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lunedì 19 ottobre 2015

#Europeembraces! Grecia, con Unione Europea e Sicilia inaugura la campagna di donazioni per i rifugiati

Enterprise Greece, attraverso il Padiglione Greco in EXPO 2015, in un atto di sensibilizzazione e solidarietà, ha deciso di capitalizzare la partecipazione della Grecia nell’Esposizione Mondiale Expo 2015 a Milano e organizzare un'iniziativa umanitaria al fine di fornire un aiuto concreto ai profughi, che arrivano sempre più frequentemente sul territorio dell'Europa mediterranea per diverse vie.
Questa organizzazione vuole cogliere l'opportunità della partecipazione della Grecia in questi due grandi eventi e dedicare la sua Giornata Nazionale all'iniziativa, al fine di aumentare la consapevolezza delle Business Communities e di tutti i cittadini europei sul principale problema paneuropeo dei rifugiati e la loro sopravvivenza.
Questa azione si sposa perfettamente al tema di Expo 2015 e si concentra sui bisogni umani e l'assoluta necessità di sviluppo e di tutela ambientale.
Mercoledì 21 ottobre, per celebrare la Giornata Nazionale della Grecia, il Padiglione - sito all'interno del Cluster Bio-Mediterraneo - vuole in questo modo fare un tributo sia alla Grecia che all'Italia in questo meraviglioso evento culturale mondiale e, soprattutto, onorare l’Europa come un continente di solidarietà e portavoce dei diritti umani.
L'obiettivo è la raccolta - nelle aree raccolta appositamente designate all'interno del sito EXPO – di tutto ciò che è rappresenta una prima necessità pratica di un rifugiato. Ad esempio:

• abbigliamento base per uomini, donne, bambini tenendo conto della stagione fredda in arrivo
• Biancheria intima e scarpe
• prodotti per la pulizia personale e la manutenzione domestica, preferibilmente non liquidi
• prodotti alimentari a lunga conservazione (si chiede di non portare prodotti in confezioni di vetro)
• materiale scolastico, ricordando che l'istruzione è la base per fornire a tutti gli strumenti culturali per una vera consapevolezza democratica e partecipazione attiva alla vita di un Paese

Soprattutto, il tentativo dell'iniziativa è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica europea sul tema dei rifugiati. Il Sud Europa deve essere di esempio nell'attivazione dei cittadini di tutta Europa per creare un fronte umanitario europeo.
L'iniziativa, caldamente supportata dall'Unione Europea vedrà punti di raccolta presso il Cluster Bio-Mediterraneo (fermata 5 della navetta interna) sede di Grecia e Sicilia, il Future Food District della Coop e presso il padiglione dell'Unione Europea (sul cardo, a destra dell'albero della vita). 
In questa direzione, tutti i responsabili dei padiglioni parte del Cluster Bio-Mediterraneo si sono impegnati a destinare al termine di EXPO, il 31 ottobre, tutte le loro attrezzature riutilizzabili e le strutture degli stand per aiutare i profughi in arrivo in Grecia e Sicilia.

 

lunedì 28 settembre 2015

Come difendere il patrimonio dell'umanità? #cultureforpeace


credits: ainsyria.net


Come difendere il patrimonio dell'umanità? Una domanda che tutti quelli che hanno a cuore tutela dei beni artistici si pongono ogni giorno di più, in particolar modo dopo le recenti distruzioni degli scavi archeologici siriani e iracheni da parte di chi distruggendo la cultura pensa di poter cancellare la memoria dell'umanità. Fermare le distruzioni degli scavi archeologici nelle aree di guerra, un'esigenza a cui proveremo a dare una risposta con esperti del settore in un convegno che si terrà domenica 4 ottobre a Expo Milano 2015. Parleremo dei caschi blu della Cultura e delle difficoltà di chi opera sul campo ( in particolare in Siria) e delle leggi comunitarie sul traffico illecito dei reperti trafugati, con vari esperti del settore:

On. Roberto Rampi, in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, promotore dell'incontro e già autore l'anno scorso di un'interrogazione parlamentare per contrastare il traffico di reperti archeologici provenienti dall'area di Mossul in Iraq.  

Prof. Avv. Manlio Frigo, membro del Committee on Cultural Heritage Law dell’International Law Association, esperto consulente della Commissione dell’Unione europea, Unesco e Unidroit.
Dott. Samer Abdel Ghafour, archeologo siriano, Fondatore del network "Archaeology in Syria", che ci parlerà della realtà di chi lavora sul campo.    

