno alla Triennale

Una mattinata ricca di spunti di riflessione e di approfondimento. Dall'assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno al ministro Dario Franceschini, il mondo politico ha voluto incontrare i commercialisti lombardi per discutere con loro di Art Bonus e detrazioni fiscali.
A due anni dall'entrata in vigore, Art Bonus si conferma un'idea innovativa che può ridare slancio agli investimenti culturali in Italia ma necessita di alcuni miglioramenti.
Racconta la passione per i progettti culturali e il restauro Irene Sanesi, presidente dell'opera di Santa Croce e della Commissione Economia della Cultura dell'UNGDCEC e racconta l'esperienza del lavoro svolto sull'Ultima cena del Vasari, a lungo considerato di pressoché impossibile recupero. Il capolavoro è nuovamente patrimonio collettivo visibile presso la basilica di Santa Croce a Firenze grazie al prezioso lavoro svolto da parte dell'Opificio delle Pietre dure di Firenze, a tutti coloro che hanno scelto di investire nel suo restauro e alla collaborazione del ministero. Per questo restauro grazie ad Art Bonus sono stati raccolti 150.000 euro.

E' un mondo che ha oggi più che mai bisogno di competenze specifiche.
Art Bonus sta dando la possibilità da due anni di fare donazioni per la tutela del patrimonio culturale italiano: in due anni è stato introdotto, stabilizzato e reso permanente atraverso l'introduzione di un credito di imposta del 65% per le donazioni in favore della cultura.
Ma come si attiva il dono? 
In questa fase sperimentale, forse non ancora nel modo migliore: i beni culturali vengono considerati ancora poco dei cittadini e molto dello Stato, per cui si passa a Art Bonus solo dopo aver atteso il supporto dello Stato. 
Secondo le ricerche effettuate sui donatori degli ultimi due anni, solo nel 14% dei casi sono interessati alla defiscalizzazione.
D'altro canto, nei primi 10 che hanno ricevuto da Art Bonus ci sono enti che avrebbero ricevuto comunque donazioni perché già molto conosciuti, molto legati al territorio o perché i mecenati erano già legati a quel bene culturale: il Teatro alla Scala di Milano, il Museo Egizio di Torino, l'Arena di Verona e la sua Fondazione, il Teatro Franco Parenti di Milano e poco dietro il Teatro Regio di Parma e il Donizetti a Bergamo.
Piccole realtà cittadine, piccole perle di bellezza in borghi che dovrebbero essere il fiore all'occhiello della nostra Italia sono invece state in parte trascurate dai donatori. Si trattava di beni la cui rilevanza per la comunità era meno sentita o i potenziali donatori non erano stati coinvolti nel modo migliore? 
Dobbiamo cominciare a non considerare più il dono come il bastone della vecchiaia dello Stato: è importante che qualcuno se ne occupi, per favorire la comunicazione tra chi ha bisogno delle risorse e chi può darle. Il dono deve entrare a far parte della prospettiva di comunità. 
Uno dei primi passi da fare in futuro è riuscire a sconfiggere l’idea che donare significa privarsi di qualcosa perché finché passa l’idea che si sta trasferendo ricchezza e non che si sta creando qualcosa, è durissima da spiegare: si tratta piuttosto di una scelta libera e volontaria che darà valore alla comunità aiutando a tutelare e valorizzare i beni culturali che ne sono parte integrante.
Potrà essere un'opportunità sia per il mecenate sia per chi riceve l'erogazione liberale ma solo cambiando l'orizzonte di visione.
Nel corso del convegno, sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta dagli studenti del master del Sole 24 Ore in Economia e Management dell'Arte e dei Beni Culturali sulla suddivisione degli interventi di Art Bonus nelle varie regioni d'Italia.




 


martedì 13 dicembre 2016

Teatro Invito a Lecco: trentesimo compleanno e inaugurazione nuovo spazio

Sabato sarà inaugurata a Lecco la nuova sede di Teatro Invito, in Via Ugo Foscolo nell'auditorium rimesso a nuovo con 290 posti. 

