venerdì 27 marzo 2020

Fermiamo tutti gli interventi tecnici non essenziali

Con l'emergenza coronavirus in corso, ancora troppe aziende di TELEFONIA ed ENERGIA oltre che TECNICI e MANUTENTORI stanno chiedendo ai loro dipendenti di svolgere attività non urgenti e perfettamente differibili.  
Qui la mia petizione da firmare per chiedere scelte chiare, certe e che mettono al centro la tutela della salute: https://www.change.org/p/ministero-sviluppo-economico-fermiamo-tutti-gli-interventi-tecnici-non-essenziali 

Chiediamo al Governo di prendere una posizione netta per evitare che la salute del lavoratore sia affidata alla trattativa individuale interna all'azienda e alla sua capacità di gestire l'ansia o l'utilizzo dei dispositivi di sicurezza individuali. Una caldaia rotta è da cambiare, la revisione della stessa si può rimandare. Il contratto nuovo con un migliore operatore telefonico o fornitore di energia si può rimandare, purtroppo si vedono ancora sul web operatori di telefonia ed energia che, anche nella zona della Lombardia in cui il virus sta dilagando, pubblicizzano l'installazione di nuovi impianti o passaggi di fornitura per risparmiare qualche euro. Ad oggi, la salute dei lavoratori non è tutelata: ci sono stati morti tra i medici, tra le cassiere e tra gli impiegati delle Poste, il che fa capire che l'essere lavoratore non garantisce né una diagnosi precoce in caso di sintomi né un accesso prioritario alle strutture sanitarie migliori. Per evitare che le aziende si approfittino dei lavoratori più fragili, chiediamo che siano chiusi immediatamente senza eccezioni dettate da rapporti personali di fiducia i reparti dei call center riconducibili al commerciale e all'assistenza amministrativa e vietate le vendite di nuovi contratti, cambi di operatore e altre operazioni di business. Ad oggi risulta che grandi aziende telefoniche stiano telefonando ai tecnici per chiedere perché non si recano a casa del cliente, dopo che gli interventi in oggetto erano stati chiusi con motivazioni valide, e call enter outsourcer che ancora non sono organizzati per lo smartworking: chiudano quanto prima, senza eccezioni. Chiediamo inoltre che siano cassati dai customer care senza possibilità di discrezionalità tutti i reclami dei clienti sul comportamento di chi si offre di uscire e recarsi a casa loro, a proprio rischio e pericolo, e sospese eventuali lettere di richiamo a personale che rapportandosi con il cliente ha chiesto di allontanarsi, mantenere la distanza di sicurezza, non essere circondato da 4 persone all'interno della casa e similari e ha ottenuto reazioni di leggerezza e menefreghismo. Chiediamo inoltre che in caso di mancanza di DPI adeguati (che possono essere valutati anche dal dipendente stesso e non necessariamente da responsabili delle risorse umane che sono a casa in smart working protetti e non comprendono le dinamiche del lavoro sul campo) il dipendente possa sempre e comunque rifiutarsi di intervenire fintanto che il datore di lavoro non fornisce i DPI richiesti e la formazione adeguata per il loro corretto utilizzo. 

 

giovedì 26 marzo 2020

Il fruttivendolo grato all'Italia per ciò che ha ricevuto


Sameh è un ragazzo di origine egiziana da 10 anni in Italia che ora lavora a Bergamo. In questo momento così difficile per la città che lo ha accolto, ha pensato di regalare frutta e verdura gratis a chi ha difficoltà economiche a causa dell'emergenza coronavirus. Una storia di riconoscenza e di generosità, che ci fa sperare che davvero tutto possa andare per il meglio se di fronte alle difficoltà abbiamo intorno persone in grado di comprenderle. 

"se avete bisogno, prendete gratis la frutta e la verdura che trovate su questo tavolo"

Sameh ricorda quando era lui in difficoltà ed è stato accolto

sabato 21 marzo 2020

Più tamponi per tutti, anche in Lombardia

Credo che almeno sul tema prevenzione, per una volta le forze politiche dovrebbero muoversi in sinergia e mettendo al centro la salute di tutti i cittadini, perché non esistono cittadini di serie A e di serie B, lavoratori di serie A e di serie B, ma esistono persone che si ammalano e vengono lasciate a casa a curarsi da sole senza una diagnosi per mancanza di tamponi. Per mancanza di risorse?
Se la politica avesse una visione di medio lungo periodo, se proprio vogliamo mettere le vite umane su un piano di valutazione economico, visto che la mancanza di tamponi è evidentemente una scelta di destinazione delle risorse:

1) ipotesi si trova il vaccino a breve: o si testano comunque tutti per verificare gli anticorpi, o si sprecano vaccini per persone che in realtà sono già autoimmuni (è comunque un costo procapite, da valutare). In ogni caso è un'ipotetica remota perché non è detto che si trovi il vaccino a breve, e è più probabile che si debba coesistere con questa malattia per un lungo periodo. 

2) dover ricoverare in terapia intensiva persone che potevano essere curate con antivirali o anche farmaci sperimentali prima della crisi respiratoria è un costo enormemente più alto di qualunque sia il costo di mandarti il medico a casa 20 minuti una volta al giorno a controllare che i farmaci facciano effetto, e del costo della pastiglia in oggetto qualunque essa sia. Accorgersi che una persona con 39 di febbre può degenerare costa meno che ricoverarla 3 settimane perché è degenerata.

venerdì 13 marzo 2020

Lavoratori in protesta, causa mancanza di dispositivi di protezione personale

Mancano mascherine, guanti, possibilità di mantenere la distanza di un metro e gel igienizzanti a sufficienza per tutti. I lavoratori coinvolti sono almeno di 3 CCNL diversi (commercio, telecomunicazioni, trasporti e logistica) e i sindacati stanno facendo un lavoro difficilissimo e capillare, nella speranza di riuscire ad intercettare tutte le realtà coinvolte nella loro specificità e prevenire la volontà dei datori di lavoro di scaricare sul lavoratore la responsabilità delle dotazioni di sicurezza. Sono nate persino delle app in cui si chiede al lavoratore di dichiarare che il cliente con cui ha interagito non è malato, in assoluta violazione della legge sulla privacy perché il cliente non può prendere visione del documento oltre al fatto che può non sapere di essere malato. 
Non chiamate tecnici a casa mentre non sapete se siete portatori del virus per fare impianti nuovi, sistemare il PC e altre cavolate, perché i tecnici che girano casa per casa da lunedì non hanno più l'obbligo di recarsi dal cliente ma solo di risolvere i guasti urgenti da remoto dal momento che mascherine e guanti sono centellinati e devono essere usati per situazioni di emergenza.  
Facciamo la nostra parte, evitiamo di sovraccaricare anche Amazon e ogni volta che interagiamo con corrieri e personale del commercio verifichiamo che chi è a contatto con il pubblico sia sempre protetto, segnaliamo i casi in cui non lo è, attenzione soprattutto alle grandi catene di distribuzione, anche se mi risulta che ieri si siano adeguate tutte almeno per quanto riguarda le casse.

domenica 8 marzo 2020

8 marzo per tutte le donne del mondo

Buon 8 marzo a tutte le donne 👩‍⚕️👸👩‍🌾👰👩‍✈️👩‍🔬👩‍🔧👩‍🎓👩‍🏫👩‍🎨
La festa della donna sia un'occasione per ricordare l'importanza delle battaglie politiche, sociali e culturali per la parità di genere che si portano avanti ogni giorno in ogni parte del mondo. Perché oggi ci stupiamo che ci chiedano per qualche settimana, per un'emergenza sanitaria, di stare in casa, non lavorare, non uscire senza un motivo valido, non toccare e abbracciare gli altri, ma non dimentichiamo mai che in tante, troppe parti del mondo le donne vivono così ogni singolo giorno della loro vita dalla nascita alla morte. La lotta al fianco di tutte loro sia costante e continua nel superamento degli ostacoli che impediscono lo sviluppo di tutte le potenzialità femminili, non solo l'8 marzo, fino a che l'ultima donna di un villaggio sperduto dell'India non sarà libera di scegliere chi amare, come vivere, che lavoro svolgere. 

domenica 1 marzo 2020

Smartworking, istruzioni per l'uso

#coronavirus e #smartworking: 
Stamattina ho chiesto all'avvocato Mariano Delle Cave, esperto di diritto del lavoro, quali sono le opportunità offerte dal decreto del 25 febbraio per le imprese della zona gialla. In tutta la Lombardia fino al 15 marzo le imprese potranno attivare lo smart working senza necessità di sottoscrivere un accordo specifico. Ecco il video dell'intervista:



martedì 25 febbraio 2020

Corona virus: regione Lombardia fa le ordinanze a metà?