Sen. Adele Gambaro, Commissione Cultura del Consiglio d’Europa

Modera: Dott.ssa Maria Cristina Vannini, Trustee di European Museum Forum Italia

domenica 27 settembre 2015

Visitare #Expo2015 nei momenti di caos

Avete aspettato a visitare Expo a settembre pensando "così non fa più caldo" oppure "alla fine sarà meglio e sarà più organizzato"? Sappiate che siete in ottima compagnia, ieri (e anche negli ultimi due sabati) più di 200.000 persone l'hanno vissuta così.
Un caos assoluto e sopratutto ressa e code ovunque, almeno 15-20 minuti per mangiare, l'impossibilità di muoversi con celerità e quindi per un visitatore nuovo che non aveva mai visto Expo prima, di scegliere quanto spendere e cosa mangiare. Coda ai tornelli da tutti e 4 gli ingressi, almeno mezz'ora di coda in biglietteria al mattino e alla sera.

Il mio consiglio per chi visita Expo nei momenti di caos, innanzitutto andate dove effettivamente vi interessa. raccogliendo domande stupide dei clienti, si sono sentiti quesiti come:

- scusi, qual è la differenza tra Malaysia e Malesia?

- ma gli emiGrati arabi ... dove sono?
- (indicazioni)
- e quanto durano?

- Azerbaijan pronunciato nei modi più disparati

- ma la Corea dov'è?
- quale Corea?
- eh boh ... quella bella.

- ma perché sul padiglione Kazakhstan c'è scritto "Astana 2017"?

- è in coda da 10 minuti e chiede: scusi, che padiglione è questo? 

Siate sinceri con voi stessi, non correte verso paesi che manco sapete dove sono sulla carta geografica, e già si sente da come li pronunciate/considerate. fate passare i cluster, se vi piace il caffè andate a quello del caffè, se vi piace il cioccolato in quello del cioccolato, se avete bimbi non esagerate nell'usarli come lasciapassare per le code, ci sono aree apposta per i bimbi dove rompono un po' meno (children park e kinder le più attrezzate). se volete bere andate a bere qualcosa di nuovo, ma non considerate il padiglione con la coda come il migliore perché così è stato sentenziato dalla massa. Voi non siete la massa!
Expo è una bellissima esperienza che può essere vissuta da ogni tipologia di persona, ma non siamo tutti uguali.  Se siete in cerca di timbri per il passaporto, il sabato non è comunque il giorno giusto. Neanche il venerdì e la domenica. L'esperienza è personalizzabile, e ciascuno può trovare stimoli interessanti sicuramente informandosi prima sul web ma anche facendosi guidare dai propri sensi, invece che dalle dicerie altrui.
Per esempio, ci sono padiglioni in cui la visita è guidata, più adatti ai pigri. Alcuni con molti video, ma non a tutti piace questo tipo di fruizione. Alcuni in cui è indispensabile leggere le didascalie, anche in questo caso non è adatto a tutti. Prima di uscire da un padiglione lamentandovi che "non c'era dentro niente", chiedetevelo: non che magari non era di vostro gusto, e preferite un altro genere?
Alcune mostre sono temporanee, per cui non affannatevi a cercare quel quadro o quella statua di cui vi ha parlato vagamente una vostra lontana parente che è stata qui a giugno, non ne vale la pena a meno che non siate inteditori d'arte, ma in quel caso sapreste già dov'è.
Con i bambini, evitate la calca, sopratutto durante lo spettacolo dell'albero della vita. Non sempre il bambino è un lasciapassare, spesso si annoia, strilla, dà fastidio agli altri, andate a sbattere contro la gente con i passeggini ma sopratutto non è sicuro per il bambino stesso stare stipato in una folla serrata. Idem per le navette interne, se avete bimbi non pretendete di salire sulla navetta con passeggino anziano e 8 pargoli, muovetevi in anticipo se dovete raggiungere la stazione in serata.
Se piazzate nel passeggino un bimbo di 7 anni, a parte che state prendendo in giro gli altri clienti e in alcuni padiglioni comunque non vi farebbero fare la coda prioritaria, ma state educando vostro figlio a cercare di fregare il prossimo e bypassare le regole. Le code prioritarie sono per bimbi davvero piccoli (quelli di 5 anni per esempio venivano in gita estiva tutti in gruppo e se ne stanno buoni in coda, perché con voi non dovrebbero farlo?), i disabili sulla carrozzina e nei padiglioni dove consentito gli anziani oltre una certa età con documento, non 6 amici al seguito per ciascuna delle casistiche.
Sempre sui bimbi, quando volete scontistiche in biglietteria arrivate già col documento del bambino per cui volete lo sconto, soprattutto se ha da 0 a 3 anni ed è gratuito, inutile sperare di convincere la cassiera a farvi lo sconto con lunghi giri di parole, poi vi tocca chiamare l'altro genitore col passeggino a voi e rallentate tutta la coda dietro.
E per quanto riguarda il parcheggi, l'ultima navetta è a mezzanotte e mezza siate consapevoli che siete parte di un gruppo di migliaia di persone che hanno esigenze simili, quindi non pensate di essere stati gli unici a pensare "arrivo alle 12.20 e prendo l'ultima". Il rispetto è per gli altri e anche per chi lavora, nei parcheggi e sulle navette.
Per quanto riguarda i bagni, in ogni edificio di legno in genere ce ne sono almeno due, se il primo che trovate è strapieno, salite al piano di sopra in genere ce ne è uno meno frequentato.
Non passate davanti allo staff nelle code e non infilatevi nei parcheggi dello staff, se voi in aeroporto vedete una hostess entrare in una porta cosa fate, la seguite per fare prima o pensate che vi arresteranno se lo fate? Ecco il fatto che nessuno vi impedisce di passare davanti allo staff di continuo o di ostacolare il lavoro di chi è lì per voi non significa che possiate farlo, risultate molto maleducati soprattutto in contesti di caos.