Una carrellata di artisti festeggerà il 30° compleanno della compagnia e l'apertura di Spazio Teatro Invito, proponendo brevi pezzi teatrali, musicali e di danza con:
Maurizio Aliffi | Instant Jazz Collective
Mariasofia Alleva | Pleiadi Art Production/Campsirago Residenza
Stefano Bresciani e Valerio Maffioletti | Teatro Invito
Giusi Vassena e Matteo Binda | Teatro Invito
Marco Continanza | Anfiteatro
Noemi Bresciani | Fragile artists/Fattoria Vittadini
Dario Canossi | I Luf
Luca Radaelli | Teatro Invito
Alessandro Castelli | Instant Jazz Collective

Interverranno il Sindaco di Lecco Virginio Brivio,
l'ass. alla Cultura e alle Politiche giovanili Simona Piazza,
l'ass. ai Lavori Pubblici e al Patrimonio Corrado Valsecchi,
l'On. Roberto Rampi (commissione Cultura Camera dei Deputati).


Nel volantino allegato il programma della stagione teatrale. 



sabato 26 novembre 2016

Il mio ricordo di Cuba


Il mio ricordo di Cuba: 2008, un bellissimo viaggio in solitaria fatto di scoperte, colori vivi, incontri, profumi e sapori nuovi. Il mojito con la menta fresca me lo ricordo ancora. Ho trovato un Paese accogliente, con dei mezzi di trasporto efficienti e persone aperte, solari, vive e con la musica e la salsa nel cuore. In alcune città una povertà dignitosa e mai di elemosina, e una percezione di sicurezza e di voglia delle persone di raccontarsi, di farsi conoscere, di essere compagni di viaggio. 
Un viaggio che è rimasto tra i miei ricordi migliori: a un Paese incantevole, spero che il futuro vi porti solo pace e libertà.


venerdì 16 settembre 2016

18app il sito per i diciottenni #bonuscultura

E' partito il 15 settembre 18app, il bonus di 500 euro da spendere in cultura destinato a tutti i diciottenni residenti nel nostro Paese.
Tutti gli esercenti della cultura, accreditarsi nel sistema attraverso il sito www.18app.it. I diciottenni avranno la possibilità di generare i buoni di spesa dai primi giorni di ottobre nel mentre dovranno iscriversi a SPID, condizione necessaria per accedere a 18app.
Nato dall’idea che per ogni euro investito in sicurezza un euro vada investito in cultura, 18app è il benvenuto nella comunità adulta e, al contempo, è una responsabilità: quella di essere coeredi del più grande patrimonio culturale del mondo.
Chi diventa maggiorenne potrà così, per oltre un anno, spendere 500 euro per visitare un museo, un area archeologica, per vedere un film, una mostra o uno spettacolo teatrale, per ascoltare un concerto, per comprare un libro.
18 app sarà un incentivo per i ragazzi che entrano nell'età adulta a “consumare” beni culturali e costituirà un formidabile e mai sperimentato viatico per accelerare il processo di digitalizzazione del nostro Paese.
- Come funziona
Per accedere al bonus occorre andare su www.18app.it (owww.diciottapp.it) e registrarsi. La webapp sarà collegata a un plafond che si attiverà a partire dal compimento della maggiore età.
I 500 euro potranno essere utilizzati per acquistare le seguenti categorie di prodotti stabilita dal Dpcm di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale:
- Biglietti o abbonamenti per cinema e teatro
- Biglietti per concerti e altri spettacoli dal vivo
- Libri
- Biglietti per accesso a musei, mostre, aree archeologiche, monumenti, gallerie, fiere culturali, parchi naturali