Sono indecisa al momento, se tra le conseguenze del coronavirus sarà più grave:

1) La crisi economica dovuta alle restrizioni per gli esercizi commerciali in particolare per i bar dopo le 18, oltre al fatto di aver chiuso le scuole senza aver pensato alle conseguenze sulla vita lavorativa dei genitori. Non può esserci uno scollamento tra i servizi pubblici e la vita lavorativa, non sue due rette parallele che non si intersecano mai, la vita delle famiglie è intersecata in modo complesso eanche lo smart working (soluzione certamente ottima quando possibile) va organizzato in anticipo. Per non parlare dei danni alle partite iva, ai lavoratori con contratto a chiamata o ritenuta d'acconto, ai lavoratori dello spettacolo dal vivo. 

2) Le pozioni magiche di "mio cugino" su facebook, che invitano a fare il piccolo chimico con la candeggina per farsi l'amuchina in casa. Fino a ieri la maggior parte delle persone non si lavava le mani dopo essere stati in bagno o prima di mangiare, ora sembrate tutti disinfettante-dipendenti. 

3) L'impossibilità a chiamare il 112 in caso di vera emergenza, visto che è intasato dalle richieste di informazioni. Il coronavirus non annulla incidenti stradali gravi, infarti, ictus, parti, per cui per favore il 112 lasciatelo libero per le reali emergenze, l'ipocondria non è un'emergenza. C'è un numero apposito di Regione Lombardia per la richiesta di informazioni 800994545 e il numero attivo a livello nazionale 1500.  
 







Soluzioni simpatiche da Milano per fare comunque l'aperitivo.

L'ironia di alcuni bar sull'ordinanaza a fasce orarie
Il sindaco di Messina, alle prese con le conseguenze prevedibili delle chiusure delle università lombarde
Una mamma del Paese reale: perché avete chiuso le scuole, ma non avete pensato all'organizzazione famigliare

sabato 22 febbraio 2020

Coronavirus: la psicologia del malato riguarda tutto il sistema di informazione?

Dunque oggi si scopre che il presunto "paziente 0" non ha mai avuto il coronavirus. Per cui dopo aver accusato la globalizzazione, il capitalismo, aver linciato il trasfertista ... non si sa dove il paziente 1 abbia preso questo virus. Ho un'idea poco medica e tanto psicologica: i medici rispettino il segreto professionale e non spiattellino qualunque cosa ai giornali soprattutto quando c'è di mezzo un uomo con una moglie incinta al 7° mese, mettetevi tutti nei panni di lui o di lei o dei famigliari. La verità non la dobbiamo conoscere tutti, a noi cittadini non frega niente e neanche all'informazione, laddove non diventa erroneamente spettacolo, serve solo ai medici. Finitela di intervistare i genitori, la moglie e una serie di persone intorno confrontando le dichiarazioni pubblicamente, o temo che la verità non verrà mai fuori. (Per altro non ho capito in quale fase storica sia stato sospeso il segreto professionale dei medici e di tutte le persone che hanno un incarico professionale correlato e non per questo fanno un comunicato stampa).

lunedì 17 febbraio 2020

194, non toccarla!

Gli uomini che giudicano le scelte relative al corpo femminile non meriterebbero neanche un commento. Trovo però estremamente pericoloso che un parlamentare ex ministro utilizzi il suo ruolo politico per veicolare un'immagine della donna, delle fasi di fragilità della vita femminile, della situazione precaria in cui una donna può trovarsi come negativa e addirittura "incivile". Compito di un politico, se rileva un uso improprio del servizio sanitario pubblico è aprire immediatamente un tavolo con gli operatori del settore - che dovrebbero essere competenti dal punto di vista medico e non giudicare moralmente - ed iniziare a tracciare un quadro del problema, per esempio: 1) i contraccettivi sono accessibili in modo rapido e gratuito per tutte le fasce d'età e di reddito e anche alle donne che parlano con difficoltà l'italiano? Esiste un percorso formativo che aiuti soprattutto le giovani adolescenti o le mamme che hanno già avuto tre o quattro figli e non hanno soldi a capire qual è il contraccettivo giusto per loro? 2) esistono degli uomini che pur non intendendo prendersi la responsabilità di un figlio non usano sistematicamente il preservativo, fanno pressioni per non utilizzarlo o impongono alle donne di rinunciare al figlio? 3) esiste un problema lavorativo per determinate categorie professionali qualora si rimanga incinte nel periodo sbagliato? La politica può intervenire in merito? 4) siamo sicuri che le informazioni numeriche veicolate relative alle donne che si recano al pronto soccorso non siano piuttosto relative alla pillola del giorno dopo e non all'interruzione di gravidanza? La pillola del giorno dopo è disponibile effettivamente in farmacia in ogni orario del giorno e della notte e è possibile averla senza passare da un ospedale? Se un servizio sanitario funziona non c'è bisogno di rivolgersi mai al pronto soccorso per nessun tipo di servizio, laddove la burocrazia è eccessiva, complessa e il tempo a disposizione è poco è più facile rivolgersi ad un servizio emergenziale che va a supplire le carenze di tutto il sistema. La politica intervenga sul sistema, non si metta a giudicare i sintomi del suo malfunzionamento dal punto di vista etico o morale.

venerdì 31 gennaio 2020

Ciao Gran Bretagna, sia un arrivederci e non un addio

Ciao Gran Bretagna, sia un arrivederci e non un addio. Quello che 4 anni fa ho sperato diventasse un momento lontano e che non sarebbe mai arrivato è invece arrivato, oggi è reale. I viaggi studio a Londra al liceo, l'estate da cameriera a Londra, l'Erasmus a Swansea e tante altre gite estemporanee hanno dato tantissimo alla mia formazione come cittadina europea, e mai avrei pensato che un Paese di cui ho studiato per 15 anni lingua e letteratura potesse un giorno non essere più parte di "casa mia". Tornerò a trovarti con la stessa curiosità e empatia di sempre verso il tuo popolo un po' freddo ma divertente, le tue birre, il fish & chips, la tua pioggia improvvisa ogni giorno a un'ora diversa, le tue strade londinesi affollate di persone di culture diverse in piena sintonia come sanno essere belle le città multietniche, i mercati di Camden town, le librerie in cui ho comprato i primi libri in lingua originale, i caffè super chic di Canary Wharf e le colline infinite del Galles con le scogliere selvagge.
 