venerdì 14 agosto 2015

Expo per la cultura e la cultura per Expo

Ancora più di un anno fa, ci si chiedeva se Expo potesse essere un'occasione per parlare non solo di alimentazione ma anche di cultura. Perché il pianeta lo si nutre con il cibo, ma non solo, bisogna nutrire anche la mente. La speranza che l'incontro tra diversi Paesi fosse anche occasione di scambio culturale non è stata vana. Non ultimo, Expo è stata solo due settimane fa occasione di incontro tra i ministri della Cultura di tutto il mondo in un meeting di due giorni sulla Cultura come strumento di dialogo tra i popoli.


Ma ogni giorno in realtà Expo sta diventando un'occasione di conoscenza e approfondimento. Gli appuntamenti culturali organizzati da Intesa San Paolo (qui Chiara Isotton dell'Accademia della Scala di Milano che interpreta la Tosca), i dibattiti di Casa Corriere e le mostre fotografiche di spazio Kip, ma anche gli incontri di Cascina Triulza. La Cascina, unico edificio di Expo già esistente prima della costruzione del sito espositivo, è stata restaurata per questo evento e ora ospita ogni giorno conferenze, laboratori, e realtà associative che trovano in Expo uno spazio per mostrare il loro lavoro quotidiano sia in ambito alimentare che sociale. Un appuntamento da non perdere per gli amanti dell'arte anche la mostra curata da Vittorio Sgarbi all'interno di Eataly, con 250 quadri italiani di ogni epoca suddivisi per regione.
E un outsider invece all'interno del Padiglione Italia, la Vucciria di Guttusu.
In occasione della settimana delle donne poi è stata creata una bellissima iniziativa, una collana di storie di donne da tutto il mondo disponibili gratuitamente (ma ormai esaurite) in Expo. Storie che raccontano la femminilità da 104 Paesi diversi, ciascuna scrittrice dal proprio punto di vista. Un interessante viaggio nella nostra metà del pianeta, perché raccontarsi è il primo modo per farsi conoscere e conoscersi è il primo passo per rispettarsi. Interessante che nella collana sono presenti anche storie provenienti da Paesi che non partecipano ad Expo, come il Perù e la Mongolia.
Non mancano poi i concerti organizzati dai vari padiglioni, per esempio il bravissimo pianista Tomasz Pawlowski con il suo concerto di Chopin più volte ospite al padiglione polonia anche in questi giorni.
Anche le giornate nazionali sono state occasione per la promozione culturale per diversi Paesi, qui un pezzo dell'orchestra Virtuosi Moskvi in occasione del National Day della Russia e una piccola parte dello splendido concerto del National Day dell'Azerbaijan.