Sia i ragazzi che gli esercenti dovranno registrarsi on line alla piattaforma. I primi dovranno iscriversi a Spid inserendo dati anagrafici, di residenza e un recapito valido (indirizzo email o cellulare), i secondi registrandosi suwww.18app.it tramite le credenziali in loro possesso fornite dall'Agenzia delle Entrate. Nella procedura di registrazione dovranno quindi inserire Partita Iva, denominazione e ambito, bene o servizio offerto, luogo, codice Ateco.​
Per acquistare i beni saranno generati dei buoni che potranno essere spesi, in più occasioni, dai giovani nati nel 1998. Il bonus sarà spendibile fino al 31 dicembre 2017 in modo da non penalizzare chi è nato negli ultimi mesi dell’anno. Gli esercenti potranno registrarsi dal 15 settembre fino al 30 giugno 2017.
La webapp sarà strutturata in modo di operare la scelta per ambito/esercente/bene. Una volta fatta il beneficiario indicherà data e importo totale del buono. Il sistema genererà un buono (legato all'identità del diciottenne) che sarà univoco e potrà essere salvato in formato pdf o in visualizzazione Qr Code o Barcode, anche direttamente dal telefono. A sua volta l’esercente dovrà inserire la propria partita Iva, il codice del buono e un captcha. Una volta eseguita questa operazione il codice del buono verrà verificato dal sistema che allo stesso tempo controllerà se il buono si riferisce all’esercente corrispondente alla partita Iva indicata. Una volta conclusa l’operazione ci sarà la convalida con l’importo scalato dal borsellino del beneficiario.
La fattura verrà inviata, tramite Pec, a una specifica casella del Mibact tramite la piattaforma Sdi. La verifica delle fatture elettroniche degli esercenti sarà compito della Consap in concerto con il Mibact stesso.

mercoledì 18 maggio 2016

“La Musica dal Vivo: possibili scenari” A Roma un convegno promosso da Assomusica

L’incontro si terrà domani giovedì 19 Maggio nella sede dell’Agis.
Sarà presentato il primo rapporto organico del comparto della musica live.
Tra gli ospiti il cantautore e produttore discografico Mario Lavezzi.


“La Musica dal Vivo: possibili scenari!”: è questo il tema dell’interessante incontro promosso da Assomusica – Associazione Italiana Organizzatori e Produttori spettacoli di musica dal vivo – che si terrà il prossimo giovedì 19 Maggio, nel corso del quale saranno analizzati e confrontati gli attuali scenari del comparto della musica live in Italia e nei principali Paesi Europei, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione, che compie quest’anno 20 anni.

“L’esigenza del convegno – afferma Vincenzo Spera, presidente Assomusica – scaturisce dal periodo storico che stiamo vivendo, molto importante dal punto di vista dei mutamenti socio-culturali e dalle incertezze del mercato. Con i rappresentanti di settore in Europa e delle Istituzioni affronteremo e discuteremo delle grandissime potenzialità del live e analizzeremo lo stato del sistema che si muove attorno alla musica dal vivo”. 

L’incontro si terrà dalle ore 14.30 nella sede Agis di Via di Villa Patrizi 10 a Roma.
Dopo i saluti di Carlo Fontana (Presidente Agis), saranno illustrati i risultati della prima ricerca organica sul comparto della musica dal vivo, realizzata in collaborazione con il Cerved.  Interverranno la Dott.ssa Nicla Ferrante - coordinatrice progetti di consulenza di marketing turistico e della cultura - e la Dott.ssa Luisa Sovieni - Area Marketing Solutions - Cerved Group SpA.

