giovedì 3 gennaio 2019

Sintesi della mozione Martina-Richetti: fianco a fianco, diversamente




10 PROPOSTE PER CAMBIARE IL PD #DIVERSAMENTE


1. 2/3 liste nazionali scelti dal territorio, albo degli elettori e Primarie.

2. Referendum tra gli iscritti e conferenza programmatica annuale.

3. Piattaforma digitale di partecipazione.

4. Erasmus per giovani democratici e scuole di formazione per tutti.

5. Direzione nazionale eletta al 50% dai territori.

6. La metà del 2x1000 al PD dei territori.

7. Progetti di comunità e innovazione dei luoghi idea(li) per i circoli.

8. Conferenza nazionale delle donne.

9. Un segretario che fa solo il segretario e Governo ombra per l’alternativa.

10. Via alla conferenza dei democratici italiani.


NOI E L’ITALIA

1. Dobbiamo raccogliere il forte messaggio arrivato dalla nostra ultima manifestazione di Piazza del Popolo: una richiesta di unità, apertura e cambiamento del Partito Democratico, per essere l’alternativa forte alla deriva che il Paese sta rischiando con entrambe le forze nazional-populiste.
2. Un cambiamento che non è un giudizio sul passato ma un passo decisivo per andare incontro al 
futuro, senza rinnegare i principi affermati nella nostra azione di governo ma ridiscutendo con coraggio gli strumenti messi in campo.
3. Sarà necessario promuovere un governo ombra aperto alla società e ai soggetti disponibili a costruire un’alternativa autorevole e visibile al governo 5 Stelle-Lega e una costituente di tutti i democratici e i riformisti italiani unendo le loro energie. Partire dal Partito democratico per arrivare ai democratici. Questo lavoro dovrà svilupparsi anche in Europa a partire dalla famiglia socialista.
4. Vogliamo costruire un partito che sappia essere, ovunque, incubatore di civismo e di cittadinanza attiva a partire dai bisogni di chi ha di meno. Un partito forte delle sue radici nei principi scolpiti nella Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza.

NOI E IL MONDO

1. “Dobbiamo essere idealisti senza illusioni” (J.F.Kennedy)
2. Dobbiamo innovare, non guardare indietro. Siamo di fronte ad una crisi di valori. Il rapporto tra persone è vissuto come un ostacolo.
3. Si è creato un Quinto Stato, sempre più ampio fatto di persone che vivono nella precarietà di diritti e tutele.
4. Proteggere la democrazia vuol dire anche innovare i corpi associativi intermedi in modo che lo “sciame digitale” che si è sviluppato con internet e i social network si faccia massa capace di incidere sulle scelte per il proprio futuro.
5. Da un’epoca di slegatura dobbiamo passare ad una di stagione di rilegatura sapendo che lo spazio pubblico è la risorsa per vita di relazione di una società. Vogliamo costruire una società pienamente generativa.

IL NOSTRO RIFORMISMO RADICALE


1. UN PARTITO CHE SI BATTE PER L’UGUAGLIANZA

Per tutti: il cuore del nostro impegno deve ripartire dal rendere universale ciò che è solo per 
qualcuno. Oggi, in Italia, la lotta alle disuguaglianze e la difesa delle classi medie passa 
soprattutto dal contrasto a tre grandi fratture: generazionale, di genere, e territoriale.
Per i giovani proponiamo: «credito giovani», un conto individuale vincolato, utilizzabile da chi diventa maggiorenne; abolizione stage o tirocini non retribuiti; intendiamo introdurre un compenso minimo anche per i praticanti nelle professioni e incentivi per il loro inserimento.
Per noi il primo punto delle politiche di genere è il tema del lavoro, come strumento di emancipazione delle donne da una persistente discriminazione che obbliga a decidere tra carriera e maternità. Una delle nostre priorità è quella di portare avanti una lotta senza quartiere alla violenza sulle donne, a partire dal rafforzamento dei centri anti-violenza ovunque sul territorio.
E ancora: sostegno per il Sud; rafforzamento del Reddito d’Inclusione; metodologie innovative e partecipative per la scuola; unica imposta su tutti i redditi realmente progressiva; minimun tax sugli utili prodotti dalle multinazionali estere; rivoluzione del sostegno alle famiglie con figli attraverso l’erogazione di un unico assegno universale; aumento dell’indennità in base ai bisogni effettivi delle persone non autosufficienti, introducendo sia un assegno di cura sia un budget di cura, favorendo così il riconoscimento professionale e la regolarizzazione degli assistenti familiari; un piano nazionale sulle liste d’attesa prevedendo, tra l’altro, l’aumento del numero dei professionisti dove c’è maggiore criticità e possibilità di visita sette giorni su sette.