Al padiglione del Vietnam è possibile assistere quotidianamente a spettacoli con strumenti vietnamiti tradizionali.
Tra balli folkloristici (spesso in occasione dei National Days ma non solo) opere d'arte e musica classica, Expo non è mai stato solo cibo ma per chi ama la Cultura c'è solo la difficoltà di destreggiarsi quotidianamente tra decine di conferenze e laboratori diversi.

Perché la cultura non è un abbellimento o un di più, ma la base stessa per poter uscire dalla crisi. Acquisire nuove conoscenze, ascoltare nuovi punti di vista, ammirare un'opera d'arte o scoprire la ricchezza culturale di Paesi lontani da noi è la chiave perché di Expo rimanga qualcosa di estremamente positivo nel futuro dei giovani - italiani ma non solo - che ogni giorno affollano l'esposizione e tornano a casa con un bagaglio culturale arricchito.
Perché ogni stimolo nuovo proveniente dal diverso - anche il diverso più lontano e dissimile da noi - è un seme che può germogliare nella mente curiosa e aperta di un bambino e di un ragazzo e da quel seme può nascerne un futuro di ricerca, di tolleranza, di comprensione e di dialogo.

martedì 11 agosto 2015

Cose belle di #Expo2015

Una cosa bella di Expo: sentire discorsi canzoni e rumori di sottofondo in lingue diverse. Per una amante delle lingue come me, un viaggio intorno al mondo a casa mia ogni giorno. Scoprire cibi e tradizioni certo è la prima opportunità di Expo, ma per me anche il fascino di ascoltare suoni sconosciuti. L'altra sera ascoltando due ungheresi parlare mi sono ricordata di quando un giorno da bambina su un traghetto sul lago di Como ho cercato per la prima volta di chiacchierare con una bimba inglese. Avevo forse 5 anni e l'idea di aver bisogno di un interprete non l'avevo contemplata. In effetti ancora adesso la curiosità di capire lingue a me estranee non è cambiata, come farsi portare dal ritmo di musiche sconosciute senza capire cosa dicano le canzoni. Credo che sia importante mantenere lo stupore e la curiosità per il nuovo e il diverso e che sia splendido ogni giorno cogliere sguardi, sorrisi, bronci, abitudini e chiedersi cosa sta dietro alle storie di tutte le persone che si sono trovate tutte insieme nello stesso luogo per 6 mesi ciascuno con il suo percorso alle spalle unico.

venerdì 31 luglio 2015

Trenord offre un servizio o crea un ostacolo?


La domanda è legittima, se intendiamo il treno come un normale strumento attraverso cui un lavoratore può raggiungere il luogo di lavoro. Raggiungere? Forse. Puntuale? Magari. Tornare a casa a un’ora decente? Può darsi. L’annuncio all’altoparlante nei treni “con trenord a Expo Milano 2015, oltre 380 treni al giorno ti portano a Expo” invita a una riflessione abbastanza letterale sulle parole, ti portano a Expo e poi ti lasciano lì?
Sembrerebbe di sì quando un sabato sera hanno cancellato l’ultimo treno per Chiasso, il passante S11 delle 00.21. Persone stanche dopo l’intera giornata all’aperto e al caldo, molti lavoratori tra l’altro, e il personale trenord che ha lasciato gli uffici del mezzanino dei treni alle 23.30. La collega di Expo del punto informazioni (di Expo, non di Trenord) che si ritrova circondata di clienti adirati che non sanno come tornare a casa, ovviamente non è di sua competenza ma a quell’ora Trenord ha chiuso gli sportelli. Non è la prima volta che succede, già visto accadere con un ultimo treno per Torino da stazione Centrale e ultimo treno per Sondrio delle 20.20 posticipato di ore con scuse varie e cancellato quando ormai per chi abita oltre Lecco chiamare qualcuno per farsi venire a prendere riduce di molto la scelta di chi chiamare, oltre le 23. Una cosa assurda poi le coincidenze che si “lasciano andare”: passante per Chiasso entra in stazione a Monza, e si ferma PRIMA della stazione 2 minuti, lasciando partire il treno per Tirano da Milano Centrale. Una genialata, tra i due treni ci sono 6 minuti per la coincidenza, Monza è una stazione piccola e sarebbe fattibilissima soprattutto in un orario non di punta ma non è chiaramente fattibile se il Tirano in transito supera il passante fermo nella stazione di Sesto, e quando ancora mancano 2 minuti all’orario della coincidenza si ferma in mezzo al nulla.