Con il presidente Vincenzo Spera, siederanno al tavolo dei relatori: 
Onofrio Cutaia (Direttore Generale Spettacolo del MiBACT); 
Corinne Rigaud (European Commission - Directorate General for Education and Culture - Culture and creativity - Creative Europe programme); 
Sen. Pietro Liuzzi (Commissione Istruzione Pubblica, beni culturali – Senato); 
Sen. Claudio Martini (Commissione Istruzione Pubblica, beni culturali – Senato); 
On. Roberto Rampi (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione – Camera dei Deputati); 
On. Rocco Buttiglione (Commissione Politiche dell'Unione Europea – Camera dei Deputati); 
Carlo Testini (Responsabile nazionale Cultura ARCI); 
Prof. Jens Michow - President BDV- Federal German Association for the Promoters and Event Business/Seniorpartner law firm “Michow&Partner Rechtsanwälte” (Germania); 
Greg Parmley - Managing Director ILMC/IQ Magazine (Inghilterra); 
Georges Perot - Founder&Managing Director MESO Music Events (Grecia); 
Didier Zerath - The DZ Factory, AMA-France Artist Manager's Alliance (Francia).
A seguire, Suggestioni di un artista: intervista a Mario Lavezzi (compositore, cantautore e produttore discografico tra i più celebri della musica italiana) sulla condizione della musica live, osservata dal punto di vista dell’artista, di chi produce e realizza musica per le grandi platee.
Sarà presentato, infine, il costituendo network europeo tra i principali operatori della musica dal vivo: ELM European Live Music Network.

L’incontro è aperto al pubblico
Per info e iscrizioni: info@assomusica.org - 06 88473374
Diretta streaming su: www.assomusica.org

mercoledì 17 febbraio 2016

‪#‎Unite4Heritage‬ nasce la Task force italiana a difesa del patrimonio culturale.

Si è tenuta ieri mattina a Roma alle Terme di Diocleziano la presentazione della task force italiana “Caschi Blu della cultura”. (Qui il video)
“L’Italia si conferma una grande potenza culturale – dichiara il Ministro Franceschini -  in grado di assumere importanti incarichi in ambito internazionale sotto le insegne Onu per la tutela del patrimonio culturale mondiale. L’accordo di oggi suggella un percorso cominciato all’Expo, quando il 1 agosto 2015 oltre 80 ministri della cultura siglarono la Dichiarazione di Milano per la difesa dei beni artistici, storici e archeologici minacciati dalla distruzione, proseguito all’Assemblea Generale dell’Onu di settembre con l’intervento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e formalizzato con l’approvazione della proposta italiana da parte del Consiglio esecutivo Unesco il 17 ottobre. Un successo italiano nel nome della difesa della cultura e della civiltà”.

Un momento di passaggio significativo, dall’idea alla concretezza, dalla volontà di proteggere la cultura alla capacità di mettere in atto questa volontà, in una sinergia tra Ministero dei Beni Culturali, Ministero degli Esteri e Ministero della Difesa.
“Si colpiscono dei simboli per due ragioni – ci ricorda il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni - per colpire la cultura, l’istruzione, la capacità delle persone di crescere nella consapevolezza. Ma oltre a questo c’è un obiettivo più insidioso, che è quello di cancellare, attraverso la distruzione di simboli, la diversità e il pluralismo che si sono sviluppati nel corso dei secoli. E’ una sorta di pulizia culturale che si vuole fare e sappiamo quanto acuto sia questo allarme dai cristiani della piana di Ninive alle minoranze Yazide alle tante realtà intorno a noi.”

Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni

“Questa è l’Italia che fa l’Italia e di cui possiamo essere orgogliosi”
La tutela della cultura quindi come tutela del passato e insieme tutela del futuro, protezione della memoria perché l’identità di un popolo possa svilupparsi in futuro nel rispetto della propria complessità. E’ orgogliosa dell’operato italiano Irina Bokova, direttore generale dell’UNESCO: “Noi in questo momento stiamo testimoniando un dramma che colpisce l’umanità a livello mondiale, si tratta di uno o più attacchi deliberati al nostro patrimonio e ai nostri beni culturali e al nostro senso comune di cos’è l’umanità, di cosa significa vivere insieme e condividere gli stessi valori. Ricordiamo che l’Italia ha 51 siti che sono patrimonio dell’umanità e migliaia di esperti di beni culturali, per non parlare dell’Arma dei Carabinieri che ci aiuta e si adopera per fermare il traffico di opere d’arte. Stiamo aprendo un nuovo capitolo delle relazioni tra l’Unesco e l’Italia e un nuovo capitolo della protezione dei siti a rischio.”
E continua: “Il patrimonio culturale non è solo la bellezza, il patrimonio culturale è la nostra identità”.
Il primo nucleo italiano dei caschi blu della cultura #CaschiBludellaCultura
Soddisfatto il parlamentare del Partito Democratico Roberto Rampi, in Commissione Cultura alla Camera: “L'Italia e l'Unesco insieme hanno dato vita alla prima task force di caschi blu della cultura. Esperti e Carabinieri che combatteranno il traffico di beni culturali, difenderanno il patrimonio, interverranno in zone colpite da disastri naturali. Un risultato concreto e straordinario. Quando presentai la prima interrogazione su questo tema in Parlamento - aggiunge Rampi - mai avrei pensato che in tempi così rapidi si riuscisse ad arrivare alla fase operativa. Ancora non c'era stata Palmira. Ma c'erano state le distruzioni di Mosul, il traffico di reperti, la fuga delle nostre missioni archeologiche dalla piana di Ninive. L'Italia c'è e ha fatto la sua parte. E dopo la risoluzione parlamentare attraverso le decisioni prese prima a Milano Expo e poi all'assemblea dell'Unesco oggi quell'idea, quel bisogno diventa realtà."
“La tutela del patrimonio culturale - conclude l’on. Rampi - è lotta a una delle principali fonti di finanziamento del terrorismo e al tempo stesso la difesa della diversità culturale, della convivenza tra culture che è il vero nemico che il terrorismo combatte”.


                                           la presentazione del Mibact del progetto


martedì 19 gennaio 2016

I 500 euro per Francesco, per Carmela, per Raul #500euro ai diciottenni

Francesco ha 17 anni, va per i diciotto quest'anno. Vive a Rozzano, alla periferia di Milano, e ha lasciato la scuola dopo la terza media. Non aveva voglia di studiare, in più lo avevano bocciato, gli amici più grandi passavano le giornate al parchetto e quella scuola era diventata un peso. I suoi genitori non leggono le bollette quando le ricevono e portano gli esami del sangue dal medico in busta chiusa perché glieli spieghi. Non leggono i sottotitoli della tv, la mamma è un po' presbite ma passa la giornata a cucinare e non ha voglia di prendere gli occhiali. In casa non girano blocchi di appunti o agende, neanche accanto al telefono, né libri se non i testi scolastici delle sorelline, che frequentano ancora la scuola dell'obbligo ma per Francesco sono più che altro un fastidio infatti sta fuori casa il più possibile. Fa l'idraulico a tempo perso, un po' con contratto a chiamata, un po' in modo irregolare, e di norma non legge nulla. Domani, con 500 euro da spendere solo in cultura, porterà una ragazza al cinema, visto che al parchetto con gli amici la tipa si annoia. Comprerà un libro di favole per il compleanno della sorellina, del resto è un po' come se fosse gratis, i soldi li deve spendere in libri e il regalo deve farlo un po' per forza. Cos'è la cultura per Francesco? Non esiste in realtà, non ne ha mai sentito parlare se non come quell'argomento palloso della seconda serata in tv o su quel canale di sky che il padre non ha messo nel pacchetto calcio perché tanto non lo avrebbe guardato nessuno, ma tutti i suoi coetanei hanno il bonus e sente che andare al museo è diventato una moda. Ormai insomma è trendy per i nati nel 1998. Non gli interessa, pensa che sia noioso, ma ci va comunque in compagnia e ne esce dopo aver scoperto qualcosa di più sulla fotografia in bianco e nero o sui Navigli di 80 anni fa. Gli serve a fare meglio l'idraulico? Forse non nell'immediato, ma sicuramente in futuro avrà più possibilità di leggersi le bollette da solo e di guardare gli esami del sangue e capirli - almeno fintanto che non ci saranno problemi - e di dare un occhio ai sottotitoli della tv.

