mercoledì 13 aprile 2016

Interpellanza in parlamento per la piena applicazione della legge 194 su tutto il territorio nazionale


Ieri un gruppo di parlamentari ha presentato questa interpellanza urgente al ministero della Sanità per chiedere la piena applicazione della legge 194 sull'interruzione di gravidanza, su tutto il territorio nazionale e senza discriminazioni, a seguito del pronunciamento del Consiglio d’ Europa. 

INTERPELLANZA URGENTE   
una campagna nata qualche anno fa a sostegno della 194

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della Salute, per sapere – premesso che:
secondo il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa “in alcuni casi, considerata l’urgenza delle procedure richieste, le donne che vogliono un aborto possono essere forzate ad andare in altre strutture (diverse da quelle pubbliche) in Italia o all’estero, o a mettere fine alla loro gravidanza senza il sostegno o il controllo delle competenti autorità sanitarie, oppure possono essere dissuase dall’accedere ai servizi di aborto a cui hanno invece diritto in base alla legge 194/78”;
secondo il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa questo tipo di situazioni possono “comportare notevoli rischi per la salute e il benessere delle donne interessate, il che è contrario al diritto alla protezione della salute”; aggiunge il comitato che le strutture sanitarie “non hanno ancora adottato le misure necessarie per rimediare alle carenze nel servizio causate dal personale che invoca il diritto all’obiezione di coscienza, o hanno adottato misure inadeguate”;
il legislatore nazionale ha appena cambiato le disposizioni in materia di punizione dell’aborto clandestino (d.lgs n. 8/2016 in materia di depenalizzazioni) prevedendo, all’articolo 1 del d.lgs. che, tra i comportamenti per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda, rientri quanto previsto dal comma 2 dell’art. 19 della legge n. 194 del 1978 sull’aborto clandestino entro i primi 90 giorni della gravidanza;
tale disposizione ha inasprito in maniera nettissima l’eventuale multa da pagare portandola da 51 euro ad una cifra compresa tra 5000 e 10000 €;
il d.lgs 8/2016 deliberatamente ignora le ragioni per cui la pena prevista per la donna all’epoca dell’approvazione della 194/78 era di sole 100.000 lire (poi diventati 51 € con l’entrata in circolazione della nuova valuta)
in base alle nuove disposizioni diventa ancora più urgente garantire la piena applicazione della legge 194/78 sulla facoltà di abortire legalmente proprio in ragione del notevolissimo aumento della sanzione amministrativa prevista dal d.lgs 8/2016, poiché tali disposizioni potrebbero rivelarsi discriminatorie anche rispetto alla condizione sociale della donna che volesse praticare l’interruzione di gravidanza;
i dati sull’obiezione di coscienza in Italia sono coerenti con i rischi denunciati dal Consiglio d’Europa, data la media nazionale di obiettori attorno al 70% del personale, con alcune situazioni specie nel Meridione dove la percentuale del personale obiettore è pari quasi al 100% del personale;
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Quali disposizioni amministrative e/o legislative il Ministero della Sanità ha intenzione di prendere  per garantire in tutte le strutture sanitarie – nel rispetto delle competenze regionali in materia di Sanità – la piena applicazione della legge n. 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, specificamente riguardo la presenza adeguata di personale non obiettore;
Come intende garantire, il Ministero della Salute – considerate le novelle legislative sulla 194/78 del d.lgs 8/2016 e le competenze regionali in materia di Sanità – la lotta agli aborti clandestini, la reale accessibilità alla metodica farmacologica, il rafforzamento delle politiche di educazione alla contraccezione, l’accesso alla contraccezione sicura, l’ampliamento ed il miglioramento ed una comunicazione più efficace della rete dei consultori sul territorio nazionale.

Firmata dagli onorevoli: 

Giuditta PINI
Mara Mucci
Fabrizia Giuliani
Ileana Piazzino
Lia Quartapelle Procopio
Matteo Orfini
Walter Verini
Patrizia Maestri
Davide Baruffi
Roberto Rampi
Michela Rostan
Alessandro Zan
Michela Marzano
Vanna Iori
Vincenzo D’arienzo
Mario Tullo
Simona Malpezzi
Ileana Argentin
Andrea De Maria
Daniele Marantelli
Donata Lenzi
Marco Causi
Fabio Lavagno
Fausto Raciti
Mauro Guerra
Marco Miccoli
Anna Maria Carloni
Emiliano Minacci
Alessandro Naccarato
Romina Mura
Miriam Cominelli
Antonio Missioni
Francesco Laforgia
Antonio Boccuzzi
Cristina Bargero
Laura Coccia
Lorenza Bonaccorsi
Luigi Lacquaniti




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