Notare poi il buffo cartello presente in Stazione Centrale che invita chi è diretto a Expo a fare una fermata di metro e prendere il passante … da Centrale ci sono minimo 3 treni all’ora diretti a Expo ma chiaramente la maggior parte dei treni per Centrale sono freccia bianca o freccia rossa quindi costerebbero di più, non sia mai che si possa invitare i clienti a salire su dei treni per fighetti e arrivare a Expo potenzialmente in 10-15 minuti, meglio incasinargli la vita che pensare a una tariffa unica per tutti da Milano a Expo con un biglietto valido per tutti i mezzi che possono raggiungere il sito espositivo. Troppo complicato. Come troppo complicato non sopprimere i treni a caso, o mettere degli orari che siano un minimo rispettabili. Chi va in zona Bergamo dopo le 23 da Expo, ha una sola opzione il passante per Pioltello e poi da lì il treno per Bergamo, con 6 minuti di coincidenza. Pioltello è una piccola stazione, ma un ritardo di 6 minuti è frequentissimo. Morale della favola innumerevoli colleghe si sono dovute far venire a prendere a Pioltello nel pieno della notte o rinunciare al trasporto pubblico scegliendo l’auto con conseguente aumento dei costi per raggiungere il luogo di lavoro.
Per non parlare della linea per Malpensa, da Expo a Malpensa l’app di trenord suggerisce sempre di passare per Porta Garibaldi, quasi mai per altre stazioni e in ogni caso non valuta mai passaggi da Busto Arsizio Nord o Lonate Pozzolo che sono in linea d’aria molto più vicino a Malpensa, per cui se uno si trova all’ultimo a pochi minuti dal check in senza navetta almeno può pagare un taxi senza fare un mutuo. L’idea di programmare una navetta da Expo a Malpensa per tutta la sera non è venuta in mente a nessuno evidentemente.
Con profondo imbarazzo mi trovo ogni volta che un cliente chiede una soluzione per raggiungere Malpensa dopo le 19.30 (dopo quell’ora niente più navette da Expo) a cercare soluzioni al di fuori dell’app di Trenord perché mandare una persona in Garibaldi, conoscendo la stazione, sapendo che sono 3 piani e che il personale non è presente e reperibile né parla inglese, lo trovo un invito a spingere il cliente a svenarsi per arricchire la lobby dei taxisti.
Ora vi racconto una serata alla stazione di Rho Fiera Expo, quella di giovedì 23 luglio, uscita dal luogo di lavoro alle ore 21. Un film di Fantozzi praticamente. Mi reco al binario 4, aspettando il passante per Chiasso delle 21.21. Il passante non arriva, nessun annuncio di ritardo, nessuna scritta sul monitor che lo dà cancellato. Il treno non arriva, sullo stesso binario arriva uno per Centrale. Chiedo al personale in banchina. Non sanno nulla, non hanno ricevuto comunicazioni. Alle 21.28 arriva al binario due un passante per Pioltello, non annunciato all’altoparlante. Dovendo cambiare in Garibaldi, corro al binario due insieme a un po’ di persone che come me realizzano che quello è il primo treno possibile per Garibaldi. Il tutto senza nessun aiuto del personale perché nessuno ha comunicato che quello che è il primo possibile per Garibaldi. Arrivata al binario 2 il treno chiude le porte e se ne va, il personale al binario 2 non si scusa per il ritardo, non fa nulla per far salire i passeggeri sul treno nonostante per qualche secondo il treno fosse ancora fermo. Chiedo spiegazioni sul mancato annuncio all’altoparlante dei treni, dicono che non è loro la responsabilità. Giustamente gli annunci non li fanno loro, e non avranno strumenti per criticare i colleghi che stanno seduti in ufficio probabilmente sono lì solo i 6 mesi di Expo non conviene, non ho dubbi su questo. Torno al binario 4 in attesa del Chiasso, dopo qualche minuto che non arriva e non ci sono comunicazioni la persona in banchina non sapendo come rispondere alle richieste dei passeggeri spazientiti telefona nella stazione di partenza del treno dove gli comunicano che il treno non è mai neanche arrivato da Chiasso all’andata e sarà cancellato (Quando?) Alle 21.38 arriva un passante per Rogoredo, ovviamente non annunciato, al binario 2. Ho dovuto personalmente invitare la persona al binario 4 a far fermare il treno per permettere a chi doveva andare in Porta Garibaldi di spostarsi di binario, un po’ di persone correndo riescono a spostarsi. Il treno arriva in Garibaldi alle 21.52 ma il treno per Lecco che avrei dovuto prendere parte a quell’ora esatta a Garibaldi superficie e dal sotterraneo sono 5-6 minuto di transito, a quel punto rimango sul passante per Rogoredo, scendo a Repubblica e faccio una fermata di metropolitana fino a Centrale. Meno male che ho pensato di fare la tessera IO Viaggio così da poter usare anche la metro in caso di necessità, altrimenti avrei pure dovuto pagare il biglietto extra. In centrale danno un treno per Tirano in ritardo che doveva essere alle 20.20, prima in ritardo di 120 minuti, poi subito dopo di 160. Il Lecco arriva in ritardo parte alle 23.10 invece che alle 22.52, in sostanza 3 ore abbondanti per tornare a casa.
Come questa mille altre sere, e un servizio che mi chiedo se sia un servizio o un ostacolo da superare per riuscire ad arrivare sul posto di lavoro in orario, o alla possibilità di tornare a casa in un tempo che non sia la metà delle proprie ore lavorative, che non ha molto senso come qualità della vita. In un Paese normale, un ritardo porterebbe al rimborso almeno parziale del biglietto del treno. Trenord non solo non rimborsa i biglietti, ma non fa neppure gli sconti sugli abbonamenti del mese successivo, come comunicatomi oggi in stazione: non hanno ricevuto comunicazione di nessun bonus ma comunque la IO Viaggio non la rimborsano mai. Ah bello. Io pago 107 € al mese per garantirmi un servizio che mi permetta di raggiungere il posto di lavoro (supponendo poi anche di dover tornare a casa) con qualunque mezzo possibile e prima scopro che sull'alta velocità in teoria non si potrebbe andare con questo abbonamento, poi pure che non può essere rimborsato (?). Cosa servono per un rimborso le foto di tutti i tabelloni con i treni cancellati, giorno dopo giorno? Ce le ho. O un feedback costante sulla mancanza di aria condizionata nelle carrozze oppure, come è successo ieri mattina, la mancanza di luce nelle carrozze lasciando i passeggeri completamente al buio nei tratti in galleria?