 

Una scuola di specializzazione in ginecologia e ostetricia non può insegnare l'obiezione di coscienza

Trovo inaccettabile quanto letto in merito al fatto che al Campus Biomedico di Roma non si insegni agli specializzandi l'interruzione di gravidanza nè si faccia formazione in merito a tutti i metodi contraccettivi. Che un medico si rifiuti di fare parte del suo lavoro, soprattutto se questo non garantisce la piena applicazione della legge in tutte le strutture sanitarie pubbliche o convenzionate, non è accettabile e portare in medico addiriturra a non avere competenze in tutto un ambito del suo possibile lavoro non può essere considerata una formazione accreditata. E trovo ancora più inaccettabile e incoerente che un'intera scuola di specializzazione di ginecologia e ostetricia non formi gli studenti sulla contraccezione: se si volessero davvero ridurre i casi di interruzione volontaria della gravidanza sarebbe la prima cosa da fare! Come è possibile che ci siano dei medici specializzati in ginecologia che non sanno nulla di un tema per cui tutte ci rivolgiamo ad uno specialista in una o più fasi della vita? 

mercoledì 29 gennaio 2020

Non limitiamo il viaggio e l'accoglienza

Sono felice che l'emendamento contro Airbnb sia stato ritirato, non credo che sia il tempo per favorire i grandi albergatori e non penso che chi lo ha presentato conosca effettivamente le realtà di chi affitta o di chi viaggia e sceglie come opzione quella di prendere una stanza a casa di altri o comunque una soluzione diversa dall'albergo classico. Credo che la sinistra debba occuparsi davvero delle nuove generazioni, e non farsi carico del diritto al viaggio solo quando è "tornare a casa dai parenti di giù a Natale", e magari anche chi vive da 20 anni sopra un certo livello di reddito dovrebbe provare ad alloggiare a casa di qualcuno per capire la differenza a livello di contatto culturale con la città rispetto a stare in un asettico albergo. Poniamoci anche delle domande su noi stessi: chi di noi in emergenza economica preferirebbe andare a lavorare DA DIPENDENTE in un grande albergo (receptionist, cameriere ai piani, cuoco etc, non fingiamoci tutti amici del manager immaginandoci già a livelli imprenditoriali) rispetto a gestire una stanza o un appartamento proprio o di un famigliare in toto? cioè dal check-in al check-out, alle informazioni ai turisti stranieri ad un eventuale servizio navetta, scegliendo i propri tempi di lavoro e i propri orari e quali giorni mettere a disposizione la propria casa o seconda casa e quali no? Credo nessuno. Aggiungo, l'ospitalità in casa c'è da sempre,
prima delle piattaforme digitali nel lontano 2008 sono stata a Cuba e ho girato l'isola in solitaria ospite nelle casa particular, ovvero case in cui c'è una stanza libera che i cubani erano soliti affittare per i viaggiatori. In Norvegia grazie ad Airbnb abbiamo alloggiato a casa di una splendida signora che ci ha preparato la colazione con le uova fresche del suo pollaio al mattino dopo, in mezzo ai prati a due passi dal mare, e in casa di una famiglia norvegese con 3 bambini cosa molto simpatica per vedere le differenze culturali nella gestione della famiglia. Non saremmo mai stati in albergo perché era troppo costoso, e il campeggio in aree fredde non è il massimo, la maggior parte delle giovani generazioni spesso scelgono il campeggio o l'ostello laddove possibile ma questo può limitare le stagioni in cui si sceglie di viaggiare o i mezzi che si possono utilizzare per raggiungere la destinazione, oltre al fatto che dopo i 30 anni ci si stufa spesso degli ostelli ma ancora non ci si può permettere l'albergo pagato al prezzo pieno in alta stagione.
Se avessi una stanza o una casa extra sarei la prima a voler affittare, e persone che conosco che affittano sul lago hanno l'opportunità di chiacchierare ogni giorno d'estate in inglese o in tedesco, opportunità che non gli era stata data dal mercato di lavoro tradizionale nonostante siano persone laureate e che hanno fatto scambi culturali all'estero! Certo, voi direte, se uno ha un appartamento potrebbe affittarlo sul medio-lungo periodo, ma ditemi voi chi NON conosce qualcuno che poi si è trovato un cliente moroso e non è stato tutelato: comunque gli affitti sul medio-lungo periodo favoriscono chi di appartamenti ne ha 8 e non chi ne ha uno solo e gli serve per arrotondare. Gli affitti di medio-lungo periodo non danno garanzie a una mamma che per esempio è rimasta senza lavoro per via di una discriminazione verso le neomamme della società tutta, e che ha la necessità e il diritto di mantenere un'emancipazione. L'affitto sul medio-lungo periodo non permette di avere garanzie e tutele e in zone turistiche può essere controproducente perché magari si vuole affittare la seconda casa che era di qualche famigliare solo nei periodi in cui era in disuso, o una casa in attesa che in futuro le usino i figli e mandare fuori degli affittuari dopo anni crea degli innegabili problemi.
Per non parlare del fatto che le piattaforme online garantiscono i PAGAMENTI REGOLARI, cosa che non è garantita da altri siti locali e nati e cresciuti in modo estemporaneo, ma non controllati dove comunque chi ha case anche temporaneamente vuote ha DA SEMPRE messo in affitto, con tutte le complicanze del caso: pensate all'americano o all'inglese che arriva, non può pagare con la carta perché ha davanti due vecchi che accettano solo contanti e l'annuncio gliel'aveva fatto il nipote, si trova a gestire un contatto a voce con una persona che non parla inglese e cerca di fare la cresta sui cavilli: queste persone nel rapporto con gli stranieri creano imbarazzo all'Italia intera ma purtroppo in alcune aree di provincia rischiano di diventare la norma se non si acquisice un altro modo di accogliere. Airbnb è sicuro perché è rodato, permette di verificare l'host prima di pernottare e ci sono registrati i documenti di identità sia dell'host che di chi alloggia con tutte le garanzie che conseguono. Pensate prima di introdurre novità alle vite reali di chi non trova nessun servizio aggiuntivo in un asettico albergo, di chi vorrebbe usare le lingue per lavoro e non perdere competenze ma non avendo come capo una persona che magari è solo nata nella classe sociale giusta e per questo fa l'albergatore. Pensate a chi vuole viaggiare ed aprire la mente, ma non ha le risorse per alloggiare in un albergo ma nessuno stesso tempo non vuole alloggiare in un albergo low cost dove non si conoscono i diritti dei lavoratori che vengono applicati o l'effettiva sostenibilità ambientale della struttura.

domenica 12 gennaio 2020

Harry, Meghan e l'outing che tutti dovremmo fare

La scelta di Harry e Meghan che interessa tanto i giornali di gossip è in realtà un outing ad alto livello di un comportamento comunissimo e spesso poco rivendicato in quanto non "per bene": il distacco naturale, libero e adulto dalla famiglia d'origine. Il fatto che siano stati due giovani vip a scegliere diversamente dallo status quo fa notizia, ma ogni giorno nel quotidiano avviene lo  stesso in modalità diverse e molto più sottotraccia. Nuore che si ribellano al ruolo imposto, figli e figlie che vivono la sessualità, la coppia e le scelte famigliari in modo discordante da quanto richiesto dalla famiglia di origine, persone che vivono fuori sede che scelgono liberamente di non tornare a Natale dalla nonna per vendere un'immagine di sé fittizia. Ecco spero che la scelta così chiacchierata di due vips diventi occasione per tanti altri per smettere di postare fintamente feste della mamma, del papà, dei nonni, presunti doveri a cui non vogliono in realtà ottemperare e, se non fare outing, quanto meno sapere che in tutto il mondo tuo fratello e tua nonna non sono in alcun modo al centro del tuo futuro, manco quando si tratta di un principe, una regina e una montagna di soldi. E complimenti a Meghan per la forza e la libertà.