Carmela ha 18 anni, fa la cameriera in un bar. Non le è mai piaciuto studiare, era una di quelle cose per secchione sfigate, mentre lei voleva solo uscire con i ragazzi ed è cresciuta in un paesino sul lungomare in Calabria dove per essere notate sembrava obbligatorio avere un bel fisico, bere tanto alcol e avere un sacco di borsette e sandali firmati. Inutile spiegarle che gli uomini non guardano la marca della borsetta e che se anche non hai i tacchi ma hai il cervello potrai almeno sostenere una conversazione, i ragazzini che ha sempre frequentato Carmela non sono così. Lavorano in modo un po' precario, se ne girano col motorino senza casco e le ragazze che parlano troppo gli fanno un po' paura.
Ora sa che potrà spendere 500 in musei e attività culturali, in realtà non ci sono musei interessanti in zona i pochi di cui sa l'esistenza sono quelli in cui l'avevano già portata in gita a scuola, ma li aveva trovati noiosi. Però siccome ha i soldi da spendere comprerà dei libri. Non di alto livello, solo romanzetti o best seller e alcuni li lascia a metà o li regala perché non le piacciono molto, però legge. Legge, ogni giorno, ogni settimana. Questo non la toglie dalla sua realtà. Fra qualche anno, Carmela rimarrà incinta e la spingeranno a metter su famiglia ma lei non è d'accordo. Vorrebbe stare a casa con la famiglia d'origine, ma le rompono le scatole e la pressano per vivere inquadrata in un sistema che prevede che lei si sposi e cresca il bimbo con un pazzo ubriaco a cui non importa nulla del bambino, per di più possessivo. Ha letto storie di donne indipendenti, e pensa di riprendere a lavorare. Anche con un bimbo piccolo, decide di mettere un annuncio sui social network "cerco lavoro". Sono sicura che Carmela, avendo letto tanto negli ultimi mesi e anni perché i romanzi d'amore le piacciono, riuscirà a scrivere un annuncio migliore di quello che ho trovato ieri su Facebook:




Raul ha 18 anni, è sempre andato a scuola e ora sta facendo l'IPSIA ma è un po' indietro con gli studi, lo hanno bocciato un paio di volte. E' svogliato, non gli piace studiare, ma si tira avanti perché gli hanno detto che col diploma avrà un lavoro migliore. In realtà gliel'hanno detto dei tizi al bar, i suoi genitori non glielo dicono, con i suoi amici la cosa non è neppure argomento di conversazione. La mamma è venezuelana, il papà italiano ma è sempre fuori casa per lavoro. E' bilingue perché in casa con la mamma parla spagnolo, ma è nato in Italia ed è cresciuto qui. Frequenta principalmente la comunità sudamericana del suo quartiere. Una realtà  particolare, dove ci sono tante persone integrate e qualche bullo che tiene le fila del gruppo in malo modo. Possiamo ritenere che se Raul non studiasse sarebbe pienamente integrato in quella compa e farebbe parte appieno di un quartiere a maggioranza sudamericana? Ma Raul non è perfettamente integrato né a scuola né nella compa, perché è metà italiano e metà sudamericano e in fase di crescita sta scegliendo che strada prendere. Non sa di star scegliendo, non sa neppure quali siano le opzioni, ma è curioso e vuole scoprire il mondo. Domani, con il bonus da 500 euro in mano, andrà con dei compagni di classe a vedere un museo. Non era mai stato in un museo, ma questo sembra interessante, gli permette di scoprire un'altra storia della città dove è cresciuto e di cui aveva visto solo il punto di vista dei bulli e quello della scuola. Dopodomani incontra una ragazzina dolce e simpatica, lei fa l'istituto d'arte, e gli parla di cose che conosce poco. Vuole conquistarla e decide di andare a visitare un po' di musei in città. A nulla serve, lei ama l'arte e li ha già visitati tutti ma la settimana dopo vanno insieme al museo del fumetto. Scoprono insieme una nuova passione comune e costruiscono un progetto artistico: lui inventa storie basate sulle sue vacanze estive in Venezuela, un mix di ricordi, fantasia e idealizzazione di un mondo che in realtà non ha mai conosciuto a fondo ma che si porta dentro attraverso la madre, che è un mondo del tutto lontano e immaginario per la ragazzina che li traduce in disegni e inventa una storia a fumetti portando l'immaginazione nella sua arte.





