mercoledì 20 agosto 2014

Il corpo è "scandalo", ma la sua strumentalizzazione no?

Siamo alle solite, paparazzi in cerca di foto per riempire le pagine dei giornali d'agosto, trovano la ministra Stefania Giannini in top less su una spiaggia e si scatena il dibattito sull'opportunità, il pudore, la sobrietà etc. A parte che in spiaggia nessuno è tenuto alla sobrietà, visto che il contesto è adeguato a spogliarsi: caldo, sole, mare, relax. Ma trovo davvero inquietante che nel 2014 ancora ci sia questa doppia morale, un po' bigotta, un po' altoborghese in stile donne-bene dell'altro secolo per cui il corpo debba per forza generare scandalo. Nei Paesi scandinavi, quando trasmettono i film o le serie tv non oscurano le parti di nudo per questo strano senso del pudore, eppure le donne sono molto più emancipate. Dico strano senso del pudore, perché nelle pubblicità televisive e sui cartelloni che riempiono le strade il corpo della donna e la presunta disponibilità sessuale "a richiesta" vengono trattati come merce, utilizzati in modo allusivo e pertanto molto più provocatorio per vendere prodotti che col corpo non hanno nulla a che fare, da viti e bulloni a modem adsl. Ma nessuno si scandalizza. Anzi, se qualcuno fa notare che una pubblicità non è adatta o educativa viene tacciato di non capire niente di marketing e che per vendere, ovviamente, si può fare tutto. Il fine giustifica i mezzi insomma. Invece per prendere il sole a quanto pare bisogna coprirsi, perché il corpo come natura l'ha fatto è giudicato "inopportuno", seppur all'interno di un contesto chiaramente non istituzionale e non lavorativo. La classica doppiezza e ipocrisia dei Paesi culturalmente arretrati. Il corpo femminile è scandaloso perché induce in tentazione o crea complessi in chi non può permettersi il top less, due donne che si baciano vengono descritte come malate o da non imitare, in famiglia guardano solo peppa pig di fronte ai bambini perché bisogna proteggerli dalle immagini crude dei telegiornali (e così non si informano neppure loro) però quelle prostitute che affollano il Viale delle Industrie immagino che qualcuno le paghi ...

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