martedì 17 dicembre 2019

Metro a Vimercate: lo stanziamento derubricato da impegno a invito

Dunque oggi la Lega ha deciso che i soldi per la  metropolitana leggera o metrotranvia da Cologno Nord a Vimercate non sono messi a bilancio per il 2020 ma per il 2022 (!) e poi vota un ordine del giorno che "invita" la giunta ad anticipare l'erogazione della sua quota per la progettazione definitiva nel 2020 (presumibilmente durante l'assestamento di bilancio) SE i comuni coinvolti si sono nel frattempo impegnati a versare la loro parte. Lasciatevi dire una cosa: la progettazione sulla mobilità sostenibile non può e non deve essere scaricata sui comuni, Regione Lombardia ha un ruolo centrale in quella che dovrebbe essere una visione di medio-lungo periodo di tutto il sistema di trasporto lombardo, dalle metropolitane a Trenord che ha una gestione fallimentare, alle strade. Se vogliamo #metroavime per le Olimpiadi invernali 2026 occorre continuare l'iter di questi ultimi anni portato avanti in sinergia con il comune di Milano, senza introdurre ulteriori ostacoli o criticità che non ci sono: i sindaci sono stati ascoltati, le istanze sono state messe insieme ed è stata trovata una sintesi, i livelli di inquinamento hanno raggiunto delle soglie elevatissime e non si può pensare di continuare ad investire sul trasporto privato e lasciare i fondi per il trasporto pubblico sempre in standby.

lunedì 16 dicembre 2019

Metro a Vimercate: la regione tenta di frenare il progetto

Chiediamo a Regione Lombardia di passare dalle parole ai fatti e di stanziare i fondi per il finanziamento della seconda fase del progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo all'asse Cologno Nord - Vimercate per il 2020. L'incontro con i sindaci non aveva lasciato dubbi: indipendentemente dal partito di appartenenza, gli amministratori locali avevano chiesto un collegamento sostenibile ed efficiente. Rimandare di altri 3 anni non permetterebbe la realizzazione dell'opera in tempo per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. E' stato presentato un emendamento del Partito Democratico che chiede di stanziare i fondi per la progettazione definitiva dell'opera nell'esercizio di bilancio 2020, è indipensabile che tutti i partiti lo sottoscrivano anche e soprattutto le forze di maggioranza che hanno la responsabilità di governare la regione.
Emendamento al bilancio di Regione Lombardia presentato dal Partito Democratico

In serata è arrivato anche un comunicato stampa congiunto dei sindaci di Vimercate, Agrate Brianza, Brugherio e Carugate che riporto:

APPELLO AL CONSIGLIO REGIONALE DAI SINDACI INTERESSATI DAI PROGETTI
DI PROLUNGAMENTO DELLA M2 DA COLOGNO NORD A VIMERCATE
In queste ore il Consiglio regionale della Lombardia sta esaminando, in vista della sua approvazione, tutta la documentazione relativa al bilancio di previsione 2020 – 2022. Sono in fase di valutazione anche i singoli emendamenti presentati dai diversi consiglieri regionali.
Apprendiamo con profondo sconcerto che il bilancio 2020 di Regione Lombardia non prevede risorse per il finanziamento della seconda fase del progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo allo studio per il prolungamento della linea 2 della metropolitana da Cologno Nord a Vimercate.
Sappiamo inoltre della presentazione di due emendamenti, uno da parte di un consigliere di maggioranza (che però prevede il finanziamento degli studi solo nel 2022) e uno da parte di consiglieri di minoranza (che prevede il finanziamento degli studi già nel 2020).
La decisione di Regione di non finanziare la seconda fase degli studi e l’eventuale accoglimento dell’emendamento che prevede un finanziamento solo nel 2022 sorprende e sconcerta. Regione Lombardia contraddice infatti la scelta fatta nel 2016 di reinserire l’opera nel quadro della programmazione regionale e la sua stessa compartecipazione (con 100.000 euro) al finanziamento che ha portato alla predisposizione della prima fase degli studi.
Nell’ultimo incontro del 28 novembre a Milano ci è stato confermato che per poter arrivare alla richiesta di un finanziamento per l’opera al Ministero serve che la seconda fase degli studi sia effettuata nel 2020.
Il venir meno, da parte di Regione Lombardia, al lavoro unitario ripreso dal 2016 insieme al Comune di Milano e ai Comuni coinvolti (Agrate, Brugherio, Carugate, Concorezzo, Vimercate) rischia nuovamente di vanificare gli ultimi tre anni di lavoro, e di dare ragione a tutti coloro che continuano a pensare che questo prolungamento, del quale si discute da almeno venti anni, non vedrà mai la luce.
Noi Sindaci, in rappresentanza di tutti i nostri concittadini, confidiamo che la Giunta e l'intero Consiglio regionale possano sostenere fin da subito il finanziamento dello studio e, in questa direzione, rivolgiamo un accorato appello al Consiglio Regionale perché non vengano deluse le attese di un territorio che del prolungamento della metropolitana ha bisogno per motivi di sviluppo sociale ed economico, di collegamento tra l’area milanese e quella vimercatese e, soprattutto, per il sensibile miglioramento della qualità della vita che il progetto potrebbe portare, vista la sicura riduzione del traffico ed il miglioramento di altri parametri ambientali, come dimostrano gli studi sostenuti anche dalla stessa Regione.
Simone Sironi (Agrate Brianza)
Marco Troiano (Brugherio)
Luca Maggioni (Carugate)
Francesco Sartini (Vimercate)

mercoledì 11 dicembre 2019

Donare pasti ai poveri o prevenire la futura povertà dei propri lavoratori?


Da ieri mi è comparso insistentemente questo annuncio sponsorizzato su Facebook che vorrebbe che io, spinta dallo spirito natalizio, donassi dei pasti alla Caritas se e quando ordino su Just Eat. Conosco il meccanismo per cui un'azienda pensa di migliorare la propria reputazione comunicando un'immagine di sé buona, dedita al volontariato e alla vicinanza agli ultimi. Solo rilevo una percezione di "ultimi" molto singolare e poco connessa alla realtà lavorativa dei giovani di oggi. Mi piacerebbe sapere per esempio perché hanno dei riders a partita iva (monocommittente?) quindi senza malattia, maternità e ferie e in tal caso mi piacerebbe regalare un diritto a uno di loro: diritti che in realtà dovrebbero essere la base di qualunque rapporto di lavoro dipendente, le ferie infatti sono garantite dall'articolo 36 della Costituzione, la partita iva non è adatta ad un lavoro dipendente (in cui esistono dei capi, si prendono indicazioni, e si risponde a qualcuno sopra che può decidere se tenerti o no e quante ore devi lavorare e non direttamente al cliente). La partita iva si può utilizzare laddove si risponde direttamente al cliente, si promuove la propria attività e si decide se lavorare due ore al giorno o 12 a seconda dei periodi della vita e di quanto si vuole fatturare. Inoltre, la mancanza di congedi parentali retribuiti farà sì che nei prossimi anni quei giovani ragazzi ora entusiasti della "concessione" ricevuta ovvero di poter lavorare, rischino di finire essi stessi a mangiare alla Caritas o in alternativa non avranno la possibilità di farsi una famiglia. Inoltre si apprende da un loro post Facebook del 26 novembre appena trascorso, che il loro call center è in Albania, immagino non per risparmiare sul costo del lavoro. Il cambiamento parte da noi, il rispetto dei diritti degli altri parte dalle nostre scelte di consumo e dalla nostra volotà di garantire agli altri i loro diritti: non esiste un diritto a starsene sul divano d'inverno perché fa freddo e ricevere a casa un pasto portato da una persona che invece con quelle stesse temperature è fuori in strada, in mezzo al traffico, e invece di sapere che se si ammala viene pagata sa che la sua azienda vuole donare i pasti alla Caritas. Se abbiamo un extra, diamolo al rider e se ci sono giovani convinti che le partite iva monocommittenti siano legali, pensiamoci noi perché un domani quei ragazzi e quelle ragazze non potranno chiedere un mutuo, non potranno ammalarsi, non potranno andare in vacanza in sicurezza sapendo che è normale fermarsi ogni tanto e non correre dientro all'ennesima consegna, all'ennesimo cliente cafone, sotto la pioggia e sotto la neve. E soprattutto vorrei che quei giovani non finissero domani a mangiare alla mensa della Caritas.