Intanto, dopo aver scelto l'auto per il mese di agosto per raggiungere il luogo di lavoro, ho sottoscritto questa petizione su change.org iniziata 9 mesi fa da un ragazzo di Brescia stanco dei continui disservizi.  Vi invito a fare altrettanto, e a segnalare ogni singolo problema su Twitter a #trenord in modo da rendere visibile ciò che non funziona offrendo così un'opportunità a chi ha la possibilità di migliorare il servizio, se vuole, di migliorarlo.

lunedì 22 giugno 2015

Vivere Expo al meglio: idee e suggerimenti

Volete vivere l'esperienza Expo al meglio? Siete stati una sola volta in Expo e volete ripetere l'esperienza, ma volete risparmiare? Avete bimbi e pensate che si potrebbero annoiare, o anziani al seguito e temete che il caldo prenda il sopravvento? Avete letto articoli allarmistici sui prezzi e temete di lasciare in Expo la tanta agognata tredicesima? Siete vegetariani, vegani, allergici al glutine e temete di morire di fame in mezzo a tutto quel ben di Dio? Ecco un po' di suggerimenti per tutti voi.
Innazitutto, il gruppo facebook Expo - Consigli per gli utenti è ormai diventato un must da consultare prima di progettare la propria visita al sito espositivo. Aggiornato giorno dopo giorno da 8 volonterosi admin, è il modo migliore per scoprire in tempo reale cosa accade e dove.

Sul cibo low cost vi segnalo inoltre: Mangiare in Expo in modo sostenibile al portafoglio e il suo seguito. E un post in costinuo aggiornamento sul cibo vegetariano. Per i celiaci la cosa più sicura da fare è leggere il post sul sito ufficiale dell'AIC, Associazione Italiana Celiachia, che riporta un elenco dettagliato con mappa dei ristoranti che offrono menu ad hoc.
Poi, qui un po' di cose gratuite da sperimentare all'interno del sito espositivo, anche se la maggior parte delle esperienze migliori sono quelle che capitano per caso. 
Per le mamme, consiglio un giro sul sito della Chicco dove sono indicate le aree nursery accessibili per cambio babè o allattamento, il noleggio gratuito dei passeggini all'ingresso Triulza (fuori) e qualche consiglio da un sito dedicato. Sicuramente consiglio il Children Park, l'area Kinder, lo spettacolo dell'albero della vita e alcuni padiglioni interattivi e che piacciono molto ai bambini: Brasile, Angola, UK, New Holland, Polonia e Qatar su tutti, ma anche e soprattutto l'approccio di chi accompagna il bimbo improntato a un desiderio di scoperta e di apertura.
Anche per i disabili sono previste soluzioni per una mobilità agevolata a noleggio a Cascina Triulza.

