venerdì 16 ottobre 2015

On. Roberto Rampi a radio radicale sui temi trattati da Ban Ki-moon a Montecitorio


Un estratto dell'intervista dell' on. Roberto Rampi ieri a Radio Radicale


"La tradizione culturale e la battaglia concreta, le azioni concrete di disobbedienza civile, Satyagraha, le battaglie alle Nazioni Unite e il riconoscimento e la difesa del ruolo del Partito Radicale Transnazionale oggi sono indubbiamente risuonate in quest’aula. I temi posti negli anni dai radicali, che anche allora sembravano dei temi assolutamente utopici e assolutamente impensabili, oggi sono dati come uno dei risultati acquisiti al tempo stesso dalle Nazioni Unite di cui tutti guardiamo senza nascondercelo ai limiti. Credo che tutti oggi abbiamo pensato a quanto sia debole il sistema delle Nazioni Unite, il sistema dei membri permanenti e il sistema del diritto di veto, quindi quanto ci sia un bisogno di riforma delle Nazioni Unite e al tempo stesso però quanti risultati straordinari si siano conseguiti. Molti di questi risultati appunto elencati da Ban Ki-Moon dell’aula ma anche dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha citato “Nessuno tocchi Caino” ad esempio, sono risultati radicali. La moratoria sulla pena di morte, la lotta alla fame del mondo, che credo sarà uno degli elementi chiave della presenza di Ban Ki-moon domani a Expo. Da Expo con 145 Paesi ci si è posti l’obiettivo per il 2030 della cancellazione definitiva della fame nel mondo. Una battaglia storica dei radicali che quando si è posto per la prima volta Marco Pannella c’era anche molta ironia, sembrava proprio una di quelle cose: si va beh, chi è che non vuole combattere la fame nel mondo?
Però alla fine la storia delle Nazioni Unite è questa: quando Immanuel Kant scriveva Per la pace perpetua diceva qualche cosa che nel 1700 era impensabile: le nazioni del mondo insieme a decidere democraticamente in un luogo. Oggi le Nazioni Unite ci sono, pur con tutti i limiti. Allo stesso modo io credo che alcune battaglie più recenti, penso a quella dei caschi blu della cultura per la difesa del patrimonio dell’umanità - a cui io sono molto legato e che ho cercato di porre in quest’aula - che oggi è stato citato. 
Penso alla battaglia dei Radicali per il diritto alla conoscenza che io credo sarà sempre di più la battaglia del futuro, perché il grande tema di che cosa sarà la democrazia nel futuro passa  da se ci sarà o meno la presa di consapevolezza di un diritto alla conoscenza. Anche oggi abbiamo visto un’aula con alcune forze presenti e alcune forze che purtroppo erano un po’ troppo assenti in un momento come questo. Ecco oggi all’Italia viene riconosciuto un ruolo, alle Nazioni Unite viene riconosciuto un ruolo, e senza nulla nascondere di quel tanto che bisogna fare io credo che il valore delle battaglie radicali sia ancora più importante, forse anche per questo tanti dei miei colleghi oggi hanno applaudito sinceramente, soprattutto i giovani colleghi, perché sentono veramente loro queste battaglie, come un patrimonio anche della sinistra italiana".

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