lunedì 9 dicembre 2019

Buon lavoro alla nuova premier finlandese 🇫🇮

Da ieri Sanna Marin è la nuova premier della Finlandia 🇫🇮. Un passo avanti per una costruzione di leadership al femminile e per dare spazio alla generazione dei trentenni. Già ministra dei trasporti, è stata la prima persona nella sua famiglia a conseguire la laurea👩‍🎓. L'elezione di una donna giovane (ad oggi la più giovane premier al mondo) e popolare è una bellissima notizia per l’Europa 🇪🇺 e per il centrosinistra tutto. E ora spero che i più restii prendano atto che se una donna cresce in una famiglia non tradizionale può avere una splendida vita e dare un contributo al miglioramento della società: del resto, i frutti delle famiglie tradizionali li abbiamo già conosciuti, non è che siano garanzia di nulla, come non sono garanzia di nulla l'età matura, la giacca e la cravatta 👨🏻‍💼. Abbiamo avuto conferma che una donna può fare un figlio 🤰 mentre è ministra e diventare premier essendo mamma da poco più di un anno 👨‍👩‍👧, e sappiamo anche che non occorre provenire da una famiglia di livello per poter accedere ad un certo ambito, se la scuola è davvero per tutti. Buon lavoro!
Sanna Marin, foto dal profilo Instagram ufficiale 

sabato 30 novembre 2019

Presentato il rapporto internazionale sulla violenza ostetrica

Presentato a Roma il Rapporto dell’ONU sulla Violenza Ostetrica 

L’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia, insieme alle associazioni La Goccia Magica e CiaoLapo, ha presentato la traduzione in italiano del Rapporto della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Dubravka Šimonović sul tema del maltrattamento e della violenza ostetrica contro le donne nei servizi di salute riproduttiva e nel parto.


La Relatrice Speciale sulla violenza contro le donne, le sue cause e le sue conseguenze del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite Dubravka Šimonović ha presentato all’ultima Assemblea Generale, tenutasi a New York il 4 ottobre 2019, il Rapporto annuale che per la prima volta affronta il tema della violenza ostetrica come violenza di genere e propone un approccio basato sui diritti umani. Il Rapporto è il risultato della collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

“Nel mio rapporto affronto le cause all’origine del maltrattamento e della violenza in cui le donne diventano vittime dei sistemi sanitari scadenti, provati dalla mancanza di tempo e di risorse, come dalle condizioni di lavoro del personale sanitario. Leggi discriminatorie e stereotipi di genere pericolosi sul ruolo naturale delle donne nella società e nella maternità giocano un ruolo anche nel parto e contribuiscono a limitare l’autonomia e l’agire delle donne. Questi stereotipi nocivi sono ulteriormente giustificati dalla convinzione che il parto sia un evento che richiede sofferenza da parte delle donne, il che porta alla “normalizzazione” dell’abuso. In aggiunta, nel mio Rapporto, affronto lo sbilanciamento dei poteri nella relazione tra i professionisti sanitari e i pazienti come ulteriore causa alla radice del maltrattamento e della violenza, incluso l’abuso della dottrina delle necessità medica che spesso viene usata per giustificare il maltrattamento e l’abuso durante il parto”. 


L'articolo completo su Sanità informazione al link sotto:
 
https://www.sanitainformazione.it/omceo-enti-territori/presentato-a-roma-il-rapporto-dellonu-sulla-violenza-ostetrica/


venerdì 29 novembre 2019

Donne che giudicano altre donne

Scarpette rosse. Panchine rosse. Giornata contro la Violenza sulle donne. Manifestazioni. Cortei. A volte mi chiedo se basteranno mai.
Queste due donne, la moglie dell'assassino e la commentatrice che dà della zoccola alla donna uccisa in un solo post annullano tutti gli sforzi che la società sta cercando di fare.
Nel 2019 ancora abbiamo stereotipi di genere totalmente radicati nelle aree più rurali del nostro Paese e non solo, tali per cui non vi è modo di distinguere il colpevole dalla vittima.
Non credo occorra spendere altre parole se non per esprimere la mia vicinanza simbolica alla famiglia della vittima che sta certamente vivendo ore drammatiche ma non pare ricevere le attenzioni dovute a a una splendida giovane donna, con un'intera vita davanti, innamorata e incinta.



giovedì 28 novembre 2019

Metropolitana a Vimercate: il percorso continua

Oggi si sono incontrati i sindaci del vimercatese, comune di Milano, Città metropolitana, Provincia di Monza e Brianza e Regione Lombardia per approfondire la prima parte dello studio di fattibilità di una infrastruttura di trasporto per l'asse tra Cologno e Vimercate. Sono emersi aspetti importanti per implementare lo studio verso una soluzione progettuale capace di realizzare un sistema di trasporto alternativo alle auto, efficace per collegare questi territori tra di loro e i Comuni con Milano. Ora MM approfondirà i temi chiesti dai sindaci così che sia possibile scegliere uno scenario e su questo fare la seconda fase completando il Progetto di Fattibilità Tecnica Economica. Il PFTE è fondamentale per chiedere le risorse al governo e rendere finalmente realtà una infrastruttura di trasporto di qualità.

lunedì 25 novembre 2019

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

SE TI PICCHIA NON TI AMA, E' VIOLENZA

Se ti ha dato una sberla non è un raptus, scappa, perché è violenza e lo rifarà di nuovo.
Se ti umilia e ti toglie l'autostima non sei tu che non vali abbastanza e non è il suo stress, è violenza, indipendentemente dai presunti fatti che hanno causato quelle parole e frasi. 
Se ti chiede di rinunciare a lavorare, non ti sta trattando come una regina, è un modo per sottometterti che apre le porte alla violenza, tieni il tuo lavoro e lotta per la tua libertà: se vedi altre donne che non lavorano e si fanno mantenere non invidiarle e non ambire a quella posizione, è una trappola!
Se quando è arrabbiato urla contro di te come fossi responsabile dei mali del mondo, non è il suo carattere, è violenza.
Se ti chiede di isolarti dalle amiche e dagli amici non è geloso perché ti ama, è possessivo e è il primo passo per la successiva violenza fisica, coltiva le tue amicizie in libertà e con il sorriso :)
Se ti mente e cerca di zittirti dicendo che la verità non esiste, non è normale, là fuori ci sono altri uomini che sanno rispettarti: scappa, hai il diritto di parlare, chiedere, approfondire e dialogare in modo civile senza subire manipolazioni psicologiche.
Se fa sesso con te quando sei ubriaca approfittando del fatto tu non ricorderai nulla non è furbo, non è un comportamento adolescenziale, non è un attacco di ormoni, è violenza.
Se fa sesso con te senza avvisarti di avere malattie sessualmente trasmissibili, non è un errore e non si è dimenticato: è violenza.
Se si toglie il preservativo senza chiedere, non è emotivo né comprensibile, sta violando il tuo consenso, è violenza. 
Se ti chiede un ultimo appuntamento non andarci: il mondo là fuori è tutto da vivere e ci sono tanti appunto migliori.
Se vuole guardare il tuo telefonino non darglielo, controllare le tue conversazioni è il primo passo per il controllo e il possesso, per le ripicche e i ricatti, le donne non sono oggetti da possedere.