Per quanto riguarda gli eventi, l'elenco generale sul sito di Expo non è fatto molto bene ma è possibile anche per una maggiore comodità visionare solo gli eventi del giorno o installare l'app per smartphone, inoltre all'interno di Expo sono presenti dei totem digitali sul decumano su cui è possibile visionare gli eventi del giorno, sono touch screen e molto rapidi da utilizzare ma spesso sottovalutati. Da non dimenticare che ogni sera da mercoledì a domenica fino a fine agosto (e anche alcune sere straordinarie di martedì a luglio) va in scena il Cirque du Soleil, un bellissimo show di circo acrobatico, teatro, danza, musica assolutamente imperdibile visto anche il prezzo scontatissimo (tra i 25 e i 35 €) se confrontato ai prezzi abituali dello spettacolo in tutto il mondo. I biglietti sono acquistabili sul sito di Expo oppure all'interno del sito all'infopoint vicino all'ingresso di Triulza, all'infopoint dietro il padiglione Kazakistan (tra l'altro uno dei più gettonati, la coda con l'intrattenimento musicale vale la visita), o direttamente davanti al teatro. 
Riporto qui sotto anche la mappa aggiornata delle fermate delle navette gratuite per girare il sito in versione pigrizia/troppo caldo, recentemente modificate.
Quando sarete tornati a casa stanchi  soddisfatti, vi invito a compilare il mio questionario creato personalmente per avere un feedback da tutti voi sulla vostra esperienza in Expo. 


Editoria e innovazione: non perdiamo le voci di qualità a livello locale


Giovedì scorso a Expo Milano 2015 presso la Cascina Triulza si è tenuto un interessante convegno sull'editoria e sulle riforme in corso in quest'ambito. All'incontro, condotto da Vincenzo Vita, hanno partecipato tra gli altri Rosario Altieri, presidente dell'AGCI (associazione generale cooperative italiane), e Maria Caterina Bagnardi, presidente della federazione italiana liberi editori. Inoltre sono intervenuti da Roma l'on. Roberto Rampi, PD, in Commissione Cultura alla Camera nonché relatore della proposta di legge sulla riforma del finanziamento pubblico all'editoria, e la senatrice Silvana Comaroli, Lega Nord, in Commissione Bilancio al Senato. Un momento di confronto interessante durante il quale è stato possibile ascoltare più voci, dai direttori di riviste locali (qui potete riascoltare l'intervento del direttore de La Voce di Rovigo, Pier Francesco Bellini) a esponenti a livello nazionale che si occupano quindi da tempo di questa proposta di legge. L'on. Roberto Rampi sottolinea l'impegno portato avanti in questi mesi per far sì che l'informazione non sia considerata semplicemente un prodotto ma sia data invece la possibilità anche alle piccole testate locali di autosostenersi: "noi crediamo che il pluralismo sia il fondamento della democrazia e crediamo che lo Stato debba intervenire per favorire quelle realtà imprenditoriali che hanno come unico scopo quello di favorire una buona informazione".
Fiducioso Roberto Calari: "C'è ora il problema di recuperare il senso del pluralismo per un Paese democratico come valore da rianimare nel contesto Europeo. Crediamo che la riforma sia fondamentale nella sua visione strategica e di filiera. Questa riforma riguarda anche radio, televisione e edicole. E' necessario però ribadire il fatto che non è in discussione il contributo diretto e il pluralismo dell'informazione."
Più preoccupato Francesco Zanotti, presidente della federazione italiana settimanali cattolici: "una voce che si chiude è un impoverimento per tutti", che teme in una mancanza di informazione nei paesi più piccoli qualora dovesse mancare l'informazione attraverso la carta stampata.
Su una linea simile Pavarotti del Corriere Romagna: "Un sito web fatto da giornalisti dopo 3 mesi chiude perché i costi di un giornalista non li si recupererà mai con la pubblicità sul web ... siamo a cercare tutti i giorni i soldi per andare avanti".
Da più parti si è criticato il passaggio al digitale visto come uno spauracchio e come possibile morte della possibilità di lavorare per un vero giornalista, una sorta di concorrenza sleale, una voce da spegnere. Da parte di altre voci più lungimiranti si è chiarito come il passaggio al digitale sia comunque una conditio sine qua non per poter andare avanti e rimanere al passo con i tempi.
Un'evoluzione verso forme di comunicazione più contemporanee e alla portata di tutti quindi, non rimandabile e necessaria secondo il dott. Marino: "è evidente che è la carta che sostiene il web e non viceversa, ma è chiaro che il passaggio al digitale è condizione necessaria alla sopravvivenza, pur se non sufficiente. Il discorso sulle risorse è sacrosanto". Sottoscrivo appieno la linea di pensiero e aggiungo, come pura opinione personale, che il percorso da costruire va ricercato in una diffusione dei mezzi e delle competenze di utilizzo del web da parte di tutti e non in un arroccamento nell'antica modalità di condivisione delle informazioni per paura che il nuovo possa lasciare indietro qualcuno: cerchiamo insieme di non lasciare indietro nessuno.
Forse ripensare a un progetto concreto per la banda larga è più utile e progettualmente sensato se immaginiamo l'Italia del 2025 o dei nostri figli, e a come vorremmo che fossero i nostri concittadini: realmente consapevoli e informati prima di compiere delle scelte, quindi inevitabilmente formati già dalla scuola a decodificare i messaggi mediatici, a distinguere le bufale e andare alla fonte di ogni notizia, più in generale a decriptare i messaggi ricevuti ogni giorno da più parti e in modalità comunicative ovviamente differenti a seconda dell'età e del contesto culturale.
L'intero convegno è stato ripreso da Radio Radicale ed è quindi possibile riascolare gli interventi.