2. UN PARTITO ECOLOGISTA

Dobbiamo mettere urgentemente al centro della nostra agenda la rapida transizione verso uno sviluppo sostenibile, un principio che crediamo debba entrare anche in Costituzione.
È cruciale assumere l’obiettivo di zero emissioni di gas serra entro il 2045, lavorando per il taglio delle emissioni del 60% entro il 2030, partendo dalla produzione e dall’uso dell’energia pulita e dall’efficienza energetica.
Per il futuro, è necessario immaginare e progettare una nuova stagione infrastrutturale che si 
fondi su tre grandi assi: quello ferroviario, quello marittimo e quello ciclabile.

3. UN PARTITO EUROPEISTA

Si tratta di costruire una nuova sovranità intorno a temi strategici che non avranno soluzione se 
non a livello sovranazionale.
Serve un Presidente eletto dai cittadini europei, un Parlamento che legifera, strumenti di partecipazione permanenti, un budget a gestione politica che completi l’unione monetaria con un’unione fiscale.
Vogliamo costruire gli Stati Uniti d’Europa.

4. UN PARTITO DEL LAVORO CHE CAMBIA

Non c’è futuro per un Paese che spende più per interessi sul debito che in istruzione. Dobbiamo rendere meno costoso il lavoro di qualità, con un taglio del cuneo contributivo sul tempo indeterminato di almeno 4 punti (per una riduzione di circa il 12 percento).
Dobbiamo gestire le transizioni da un’occupazione all’altra, con una rete di welfare 4.0 in cui far 
confluire in maniera integrata e personalizzata tutte le politiche attive e passive.
Dobbiamo introdurre un salario minimo legale e una legge sulla rappresentanza per contrastare il dumping salariale.
Ci impegniamo a implementare l’equo compenso per il lavoro autonomo.
Vogliamo potenziare i meccanismi strutturali di sostegno alla partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa attraverso il principio della co-gestione aziendale.


5. UN PARTITO CHE SI BATTE PER LA DEMOCRAZIA

È di fondamentale importanza il riordino dei tributi e l’istituzione della «local tax» rivendicata 
dai comuni. Occorre poi una «Carta delle autonomie» che ridefinisca in modo organico il rapporto fra gli enti costitutivi della Repubblica.
Siamo contro il disegno di legge Pillon perché è retrogrado e punitivo nei confronti delle donne e tratta i minori come pacchi postali.
Il nostro riformismo radicale vede nella legalità, nel garantismo e nella lotta alle mafie i cardini della propria azione.
Se si vogliono prevenire femminicidio, reati ai danni di soggetti deboli, reati ambientali, truffe 
ai danni di anziani e famiglie e morti sul lavoro occorre incentrare una riforma penale 
radicale che faccia perno sulla prevenzione prima ancora che sulla repressione.
Aveva ragione il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa quando diceva che per sconfiggere 
le mafie bisogna dare come “diritto” ciò che esse offrono come “favore”.
Per noi, chi nasce e studia in Italia è italiano.
L’immigrazione non è un’invasione da bloccare ma una risorsa da governare. Per questo proponiamo di cancellare la legge Bossi-Fini e il decreto Salvini, per scrivere un nuovo testo unico  sull’immigrazione, gestendo le migrazioni anche per ragioni economiche governando un sistema nazionale di accoglienza integrata per l’autonomia.

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