PROTEGGITI dalla VIOLENZA: non temere mai di essere te stessa, di esprimere la tua soggettività e non precluderti la possibilità di essere amata per quello che sei.
#25novembre #noviolenzasulledonne


domenica 17 novembre 2019

Premio integrazione e migrazione IV edizione

Si è tenuta ieri a Milano la 4° edizione del premio integrazione e migrazione, e del convegno ad esso abbinato che riesce ogni anno a coinvolgere esponenti di tutti i livelli istituzionali insieme alle realtà territoriali che si occupano di integrazione culturale.
Le migrazioni sono un fenomeno che esiste da sempre nella storia e sono parte della natura dell'uomo in quanto tale, ma in quest'epoca più che mai sembrano essere percepite da una parte sempre più consistente della popolazione come un'emergenza.
Ecco, di fronte a questa narrazione negativa che sembra essere inevitabile, noi proviamo invece ad ascoltare le associazioni del territorio e a mettere ad un tavolo insieme chi sta cercando di trovare gli strumenti normativi per facilitare l'integrazione delle comunità migranti, chi lavora ogni giorno concretamente per risolvere i problemi, e chi prova a rendere sempre più diffuso e capillare il lavoro di mediazione culturale che permette una migliore integrazione e aggiungo anche interazione, perché la vera sfida non è inglobare chi proviene da un altrove e renderlo uguale a noi ma permettere a ciascuno di interagire con gli altri trasformando i conflitti in confronti e le differenze in una ricchezza comune.

VINCITORI IV EDIZIONE PREMIO
“ IntegrAZIONE – MigrAZIONE “ 2019

Associazione Centro islamico di Monza e Brianza
Vicepresidente Tahany Shahin

Associazione Infermieri Peruviani in Europa ASSINP
Presidente. Elvira Paredes Meza

Associazione Centro Comunità dello Srilanka
Presidente Pitigalage Kurera

Associazione Bulgara per lo scambio Culturale e Ritmika Filk Lab
Vicepresidente Ana Angelova Sotirova

Associazione NoWalls
Presidente Angela Marchisio

PREMIO INDIVIDUALE categoria:

Promozione Culturale – Sportiva: Ana Maria BobadillaVilchez.

Premio Individuale Responsabilità Sociale : Yessica Avelar

Qualche foto dell'evento qui sotto.





giovedì 7 novembre 2019

Integrazione - migrazione: IV edizione, programma completo

Ecco il programma completo del convegno che si terrà sabato 16 novembre alla Fondazione Stelline di Milano in sala Volta, ore 18.

SALUTI ISTITUZIONALI:

Gabriele  Rabaiotti- Assessore alle Politiche Sociali e abitative del Comune di Milano

INTRODUCE:

Cristina Maranesi Blogger

MODERA:

Avv. Alessandro Giungi- Consigliere Comune di Milano



INTERVENGONO:

Eleonora Evi - Deputata al Parlamento europeo

Brando Benifei - Deputato al Parlamento Europeo in video conferenza

Roberto Rampi - Senatore

Lia Quartapelle - Deputata 

Carmine Pacente - Presidente del Dipartimento Europa ANCI Lombardia

Filippo Barberis - Consigliere Comune di Milano

Angelica Vasile - Consigliera Comune di Milano

Diana De Marchi Consigliera Comune di Milano

Helga Lorena Ramirez - Presidente Associazione Unione Solidale Donne Latinoamericane 


DIBATTITO

Dibattito pubblico e interlocuzione tra rappresentanti Istituzionali - comunità migranti ed ente operanti nel settore immigrazione.



CONCLUSIONI:
Dott.ssa. Emma Mapelli, - Docente formatrice, esperta di processi interculturali di inclusione linguistico - Sociale

Segue l'assegnazione del premio 2019 per 5 associazioni impegnate sul tema dell'integrazione culturale. 



domenica 3 novembre 2019

IntegrAZIONE – MigrAZIONE : Cittadinanza attiva e diritti

L’Associazione “UNIONE SOLIDALE DONNE LATINOAMERICANE IN ITALIA “ – U.S.D.L.I è lieta di comunicare che Sabato 16 novembre 2019 alle ore 18:00 si terrà presso il Palazzo delle Stelline - Corso Magenta, 61 - Sala Volta, la IV Edizione del Convegno - Premio IntegrAZIONE – MigrAZIONE : Cittadinanza attiva e diritti, politiche per l’integrazione.
L’obiettivo del convegno è quello di promuovere l’interlocuzione tra le istituzioni locali, nazionali ed Europee e la comunità migrante in un’ottica di partecipazione cittadina attiva per l’integrazione.
Anche questo’anno il Convegno propone la IV Edizione del Premio “IntegrAZIONE -MigrAZIONE-Cittadinanza Attiva e diritti"
L’obiettivo del premio è riconoscere, valorizzare e incoraggiare l’impegno significativo delle associazione e persone che operano nell’ambito della migrazione, che si sono distinte nel promuovere l’integrazione delle persone provenienti da diverse nazione.
Siamo convinti,che insieme possiamo costruire un futuro migliore per tutti, a tale proposito Vi aspettiamo! 
A breve seguirà il programma completo degli interventi. 


giovedì 19 settembre 2019

Metropolitana o metrotranvia?

Un articolo riduttivo rispetto al lunghissimo lavoro svolto in questi anni per arrivare ad un punto di incontro, che i 4 sindaci dei comuni coinvolti stanno trovando probabilmente nella metrotranvia, che costerebbe circa 1/4 della metropolitana classica. Non era la prima soluzione che avevo pensato quando, qualche anno fa, ho iniziato a raccogliere le firme per #metroavime con un gruppo di persone serie ed appassionate che si è fatto carico della battaglia facendola diventare una battaglia comune, apartitica, condivisa con una parte larghissima della cittadinanza dei paesi coinvolti e non solo. Tuttavia credo che sia da cogliere ora l'opportunità di portare avanti lo studio di fattibilità definitivo e ho fiducia nel lavoro di sintesi che i sindaci stanno facendo: entro il 2026 vogliamo andare a Milano con i mezzi pubblici, senza inquinare e in tempi rapidi! Il percorso è stato lungo ma siamo molto vicini al punto di arrivo e se l'analisi costi-benefici ha dato dei risultati diversi dalle aspettative, quello che conta è comunque il risultato e la possibilità effettiva di raggiungerlo, a questo vorrei venisse dato spazio dai giornali locali: la sinergia tra i sindaci e il nuovo Governo PD-M5S sono sicura che permetteranno una realizzazione del collegamento in tempi compatibili con i tempi di vita delle persone e con costi sostenibili anche dal punto di vista contabile. Un ringraziamento a Francesco Sartini Simone Sironi e predecessore, Marco Troiano e al sindaco di Concorezzo che stanno continuando costantemente a lavorare per concretizzare.


lunedì 19 agosto 2019

Verità per Elena Casetto, morta in un incendio all'interno del reparto psichiatrico dell'ospedale di Bergamo

Lettera aperta di Slegalo subito

Egregi,

ci rivolgiamo a voi in qualità di rappresentanti legali di associazioni promotrici della campagna nazionale .....e tu slegalo subito, per l’abolizione della contenzione meccanica nei luoghi della cura, a seguito della morte di Elena Casetto, giovane donna di 19 anni, ricoverata nel reparto di Psichiatria dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, morta carbonizzata martedì 13 agosto in un incendio divampato nel reparto. Forse partito dalla sua stanza.

