venerdì 12 febbraio 2016

Solidarietà ai lavoratori della STAR di Agrate

Riporto il comunicato stampa dei sindacati sulla situazione della Star di Agrate Brianza, azienda leader del settore alimentare.

Gravissime provocazioni alla STAR di Agrate

“L’invocazione della GB Foods Star di Agrate alla responsabilità sociale è una millanteria. La responsabilità sociale dei lavoratori e di CGIL CISL UIL è finita nel momento in cui l’azienda sceglie la strada della provocazione aperta nei confronti dei lavoratori, delle bugie sulla strategia industriale, delle promesse non mantenute reiterate”. Questo il messaggio centrale che Maurizio Laini, segretario generale della CGIL MB, lancia in occasione della conferenza stampa sui recenti annunci di Star che prefigurano esuberi e dismissioni dell’attività produttiva ad Agrate.
Star è un brend storico della Brianza: 246 lavoratori occupati su quello che fu un sito straordinariamente grande e importante (220.000 metri quadri di superficie, tanti per ospitare 3500 lavoratori quindici anni fa) oggi quasi deserto. Dadi per brodo, infusi e sughi per pasta le produzioni rimaste: quelle innovative – a partire dal brodo liquido – realizzate in Spagna o in Polonia e commercializzate in Italia come italian food.
Mentre CGIL CISL UIL e i lavoratori attendevano risposte sul piano industriale che rilanciasse le produzioni, Star ieri mattina ha incontrato il Ministro Guidi e senza i Sindacati ha annunciato 35 esuberi (licenziamenti) entro giugno e altri trenta nei prossimi mesi. Salvo promettere 25 milioni di investimenti sul sito. E nel pomeriggio mentre si svolgeva un incontro tra CGIL CISL UIL, Assolombarda e l’azienda a Monza, ad Agrate la Star convocava gli operai e annunciava i licenziamenti. Il Sindacato abbandona il tavolo in corso si trova davanti giornalisti e agenti della Digos: “Allora qualcuno sapeva, e ha mobilitato le forze dell’ordine. Sapeva di questa provocazione diretta ai lavoratori! Che ovviamente sono subito scesi in sciopero e hanno manifestato dentro e fuori l’azienda ieri pomeriggio stesso” raccontano i sindacalisti presenti alla conferenza stampa. “il comportamento del Gruppo, dell’Azienda e di Assolombarda è stato devastante sul piano delle relazioni sindacali - aggiunge Laini – e deliberatamente conflittuale con i lavoratori. Diretto. Autoritario. Terribile, anche nei confronti delle loro famiglie”.
A giudizio di CGIL CISL UIL gli investimenti annunciati non serviranno a finanziare un piano industriale che non c’è (c’è invece, da subito, il licenziamento di 65 persone e la dismissione di metà della produzione ad Agrate) ma a valorizzare l’area dal punto di vista immobiliare. I sindacalisti aggiungono che “il sito va verso la trasformazione d’uso; quel che interessa alla multinazionale è il brend ancora straordinariamente ricco (“STAR”) e capace di coprire produzioni fatte altrove”.
Le tre confederazioni sindacali hanno annunciato la sospensione delle relazioni sindacali con Assolombarda fino ad un necessario chiarimento; una richiesta al Mise di incontro sul piano industriale;  un volantinaggio (mercoledì al mercato) e un’assemblea pubblica (nei prossimi giorni) ad Agrate perché “a soffrire è un intero territorio e la sua vocazione industriale e manifatturiera”; il coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale e dei parlamentari locali (l’on. Roberto Rampi ha già avanzato un’interrogazione parlamentare dedicata e l’on. Davide Tripiedi ha esplicitato vicinanza); la mobilitazione visibile dei lavoratori della Star anche se la prossima settimana saranno tutti in cassa integrazione.
Il testo dell'interrogazione parlamentare presentata dall'on. Rampi
Matteo Casiraghi, segretario generale della FLAI CGIL MB ha concluso che “il disprezzo dell’azienda dimostrato nei confronti dei lavoratori merita una risposta di mobilitazione adeguata. Non possiamo più credere alle favole narrate da chi per primo si pone sulla strada del conflitto e dello scontro. Proveremo con tutti i mezzi a salvare i posti di lavoro: certo è che si è rotto uno sforzo di collaborazione e si è stracciata tutta la disponibilità al dialogo che FLAI, FAI e UILA hanno sempre dimostrato ai tavoli…..”.

Monza, 11 febbraio 2016

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