domenica 10 gennaio 2016

Rodotà, il divenire universale dell’autonomia individuale

Riporto un articolo scritto da Roberto Ciccarelli per Il Manifesto il 7 gennaio 2016 


Saggi. «Diritto d’amore» di Stefano Rodotà per Laterza. Dalle unioni civili alla laicità dell’istruzione. Un libro che segnala come la legge non può colonizzare la vita affettiva e la sessualità di uomini e donne. L’amore non rinuncia al diritto. Lo usa come un mezzo per realizzare una sua pienezza. Questo è possibile perché la sua storia è storia politica.


È arduo per un giurista parlare del diritto di amare, dato che la disciplina che rappresenta ha usato l’amore come premessa di un progetto di controllo delle donne, ridotte a proprietà del coniuge, mentre la politica continua a decidere sulla vita di uomini e donne. E tuttavia, scrive Stefano Rodotà nel suo ultimo libro Diritto d’amore (Laterza, pp.151, euro 14), l’amore non rinuncia al diritto. Lo usa come un mezzo per realizzare una sua pienezza. Questo è possibile perché la sua storia è storia politica.
Proprietà, credito e obbedienza: questa è la triade usata dal «terribile diritto», il diritto privato, per assoggettare l’amore – e la vita delle persone — alla razionalità dello Stato e al dominio della legge. Rodotà conduce da sempre una critica instancabile a questo modello. Per lui il diritto d’amore, come tutti i diritti, non nasce dall’arbitrio soggettivo, né da un fondamento naturalistico, ma dal legame tra il diritto e la realizzazione di un progetto di vita. Il diritto è legittimato dalle persone che decidono di riconoscerlo e lo usano per affermare l’autonomia e la libertà di tutti, non solo la propria.
Ciò non toglie che il diritto e l’amore, il desiderio di unirsi a un’altra persona, indipendentemente dal suo sesso, mantengano una distanza irriducibile. Quasi mai, infatti, il diritto è un complice della vita. Anzi, esiste per disciplinare gli affetti e per creare il modello del cittadino laborioso, maschio, proprietario. L’amore, invece, non sopporta regole o norme. Preferisce crearle da sé, nell’esperienza delle relazioni, seguendo un divenire che difficilmente può essere contenuto in un’unica disciplina valida per tutti. Per questa ragione il diritto ha preferito confinare «l’amore senza legge in uno stato di eccezione», come ha scritto un grande giurista francese, Jean Carbonnier.

L’autonomia irrinunciabile

In questo stato di eccezione prevale l’originaria ispirazione del diritto privato – cioè la riduzione della passione a cosa e della persona a proprietà di qualcuno. Orientamenti presenti ancora oggi in alcune sentenza della Corte Costituzionali o in fatali decisioni come quella sulla legge 40 sulla fecondazione assistita approvata dal governo Berlusconi.
A tutela dell’autonomia e della libertà delle persone, Rodotà usa la Costituzione e dai suoi articoli fondamentali traccia un uso alternativo del diritto che distrugge i valori di cui la stessa carta fondamentale è espressione. A questo punto è quasi inevitabile per il giurista raccontare la storia dei movimenti che hanno fatto esplodere il perimetro formalizzato dei poteri e della legge nel secondo Dopoguerra. Prima il movimento femminista, oggi i movimenti Lgbtq a cui Rodotà dedica un intero capitolo. Il diritto di amare è diventato una questione politica di rilievo perché alimenta la ricerca dell’autonomia delle persone. Il conflitto è emerso, fortissimo, sulle unioni civili come, di recente, hanno dimostrato i movimenti Lgbtq che hanno organizzato una «marcia dei diritti» per criticare l’insufficienza, addirittura le potenziali discriminazioni presenti nel disegno di legge Cirinnà che il governo intende approvare.