l'articolo di Repubblica del 13 agosto riportato sul sito di slegalo subito

Notizie di stampa e le dichiarazioni date dal reparto, dicono che la donna fosse contenuta: “La paziente deceduta era stata bloccata pochi istanti prima dell’incendio, a causa di un forte stato di agitazione, dall’équipe del reparto.” Come è pratica diffusa nella maggior parte dei reparti psichiatrici ospedalieri, lombardi, la “paziente” era stata “bloccata” attraverso contenzione meccanica e sedazione. Notizie più recenti ci dicono che la ragazza era stata legata al letto mani, piedi e fissata con una fascia toracica, dopo che aveva tentato il suicidio stringendosi un lenzuolo attorno al collo.
Sembra non possibile che da parte di tecnici della salute mentale si sia risposto alla sofferenza, alla richiesta di aiuto espressa da un tentativo di autosoppressione, con un gesto violento di negazione dell’altro quale è la contenzione meccanica. Invece di accogliere, supportare e farsi carico di quel dolore, dare attenzione, vicinanza, ascolto professionale e competente, si è ridotta la giovane donna a corpo da sottomettere e domare, togliendole dignità e rispetto. Ritorna con forza il ricordo di Antonia Bernardini, morta la notte del 31 dicembre del 1974, dopo quattro giorni di agonia, per le ustioni riportate nell’incendio prodotto nella sua stanza nel manicomio criminale femminile di Pozzuoli dov’era legata da 43 giorni (come lei stessa dirà al magistrato che la interroga “legata come Cristo in croce”). Le sue grida, imputate alla malattia, non trovano ascolto e solo dopo tempo un'infermiera sente la puzza di bruciato e accorre. Ma le fiamme sono ormai alte e Antonia è in condizioni disperate. Dopo quella morte il manicomio criminale di Pozzuoli viene chiuso.
Sono passati 44 anni da quel tragico evento, ma dobbiamo costatare che, nonostante l’Italia abbia una legge che permetterebbe di fare la migliore psichiatria possibile (Eugenio Borgna), e da 20 anni sono stati chiusi gli ospedali psichiatrici, in molte parti del paese permangono nei servizi della riforma pratiche di stampo manicomiale, violente, lesive dei diritti e della dignità di chi le subisce e chi le fa. La pratica della contenzione, seppure illegale, è contemplata e largamente utilizzata nei servizi psichiatrici ospedalieri, fatta “per il bene del paziente” come dicono i sanitari, ma che nei fatti espone i/le ricoverati/e a esiti gravi, fino alla morte, e lede la dignità e la salute fisica e mentale anche di coloro che la attuano.
Conosciamo le difficoltà nelle quali versano gli operatori dei servizi, che lavorano in troppe situazioni in condizioni di carenza di organico, ma pure sappiamo che il ricorso alla contenzione non può imputarsi solo a questo ma tanto più all’orientamento culturale degli operatori e al modello organizzativo dei servizi. L’impegno per il miglioramento delle condizioni di lavoro deve andare di pari passo alla certezza del diritto per tutti. Non possiamo non pensare che se la giovane Elena non fosse stata legata non avrebbe trovato quella terribile morte. Crediamo che sulla contenzione meccanica quindi bisogna concentrare l’attenzione da parte degli inquirenti e dei responsabili politici e tecnici. Va rilevato che in varie parti del paese esistono Servizi psichiatrici ospedalieri, circa 30, che fin dalla loro apertura (Trieste, San Severo, San Giovanni in Persiceto....) o da molti anni (Pistoia, Modena, Ravenna...) non ricorrono alla contenzione. Questi rappresentano la direzione verso la quale bisogna andare, rispettosa della Carta costituzionale (art. 13), della Convenzione e dei diritti delle persone con disabilità assunta dallo Stato italiano nella legge 18/2009 (art. 14, 15 e 17), delle raccomandazioni del Comitato nazionale di Bioetica del 2015.

Va infine sottolineato che il ricorso alla contenzione non riguarda/chiama in causa solo il servizio psichiatrico ospedaliero dove principalmente si attua, ma l’intero sistema territoriale dei servizi di salute mentale, rappresentando il servizio ospedaliero di norma l’imbuto in cui arrivano le criticità dei servizi psichiatrici territoriali, le risposte inevase, rimandate o mal trattate da parte degli stessi.
Così, mentre l’indagine giudiziaria, cui spetta di accertare eventuali responsabilità penali, segue il suo corso, a nome della campagna nazionale ... e tu slegalo subito chiediamo che a partire da questa tragica morte, prenda avvio un’azione decisa nel Dipartimento Salute Mentale Bergamo che intervenga su cosa non ha funzionato, su cosa si sarebbe dovuto fare, su cosa deve cambiare perché tali eventi non succedano più.
Come campagna chiediamo agli intestati della lettera che vengano adottati provvedimenti per l’abolizione della contenzione meccanica nei Servizi psichiatrici ospedalieri lombardi e di ogni pratica “inumana e degradante” nei confronti delle persone con disturbo mentale. Chiediamo che sia data centralità alla tutela della salute mentale, diritto dell’individuo ed interesse della comunità, e rilanciato il lavoro di cura delle persone con disturbo mentale negli ambienti naturali di vita con interventi e politiche sui determinanti sanitari, socio-economici, lavorativi, culturali, ambientali, insieme ad un finanziamento adeguato dei Dipartimenti di salute mentale.
Chiediamo che vengano avviate strategie e azioni visibili e trasparenti, per una profonda rivisitazione culturale, organizzativa e gestionale nelle politiche di salute mentale che possa rendere attuale la presa in carico e la cura delle persone con problemi di salute mentale nel rispetto della dignità e dei diritti, primo quello della cura.

Nell’informarVi che come associazioni promotrici della campagna ....e tu slegalo subito valuteremo l'opportunità di costituirci parte offesa in un eventuale processo penale, salutiamo con stima e ci rendiamo disponibili ad ogni confronto e collaborazione

per la campagna nazionale ... e tu slegalo subito
Giovanna Del Giudice, presidente di Conferenza Salute Mentale Franco Basaglia – 347.3904626
Valentina Calderone, direttrice di A buon diritto Onlus – 340.1604389

domenica 11 agosto 2019

Ragionando, con tutti, con responsabilità

Occorre fermarsi un attimo a ragionare, senza tifoserie. Non ho mai usato #senzadime come strumento di affermazione di una parte e di rivendicazione di un'identità, perché penso che stare in un partito significhi innanzitutto ragionare e trovare soluzioni condivise che non passano dal "se si fa così me ne vado", per cui non trovo nulla di strano nell'idea di costruire un governo istituzionale se questa sarà la proposta di Mattarella. In generale non trovo nulla di strano nel confronto fra varie ipotesi e nell'ascolto e nell'analisi di quelle che possono essere le forze in campo interessate, stanti i numeri. Andare al voto ora, con questa legge elettorale, mi sembra una follia: lasciare il Paese in mano alle destre, con il rischio che con i 2/3 del Parlamento possano cambiare la Costituzione senza referendum ed eleggere, fra due anni, il Presidente della Repubblica senza bisogno di una mediazione con il centrosinistra. Aggiungo, il ministro dell'interno dalla spiaggia non ha alcun potere di decidere la data del voto, non diamoglielo noi: è evidente che vuole capitalizzare! Confido nella saggezza e nell'equilibrio del capo dello Stato, che sappia mettere le parti intorno ad un tavolo a ragionare, anche perché non si può andare al voto ogni anno o due perché non si è in grado di fare sintesi, o perché il risultato del voto precedente non soddisfa qualcuno. Abbiamo il dovere di fermare l'aumento dell'IVA, di mettere le forze di Governo attuali di fronte alla responsabilità di voler fuggire invece che portare a termine la manovra e abbiamo ancora di più il dovere di difendere la centralità dell'Italia in Europa senza farci mettere ai margini e senza il rischio di governanti che ci portino fuori dall'Europa o dall'Euro per qualche estremismo sovranista. Aspettiamo e ragioniamo, oltre il bianco e nero, cogliendo la complessità della situazione e, laddove non capiamo tutto, facciamo un passo indietro per farne due avanti, conosciamo le nostre priorità e i nostri ideali e sappiamo che sono minoranza culturale nel Paese oggi: occorre un percorso lungo e complicato per ritornare ad aessere maggiornaza, ma nel frattempo occorre evitare una decadenza culturale e sociale ancora più grave. La buona politica non sia un megafono della pancia del Paese, sia piuttosto attenta a mantenere alto il valore del compromesso senza denigrarlo e senza abbassarlo a mera svendita di valori.

martedì 9 luglio 2019

ci scusiamo per il caldo

Caro Marco,
Vorremmo frequentare gli stessi treni che frequenta lei. Quelli che non hanno problemi manutentivi, che hanno l’aria condizionata e che hanno ridotto i ritardi e le soppressioni. (firma qui la petizione per treni più efficienti).
La “flotta decisamente datata” non ci capacitiamo di chi sia, se non vostra nonché frutto delle scelte e della gestione di Regione Lombardia degli ultimi 25 anni. Eh sì, possiamo migliorare: prima di tutto immaginando un trasporto pubblico che sia all’altezza delle aspettative e delle esigenze di vita reali dei pendolari lombardi, e poi mettendosi nei panni dei lavoratori che ogni giorno vorrebbero arrivare puntuali sul posto di lavoro e per farlo sono costretti ad affidarsi alla sorte.