sabato 20 giugno 2015

Mangiare vegetariano a #Expo2015? è possibile



Sebbene sia stato definito da alcuni “una rosticceria di lusso”, dopo aver esplorato un po’ tutti i padiglioni posso dire che non è esattamente così. Sicuramente non è solo cibo costoso, come ampiamente dimostrato dai miei precedenti post sui diversi punti di ristoro economici. E sicuramente non ha senso protestare se al ristorante del Kazakhstan servono carne di cavallo perché per quanto io non mangerei mai un animale così “umano” come il cavallo mi rendo conto che il Kazakhstan è circa in mezzo alla Siberia quindi ci sta che se devono portare qualcosa di tipico del loro Paese portino qualcosa che appartiene alla loro cultura millenaria di cacciatori e allevatori della steppa.
Ma è possibile anche per i vegetariani trovare piatti gustosi e nuovi? Dove? Questi i ristoranti dove ho trovato piatti vegetariani vari e appetitosi. 
- Los Granos de mi Tierra, chiosco con frutta, insalate e frullati dai 4 ai 6 €. Un chiosco è dietro il padiglione Cina, un altro dietro i padiglioni Marocco e Qatar. 
- angolo frutta presso il forno Maria Marinoni, dietro il padiglione del Brasile, frullati e macedonie fresche anzi freschissime, centrifugati e insalatone.
- il negozio biologico vicino all'ingresso Roserio, all'interno del Biodiversity Park. 
-        -  Ristorante israeliano, quasi tutti il menu è vegetariano a parte qualcosa di pesce. Mi sento in particolare di consigliare due varietà di Majadara, economiche, gustose e sazianti.
-        -  Corea, ci sono un po’ di piatti particolari e “nuovi” per chi non è abituato alla cucina orientale che non contengono carne.
- la caffetteria al piano terra del padiglione Azerbaijan, c'è un po' di tutto ma ci sono delle melanzane ripiene buonissime a 6 €. 
-        -  Indonesia. 
      - da visitare assolutamente il cluster del riso e delle spezie, con diversi modi di intendere il cibo che possono interessare a chi ha scelto di non mangiare carne.
      - al padiglione Olanda ci sono anche burger con formaggio e spinaci, senza carne, e un hamburger di alghe a € 9,5 molto gustoso.
      - aperto solo da due giorni, il market al cluster della Frutta e Legumi, la new entry d'eccezione per chi ha fatto del cibo sano il mantra della sua dieta, dai 3,50 ai 6 €.
     
      Il post è in continuo aggiornamento per cui se trovate altre idee per mangiare vegetariano commentate pure o scrivetemi.