sabato 30 gennaio 2021

Il liceo è per un futuro migliore, non peggiore

Dall'articolo a pagina 23 del Corriere della Sera di oggi: scegliere il liceo significa procrastinare le decisioni sul proprio futuro. Procrastinare. Perché ovviamente chi non ha ancora vissuto l'adolescenza, magari non ha mai fatto un viaggio, non si è mai appassionato a qualcosa, non entra in contatto con adulti che non siano le figure educative di riferimento, deve prendere decisioni sul lavoro da svolgere per la vita. La cosa imbarazzante è che la frase non arriva da una parrucchiera o da un idraulico, ma dal presidente di invalsi. 


Trovo sconfortante che un insegnante e chi ha il difficile compito di valutare i ragazzi in fase di crescita incentivi la formazione professionale. E vorrei proprio vedere quanti di noi sapevano a 14 anni, ma anche a 19, cosa avrebbero fatto nella vita. E quanti di noi hanno cambiato idea a 30 anni, per non parlare di quanti hanno scelto di cambiare più e più volte nella vita. Nessuno vieta a chi ha una laurea o un master di andare a vendere patatine alle Hawaii, ma perché far credere a dei ragazzini di 14 anni che va benissimo fare un percorso meno impegnativo o formarsi per una singola professione? Una parrucchiera, un'estetista, un idraulico hanno molta più difficoltà a "cambiare strada", così come una persona che ha un diploma professionale ha molte più difficoltà a passare i test di ingresso ad alcune facoltà, come è possibile che vi sia un incentivo a indirizzarsi già così piccoli?

sabato 16 gennaio 2021

Salviamo il museo del fumetto

Abbiamo voluto organizzare una raccolta fondi come circolo M101 per salvare WOW Spazio Fumetto - Museo del Fumetto di Milano:

https://www.gofundme.com/f/aiutiamo-il-museo-del-fumetto-a-non-chiudere



Abbiamo vissuto la precarietà e l’instabilità di strade nuove ed impreviste, che ci hanno ancorato a ciò che resta di essenziale. Stiamo attraversando un tempo incerto, carico di prove e di sfide. La pandemia ci ha trovato impreparati e ha sconvolto la nostra vita sotto molti punti di vista: sociale, economico, individuale e relazionale.


Quello di cui rischiamo di non accorgerci è ciò che sta fuori dalle nostre case nelle quali siamo confinati. Negozi, cinema, teatri, musei e le migliaia di insegne che illuminano la nostra città e che da mesi sono spente.


Torneremo alla normalità, ma quali saranno le macerie che avremo lasciato dietro di noi?


Quali insegne continueranno a rimanere spente?


Se ora la solitudine è una delle sensazioni prevalenti, non facciamoci travolgere e agiamo per assicurare ai nostri posti del cuore di ritornare ad essere tali. Saremo noi a poter traghettare l’arte e la cultura attraverso questo difficile periodo, fino alla sua riapertura.


C’è un posto a Milano che rischia di non riaccendere più la sua insegna.


Il museo del fumetto, il posto dei supereroi, che fa sognare i piccini e fa tornare gli adulti bambini.


Inaugurato il 1° aprile del 2011, oltre ad essere il primo museo del fumetto in Italia, è tra i pochi musei ad irradiare il Municipio 4 di vita e cultura.


Gestito da una fondazione privata di cittadini decisi a rendere la loro passione, patrimonio comune, ospita mostre permanenti, e temporanee, eventi culturali, laboratori interattivi, oltre ad una biblioteca di 9000 libri e periodici che raccontano le storie e la storia del fumetto italiano e non solo.

Aiuta il museo dei supereroi a tenere accesa la propria insegna in attesa di ritrovarci insieme a spegnere le sue prime 10 candeline!