Anche oggi Regione Lombardia ci dimostra che manca di prospettiva e della capacità di prendere in carico le esigenze dei pendolari, dei lavoratori tutti, di chi vuole o deve rinunciare al trasporto privato per spostarsi e invece di essere incentivato viene scoraggiato da treni obsoleti, senza aria condizionata e ovviamente stracolmi visto che ne vengono soppressi in continuazione! E’ assolutamente inaccettabile che, con l’emergenza climatica in atto e il livello ormai insostenibile dell'inquinamento nell'area intorno a Milano, non si prendano provvedimenti seri per favorire il trasporto pubblico, ma qui siamo all’eccesso opposto, si mette il lavoratore nelle condizioni di non poter fare a meno del trasporto privato se vuole raggiungere il luogo di lavoro in orari consoni e tornare a casa nel rispetto dei propri tempi di vita. E visto che ci sono tutti questi disagi per qualche grado in più, non vorremmo che alle Olimpiadi 2026 arrivassimo scoprendo che d'inverno fa freddo e facendoci trovare impreparati.

martedì 26 marzo 2019

Giù le mani dalla 194!

Sta facendo discutere in questi giorni la nuova proposta della Lega Nord di favorire la possibilità per le donne incinte di portare a termine la gravidanza e poi dare in adozione il neonato, invece di abortire. Vi svelo un segreto: oggi è già possibile farlo non occorre una legge apposta! E chiedere a una donna di portare a termine una gravidanza non voluta e poi lasciare il bambino è una concezione della donna molto simile a quella dell'utero in affitto, con in più la negazione del diritto all'aborto previsto dalla legge 194.
Ma pare che gli autori di questa proposta di legge non abbiano idea di quali siano le motivazioni, reali, concrete, calate in un contesto di contingenza e soggettivo, che spingono le donne a scegliere la via dell'interruzione di gravidanza. Allora forse occorre riepilogare le motivazioni principali, in modo che si possa comprendere appieno l'assurdità giuridica ma anche l'inapplicabilità pratica ed operativa di questa proposta.

I fattori principali che portano una donna a fare questa scelta, sono di 3 tipi:

1) problema economico: molti casi sono di donne di 40 anni al 3° o 4° figlio, che chiaramente non potrebbero portare a termine la gravidanza comunicandolo al mondo e agli altri figli (immaginate una mamma che va dagli altri figli dicendo "non ci sono soldi, quindi regaliamo il fratellino a qualcun'altra" dopo che i bimbi/ragazzi hanno visto il pancione etc), ma si trovano impossibilitati, per il bene dei bambini che già stanno crescendo, a suddividere ulteriormente il budget famigliare; donne che hanno problemi lavorativi, contratti precari (perderebbero comunque il lavoro o i clienti portando a termine la gravidanza), una relazione a distanza che comporterebbe il fatto che uno dei due genitori del bambino debba lasciare il suo contesto sociale per portare avanti la famiglia insieme, etc. Il problema economico può essere semplicemente essere l'avere la consapevolezza che non c'è un aiuto gratuito da parte dei genitori o altri famigliari e che non si hanno le risorse per un nido, ma passa anche e soprattutto dall'aspettativa di maternità e dalla tipologia di lavoro che si sta svolgendo.

2) l'uomo con cui si è fatto il figlio: dalla casistica in cui la donna ha subìto uno stupro, al padre del bambino che non è il marito/compagno e la donna non vuole far sapere l'esistenza della relazione, o se il padre del bambino è un uomo sposato con un'altra o ha già altri figli e non può esporsi o riconoscere il bambino, o ogni caso in cui rendere pubblica la gravidanza sia di qualunque pericolo per la vita e il futuro della madre, del padre, dell'altra famiglia coinvolta.

3) l'impossibilità a vivere la maternità in tutti i suoi aspetti: ragazze di 15-16 anni, o poco più che adolescenti, che ancora studiano, totalmente dipendenti economicamente da altri, o donne inserite in una rete sociale in cui viene dato per scontato il matrimonio in caso di gravidanza o la rinuncia a tutta una serie di possibilità.

In tutti questi casi, portare avanti la gravidanza è ovviamente impossibile e la soluzione principale è solo una: contraccezione consapevole e gratuita, per tutte.

Poi esiste un problema politico più ampio che si potrebbe affrontare se volessimo "risolvere" il problema della denatalità, ovvero: chiederci se, con 7 miliardi di persone su questo pianeta, la denatalità sia davvero un problema, e rendere culturalmente spontanea la cogestione dei figli da parte di entrambi i genitori oltre alla necessità di impostare un percorso di medio-lungo periodo per superare il gender gap sui luoghi di lavoro, per quanto riguarda i salari e sicuramente anche l'apertura di più asili nido, meglio strutturati, con orari più flessibili. Tutto ciò non toglie il fatto che la proposta di legge sopracitata non tiene conto di un dato di realtà e manca totalmente nelle fondamenta ovvero nella possibilità effettiva per la donna di essere considerata al pari di un uomo soggetto attivo delle scelte che compie per sè e per le persone che ama.


Donne: etica e valori nello sport venerdì 29 marzo 2019

Donne: etica e valori nello sport, è il tema del convegno, aperto al pubblico, che si terrà venerdì 29 marzo alle 20.45 presso la Sala Carver, al secondo piano del Binario 7 a Monza.  L’evento è promosso dalla UPF insieme al Comitato brianzolo della UISP, in collaborazione con altre associazioni e con il sostegno del Comune di Monza.
Lo sport come veicolo di valori etici, come strumento di dialogo e integrazione, di crescita personale e di costruzione di legami. Il tutto declinato al femminile. Questo il filo conduttore e lo spirito del convegno, condotto dalla giornalista di sport Serena Scandolo e da Carlo Chierico, presidente UPF Monza Brianza, che vedrà i contributi di tante donne di sport impegnate in modi differenti nella pratica sportiva, nel territorio brianzolo e su scala nazionale e internazionale, tra cui un contributo della campionessa mondiale e olimpionica Josefa Idem, la donna che in assoluto ha partecipato a più Olimpiadi, mentre apriranno i lavori  l’Assessore allo Sport del Comune di Monza Andrea Arbizzoni e la campionessa di sci Claudia Giordani, ora Delegata CONI. 
Sono previste le testimonianze di queste atlete: Antonella Mauri, già campionessa europea e mondiale di pattinaggio a rotelle; Vissia Trovato, già campionessa europea e mondiale di pugilato; Francisca Cristina Martinez, allenatrice di una squadra salvadoregna di calcio femminile; Eleonora Bellani Dalia Saad, giovani atlete della squadra di pallavolo GSO Regina Pacis; Silvia Arnaboldi, atleta e allenatrice sezione atletica leggera della Forti e Liberi; Cecilia Cuscunà e Giulia Valtorta, giocatrici di calcio nella Fiammamonza, Mariza Perucci e alcune giocatrici della Sanfru Basket, sezione baskin (basket inclusivo).
Inoltre domenica 31 marzo dalle 14.30 alle 18.30 si terrà la nuova edizione del Trofeo della Pace al femminile, con il torneo interetnico di pallavolo, che vedrà la partecipazione di 6 squadre formate da ragazze e giovani mamme del territorio, presso la palestra della scuola media Bellani di Monza, con entrata libera dal cancello di via Silvio Pellico.
Per info: Carlo Chierico, tel. 3396438535 mail carlo.chierico@icloud.com