Storia di un incontro

In questa partita rientra anche il conflitto sull’educazione alle differenze nelle scuole: da una parte, c’è un movimento vasto che sostiene la laicità dell’istruzione pubblica e la critica dei ruoli sessuali per tutelare la libertà dei bambini e degli insegnanti. Dall’altra parte, c’è una reazione furibonda che attraverso il meme dell’«ideologia del gender» – una narrazione tossica strumentale e infondata – ha saldato un ampio movimento conservatore con le istanze più reazionarie del cattolicesimo e mira a colpire la laicità dell’istruzione e la libertà nelle scelte d’amore.
Come accade nei suoi libri, Rodotà unisce la storia dei movimenti a quelle della Costituzione italiana e della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea alla quale ha contribuito. L’incontro con i movimenti serve al diritto per «conoscere se stesso, il proprio limite, l’illegittimità di ogni sua pretesa di impadronirsi della vita – scrive Rodotà -. Emerge così uno spazio di non diritto nel quale il diritto non può entrare e di cui deve farsi tutore, non con un ruolo paternalistico, ma con distanza e rispetto». Dal punto di vista dei movimenti, il diritto serve a riconoscere e a coltivare una tensione nel darsi regole che possono cambiare, seguendo una geometria delle passioni interna alle relazioni tra il soggetto e la sua vita.
In questo quadro è fondamentale il ruolo delle minoranze: il movimento omosessuale, insieme a quello femminista, quello Lgbtq, interpretano lo stesso modo di fare politica: per vincere i movimenti si coalizzano con altri soggetti attivi nella società al fine di ottenere un riconoscimento sociale e istituzionale. Le conquiste sulle libertà personali sono valide per tutti, come hanno dimostrato l’aborto e il divorzio. Il diritto d’amore si inserisce in questa nobile vicenda e risponde a un’esigenza che ha dato il titolo a un altro, notevole, libro di Rodotà: il diritto ad avere diritti.

Tensioni singolari

Auspicio, affermazione performativa, atto di cittadinanza: il diritto ad avere diritti è una formula che caratterizza l’azione coordinata delle minoranze e afferma i diritti universali di tutti: il welfare state, l’ambiente, i beni comuni, per esempio. L’universalismo singolare dei diritti si pratica sottraendosi dall’identità maggioritaria fissata per legge (Deleuze la definiva «divenire minoritario») e, allo stesso tempo, nella creazione di un diritto all’esistenza che sfugge ai principi della morale dominante e agli assetti del potere organizzato dal diritto. Questa duplice azione rivela l’esistenza di uno spazio rivoluzionario. Rodotà lavora alla sua riapertura, in un momento non certo felice di arretramento generale.
Diritto d’amore è infine un libro che va letto insieme a quello dedicato da Rodotà alla solidarietà. Da tempo il giurista è impegnato in una ricostruzione genealogica delle passioni e delle pratiche volte alla costituzione di una soggettività caratterizzata da un rapporto di reciprocità, irriducibile al narcisismo o alla naturalizzazione dei ruoli. Parla di uguaglianza e ne rintraccia la storia nelle pratiche della solidarietà e nella dignità della persona. In questa fittissima tessitura, l’amore è un «rapporto sociale», mentre la sua tensione singolare «a bassa istituzionalizzazione» spinge a creare mondi nuovi. Questa può essere considerata una risposta all’invocazione di Auden: «La verità, vi prego, sull’amore».